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Concessioni idro, imprese e sindacati chiedono modifiche

Idroelettriche

Le Parti firmatarie invitano a promuovere “una revisione dell’attuale disciplina delle concessioni idroelettriche e a modificare in maniera sostanziale l’articolo 177 del codice dei contratti pubblici

Armonizzare la disciplina sulla riassegnazione delle concessioni relative alle derivazioni idroelettriche e modificare l’articolo 177 del codice dei contratti pubblici sulle aziende concessionarie. E’ l’invito rivolto a Governo, Parlamento e Regioni da Utilitalia, Elettricità Futura, Filctem CGIL, Flaei CISL e Uiltec UIL: le Parti firmatarie del CCNL per i lavoratori addetti al settore elettrico, hanno sottoscritto un avviso comune che evidenzia la necessità di due interventi urgenti sul quadro normativo, ancor più in questa fase di supporto alla ripresa del Paese.

FONDAMENTALE PER SALVAGUARDARE IL SETTORE

“Sia per le imprese che per i sindacati, si tratta di elementi fondamentali per salvaguardare il ruolo strategico del settore nella ripresa dell’attività economica e produttiva, superando le criticità che provocano incertezza e garantendo al contempo la continuità del servizio e i livelli di occupazione”, sottolinea una nota.

SERVE UNA REVISIONE DELL’ATTUALE DISCIPLINA DELLE CONCESSIONI IDROELETTRICHE

Le Parti firmatarie invitano a promuovere “una revisione dell’attuale disciplina delle concessioni idroelettriche, non penalizzante rispetto a quelle vigenti a livello europeo, tanto più necessarie e urgenti in questa fase. La ‘regionalizzazione’ delle procedure, in assenza di un coordinamento nazionale, comporta infatti il rischio di generare disparità di trattamento a livello nazionale, alimentando distorsioni competitive, oltre che favorire un’ulteriore frammentazione delle gestioni industriali – ha proseguito la nota -. Di conseguenza è necessario definire un quadro normativo stabile ed organico, che tenga conto della necessità di avviare immediatamente un ciclo di investimenti anche in relazione alla crisi determinata dall’emergenza sanitaria, con significative ricadute occupazionali e sviluppo dei territori e delle economie locali. Altrimenti, è elevato il rischio che possano prevalere esigenze di natura finanziaria delle aziende a scapito della stessa occupazione e di programmi di investimento, stimati in oltre otto miliardi, che assicurino una maggiore producibilità degli impianti accanto all’innalzamento dei livelli di sicurezza degli impianti e dei territori”.

MODIFICARE L’ARTICOLO 177 DEL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI

Al contempo, i firmatari sottolineano al Governo la necessità di “modificare in maniera sostanziale l’articolo 177 del codice dei contratti pubblici (D. Lgs. n. 50/2016) riferiti al settore elettrico, al fine di consentire ai concessionari di svolgere autonomamente, con propri mezzi e personale, le attività oggetto della concessione. La norma, così come è stata interpretata dall’ANAC, impone infatti ai titolari di concessioni dirette – anche nei servizi di interesse economico generale (gas, elettricità, servizi ambientali) – di esternalizzare l’80% di tutte le attività oggetto della concessione, anche nei casi in cui l’attività venga svolta direttamente tramite proprio personale. In una fase in cui il comparto energetico può assumere un ruolo centrale per la ripresa economica, una simile applicazione metterebbe a rischio i livelli occupazionali, con gravi ripercussioni sulle condizioni dei lavoratori nonché sugli standard di sicurezza e di natura contrattuale ad oggi acquisiti dalle decine di migliaia di lavoratori che operano nelle aziende interessate”, ha concluso la nota.

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