Oltre 29 mila domande ammesse per una potenza di 1,7 GW; il termine per la fine dei lavori slitta a dicembre 2027. Sono 3.630 le configurazioni attive. Pubblicati i dati territoriali e i chiarimenti sui criteri di esclusione per garantire trasparenza sull’accesso ai fondi europei.
Ammissione al contributo per 29.820 domande, a fronte di un investimento complessivo già impegnato pari a 768,3 milioni di euro. È quanto emerge dai dati del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per la prima fase di finanziamento per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Gli interventi porteranno all’installazione di una potenza totale di 1.739,54 MW. I dati, diffusi ufficialmente dal GSE attraverso il nuovo portale dedicato al monitoraggio del PNRR, tracciano una mappatura dettagliata di un settore in forte espansione, ma rivelano anche la complessità di un iter burocratico che ha già visto 2.887 tra esclusioni e rinunce.
I DETTAGLI DELLE CONCESSIONI E LE RISORSE RESIDUE
L’erogazione dei contributi è stata scandita tra maggio e luglio 2026. Nel dettaglio, il primo atto del 12 maggio ha riguardato 12.008 domande per 101,4 milioni di euro, seguito il 29 maggio da un blocco di 6.787 richieste per 259,8 milioni. A giugno sono stati pubblicati altri due atti: il 12 giugno (5.296 domande per 202,6 milioni) e il 26 giugno (5.435 domande per 195,5 milioni).
L’ultimo provvedimento, datato 3 luglio 2026, ha coinvolto 294 richieste per un valore di 8,9 milioni di euro. Tuttavia, una parte consistente della domanda resta in attesa. Sono infatti 15.465 le richieste attualmente non finanziabili, per un valore potenziale di 572,7 milioni di euro e una potenza di circa 1,3 GW. L’ultima istanza che ha trovato copertura finanziaria in questa tornata risale alle ore 11:21:30 del 24 novembre 2025. Il GSE ha precisato che procederà alla pubblicazione di ulteriori atti di concessione man mano che si libereranno risorse grazie allo scorrimento della graduatoria, dovuto a eventuali rinunce o annullamenti, fino alla saturazione totale dei fondi.
IL PROCESSO DI VALUTAZIONE E LE NUOVE SCADENZE
Accedere ai fondi del PNRR non è un percorso automatico. Il Gestore ha chiarito che il superamento dell’istruttoria tecnica non garantisce il beneficio: ogni domanda deve superare i controlli del Comitato Investimenti, le verifiche antimafia e l’accertamento sull’assenza di conflitti di interesse o di doppi finanziamenti. Solo dopo questi passaggi l’aiuto viene registrato nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato.
“L’ordine cronologico di presentazione non coincide necessariamente con quello di ammissione”, spiegano dal GSE, poiché le richieste di integrazione documentale possono rallentare alcune pratiche rispetto ad altre. Un’informazione cruciale per gli operatori riguarda le tempistiche: la concessione di tutte le risorse, incluse quelle aggiuntive, deve terminare entro il 31 agosto 2026 per rispettare i vincoli europei. C’è però una boccata d’ossigeno per i cantieri: il termine per la fine dei lavori, inizialmente previsto per giugno 2026, è stato ufficialmente prorogato al 31 dicembre 2027.
PERCHÉ LE DOMANDE VENGONO ESCLUSE
L’analisi del GSE evidenzia i “nodi” che hanno portato al rigetto di quasi tremila istanze. Tra i motivi principali figurano la mancanza dei requisiti soggettivi per essere membri di una CER (come nel caso di aziende con codici ATECO 35.11 o 35.12), l’assenza del preventivo di connessione accettato o del titolo autorizzativo per l’impianto.
Molte esclusioni sono dovute a errori di localizzazione, come impianti situati in Comuni con oltre 50.000 abitanti (limite invalicabile per questa misura), o all’avvio dei lavori in data antecedente alla presentazione della domanda. Altro ostacolo frequente è l’artato frazionamento, ovvero il superamento della soglia di 1 MW ottenuto dividendo fittiziamente impianti riconducibili allo stesso soggetto.
LO STATO DELL’ARTE DELLE CER IN ITALIA
Al di là del PNRR, lo sviluppo delle Comunità Energetiche in Italia mostra numeri solidi. Ad oggi si contano 3.630 configurazioni attive per una potenza complessiva di 302,9 MW, che coinvolgono 37.821 clienti associati. La stragrande maggioranza degli impianti appartiene a taglie piccole: 1.673 sono sotto i 10 kW e 772 si collocano tra i 10 e i 20 kW. Solo 35 impianti superano il MW di potenza.
La distribuzione geografica delle 48.750 domande totali (presentate tra aprile 2024 e novembre 2025) vede in testa la Lombardia con 7.434 richieste, seguita dalla Sicilia (6.598) e dal Veneto (5.053). Significativi anche i dati di Piemonte (4.565), Puglia (4.372) e Campania (4.124). In coda si trovano la Valle d’Aosta (208) e il Molise (377). Il boom di richieste si è concentrato nell’ultimo trimestre del 2025: se in tutto il 2024 erano pervenute solo 1.180 domande, nel 2025 sono state ben 47.570, con un picco vertiginoso di oltre 27 mila richieste nel solo mese di novembre.
ASSISTENZA E SUPPORTO A CITTADINI E IMPRESE
Per accompagnare questa transizione, il GSE ha messo in campo una imponente macchina di assistenza. Sono state gestite 41.075 richieste con un tempo medio di risposta di 12 giorni lavorativi. L’attività informativa ha registrato oltre 2,2 milioni di visualizzazioni sulle pagine web dedicate, mentre i seminari di formazione e promozione hanno coinvolto più di 45.000 partecipanti.
Sono stati inoltre completati 814 sportelli virtuali per fornire consulenza diretta a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, confermando l’importanza del supporto tecnico in una sfida energetica che incrocia innovazione tecnologica e complessità normativa.

