Fact checking e fake news

Cosa dice l’Antitrust su luce, gas e bollette

Antitrust

L’Autorità ha preteso dagli operatori economici una maggiore attenzione alla chiarezza e accessibilità delle informazioni fornite agli utenti e alla semplicità e comparabilità delle offerte tariffarie

“In tema di energia elettrica e gas, si segnala la rilevanza dell’attività svolta dall’Autorità che, in un momento molto delicato dell’evoluzione del settore in quanto prossimo alla liberalizzazione dell’attività di fornitura di energia elettrica, ha tra l’altro stigmatizzato45 l’ulteriore rinvio al 1° gennaio 2022 della fine del regime di ‘maggior tutela’ disposto dal decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162 (c.d. Milleproroghe)”. È quanto si legge nella relazione annuale sull’attività svolta presentata dall’Antitrust che cade a distanza di pochi giorni dalla celebrazione dei 30 anni di anniversario dell’Authority.

LA QUESTIONE DELLE BOLLETTE

“Il terzo binario su cui si è indirizzata l’attività dell’Autorità, al fine di eliminare i condizionamenti nelle scelte di consumo dei grandi operatori nei confronti dei propri utenti, è quello dei servizi e delle public utilities. In tali settori graduare correttamente l’intervento di enforcement richiede di valutare l’intensità delle asimmetrie informative esistenti tra consumatore e professionista – ha precisato l’Antitrust -. Un dato tuttavia è ancora rilevabile: i consumatori si mostrano tuttora restii a cambiare agevolmente operatore e, a causa dei molti vincoli imposti dalle imprese, non rispondono efficacemente alla pluralità delle offerte presenti nel mercato”.

MAGGIORE ATTENZIONI ALLE INFORMAZIONI

In effetti, “le teorie di economia comportamentale – ha aggiunto l’Authority – hanno messo in evidenza l’insufficienza dei tradizionali strumenti di tutela del consumatore basati sul presupposto che l’individuo sia portato a massimizzare la propria utilità e, dunque, a compiere scelte razionali sfruttando le potenzialità del mercato concorrenziale. Mettendo in risalto gli errori cognitivi nei quali incorre il consumatore quando compie le scelte di mercato, l’Autorità ha preteso dagli operatori economici una maggiore attenzione alla chiarezza e accessibilità delle informazioni fornite agli utenti e alla semplicità e comparabilità delle offerte tariffarie. Gli interventi hanno riguardato, inoltre, tematiche di grande attualità e rilievo come la scorretta fatturazione dei consumi di elettricità e gas, il mancato riconoscimento della prescrizione dei termini di pagamento delle bollette, l’inadeguato trattamento delle perdite idriche occulte e la violazione della preventiva escussione dei condomini morosi nella gestione delle utenze condominiali”.

In tal senso, ha sottolineato ancora l’Authority “una corretta gestione del rapporto di consumo e delle istanze dei consumatori in ordine alla fatturazione dei consumi, ai dati di misura e alle rateizzazioni, postula non solo l’effettiva ed esauriente verifica delle stesse, ma anche la concreta attuazione di procedure idonee a porre il consumatore al riparo da eventuali criticità che possono interessare i processi di fatturazione. Infatti, la fornitura di beni di pubblica utilità, quali l’acqua, l’elettricità/gas, è percepita dai consumatori come un servizio essenziale e, quindi, l’incombente minaccia di avvio delle procedure di messa in mora e distacco in caso di mancato pagamento condiziona indebitamente le loro scelte, inducendoli a effettuare il versamento della somma richiesta e pregiudicando il diritto di ottenere l’accertamento dei consumi corretti, anche tramite la presentazione di istanze volte a contestare le fatture e a proseguire nella contestazione stessa”, si legge nella relazione.

SUGLI OPERATORI L’ONERE DI ESSERE TRASPARENTI

“Questo comporta che sugli operatori incomba l’onere di essere trasparenti e chiari nel descrivere i propri servizi e le relative condizioni economiche, e di non giovarsi della posizione di forza in cui si trovano per condizionare indebitamente le scelte degli utenti, in particolare imponendo loro servizi non desiderati”, sottolinea ancora la relazione.