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Confindustria tedesca avverte: rischioso abbandonare il carbone

Merkel

Confindustria tedesca è preoccupata per l’abbandono del carbone e per il passaggio alle rinnovabili.

La Germania non potrà contare sui vicini europei nel far fronte alla domanda di energia, se deciderà di abbandonare le centrali a carbone per passare alle rinnovabili. L’hanno dichiarato la scorsa settimana i vertici di BDEW, la Confindustria tedesca, alla vigilia di un incontro con la commissione governativa che dovrà regolare l’accantonamento de carbone.

Un obiettivo, questo, in linea con l’accordo di Parigi, in cui le principali potenze industriali globali si sono messe d’accordo per abbattere le emissioni entro il 2030 per ridurre i mutamenti climatici e il riscaldamento globale. Considerato che la Germania entro il 2022 intende abbandonare anche il nucleare, le rinnovabili risultano l’unica altra opzione rimasta. Il problema è che la disponibilità di energia da queste fonti rischia di non bastare per spingere l’economia della “locomotiva d’Europa”. «Tutti i paesi europei puntano giustamente a espandere la quota delle rinnovabili – ha detto a Reuters Stefan Kapferer, dirigente di BDEW – Conseguentemente, anche i nostri vicini ridurranno la produzione di energia convenzionale».

Il gap fra la capacità produttiva e la domanda, a partire dal 2020 potrebbe causare interruzioni della fornitura. Come rimedio, gli industriali tedeschi hanno proposto di puntare su gas e cogenerazione, di investire in strutture di accumulo di energia e in una rete di trasporto più veloce.

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