Scenari

Coronavirus e Libia, il vertice Opec Plus potrebbe essere anticipato

Opec

Concordare tagli più profondi potrebbe essere difficile. Opec e gli alleati hanno raggiunto il loro ultimo accordo di produzione poco più di un mese fa

Il calo del 10% innescato dal coronavirus nei prezzi del petrolio nelle ultime due settimane ha scosso alcuni paesi Opec, tra cui l’Arabia Saudita, che si sono resi conto che aspettare fino al 5-6 marzo per il previsto vertice del cartello, e annunciare potenzialmente nuovi tagli, potrebbero essere troppo tardi.

I funzionari Opec, guidati dal ministro saudita per l’energia, il principe Abdulaziz bin Salman, hanno discusso alcune date per riprogrammare il loro prossimo incontro, dopo che il ministro dell’energia algerino, durante la settimana, aveva annunciato un possibile spostamento a febbraio.

Malgrado non tutti i membri del cartello siano convinti della necessita di anticipare il vertice, alcune fonti hanno riferito a S&P Global Platts di essere al lavoro su questo tema anche se è improbabile un incontro ravvicinato già la prossima settimana.

IL CORONAVIRUS

La diffusione del coronavirus, che ha colpito oltre 7000 persone in tutto il mondo, ha portato al timore di una contrazione economica in Cina, dove l’infezione è iniziata e ha ucciso almeno 132. La Cina è il più grande importatore di greggio ed è un mercato chiave per diversi membri Opec.

Ma anche se Opec Plus decidesse di anticipare la riunione e accettasse di agire sulla produzione per sostenere i prezzi, il mercato del petrolio avrebbe comunque un impatto ritardato.

I principali membri Opec in Medio Oriente in genere annunciano la distribuzione delle loro esportazioni di greggio ai clienti tra il 10 e il 15 di ogni mese. I programmi di marzo sono già stati impostati, quindi qualsiasi decisione Opec Plus finirebbe per influenzare le spedizioni di aprile come minimi. Tenere la riunione nella data prevista del 5-6 marzo porterebbe ad avere modifiche alla produzione da maggio.

DIFFICILE CONCORDARE NUOVI TAGLI

Al di là di questi aspetti, avverte però S&P, anche concordare tagli più profondi potrebbe essere difficile. L’Opec e i suoi alleati hanno raggiunto il loro ultimo accordo di produzione, che li porta a un taglio di 1,7 milioni di barili al giorno fino a marzo, poco più di un mese fa. E non bisogna dimenticare che da sempre ci sono problemi di rispetto dei limiti.

L’Arabia Saudita, il più grande produttore Opec e il più grande esportatore mondiale di greggio, si è impegnata a superare la propria quota di 10,14 milioni di barili al giorno mantenendo la produzione a 9,74 milioni di barili al giorno, ma solo se altri paesi rispetteranno i propri limiti di produzione.

“L’Iraq e la Nigeria, due dei maggiori violatori delle quote nell’ultimo anno, hanno migliorato la loro conformità questo mese, secondo l’analisi preliminare dei dati di produzione di Platts. Ma i dettagli completi della produzione di gennaio non saranno disponibili fino a metà febbraio. La mancanza di dati significherebbe che l’Arabia Saudita dovrebbe annunciare le sue intenzioni sul taglio della produzione, senza la piena conoscenza del fatto che gli altri membri Opec si siano pienamente impegnati”.

IN SETTIMANA COLLOQUI ARABIA SAUDITA-RUSSIA

In ogni caso, i ministri degli Esteri di Arabia Saudita e Russia hanno discusso in settimana dello stato del mercato del petrolio in una telefonata, secondo una dichiarazione del ministero degli Esteri russo.

UN OCCHIO SULLA LIBIA

La coalizione Opec Plus seguirà inoltre da vicino la situazione di stallo in Libia, dove il blocco portuale da parte dell’esercito nazionale libico per fare pressione sul governo rivale sostenuto dalle Nazioni Unite ha causato la caduta del 76% della produzione di greggio.

La produzione si è attestata a 288.181 barili al giorno, in calo rispetto a 1,22 milioni di barili al giorno prima del blocco, ha dichiarato la National Oil Corp. della Libia in una nota. Il presidente della Noc Mustafa Sanalla ha avvertito che la produzione potrebbe scendere fino a 72.000 b/g. “Una risoluzione all’impasse consentirebbe alla produzione libica di riprendersi, ma si aggiungerebbe al sentiment ribassista nel mercato petrolifero. ‘In questo caso le voci che chiedono tagli più profondi all’interno del gruppo di produzione Opec Plus diventeranno più forti’ ha dichiarato Tamas Varga, analista di PVM Oil Associates”.