Efficienza energetica e innovazione

Cosa dice il Piano nazionale per l’efficienza energetico spedito a Bruxelles

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Obiettivi, dati e attese del piano italiano realizzato da Enea e firmato dal ministero dello Sviluppo economico

Arriva in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero dello Sviluppo economico – adottato di concerto con i dicasteri dell’Ambiente e dell’Economia – riguardante il Piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica – PAEE 2017”. Il documento scaturisce da alcune direttive europee che impongo a tutti gli Stati membri di presentare alla Commissione europea un programma di azione – il primo era entro il 30 aprile 2014 e successivamente ogni tre anni – con le misure nazionali per il miglioramento dell’efficienza  energetica, i risparmi di energia attesi  e/o  conseguiti  e  le stime  sul  consumo generale di energia primaria previsto nel 2020. Il documento, proposto dell’Enea, è stato firmato dal ministro Carlo Calenda l’11 dicembre 2017, registrato dalla Corte dei Conti il 12 gennaio di quest’anno e trasmesso a Bruxelles.

enealogoCOS’È IL PAEE

Il PAEE 2017, elaborato come detto su proposta dell’Enea, a seguito di un sintetico richiamo agli obiettivi di efficienza energetica al 2020 fissati dall’Italia, illustra i risultati conseguiti al 2016 e le principali misure attivate e in cantiere per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica al 2020.

IL RISPARMIO AL 2016 A 11,6 MTEP/ANNO: IL 40% DELL’OBIETTIVO 2020

Per l’orizzonte temporale 2005-2016, già oggetto di previsione nel PAEE 2011, il risparmio complessivo di energia finale ammonta al 2016 a circa 11,6 Mtep/anno: l’obiettivo previsto è stato quindi superato di 0,7 Mtep/anno, grazie in particolare al contributo apportato dai settori industria e residenziale. In sostanza, secondo quanto si legge nel Piano, “i risultati ottenuti sono sostanzialmente in linea rispetto al trend di risparmi previsti per il raggiungimento dell’obiettivo al 2020”. In particolare, in termini di energia finale, il risparmio complessivo al 2016 è pari a poco più di 6,4 Mtep/anno, equivalenti a oltre il 40% dell’obiettivo finale. Per quel che riguarda i diversi settori, il residenziale ha già̀ raggiunto l’84% dell’obiettivo atteso al 2020; meno performanti, invece, i settori terziario e trasporti. Mentre rispetto all’obiettivo previsto per il periodo 2011-2020, contenuto invece nel PAEE 2014 e coerente con la Strategia energetica nazionale del 2013, i risparmi energetici conseguiti al 2016 sono stati invece pari a circa 7,4 Mtep/anno, che equivalgono a circa il 37% dell’obiettivo al 2020.

CONSUMI DI ENERGIA FINALE AL 2020 A QUOTA 118 MTEP

Gli obiettivi nazionali di efficienza energetica al 2020, indicati nel PAEE 2014, prevedono un programma di miglioramento dell’efficienza energetica che si propone di risparmiare complessivamente 20 Mtep/anno di energia primaria, pari a 15,5 Mtep l’anno di energia finale. A questo obiettivo si aggiunge quello vincolante – previsto dall’articolo 7 della Direttiva 2012/27/UE – che prevede, per il periodo 2014-2020, una riduzione cumulata dei consumi di energia pari a 25,8 Mtep con misure attive per l’efficienza energetica. In tale contesto, i consumi al 2020 derivanti dallo scenario di previsione a politiche correnti, si attesterebbero a circa 118 Mtep di energia finale e a 154 Mtep di energia primaria, con una riduzione del 26% rispetto alle previsioni del 2007.

 CERTIFICATI BIANCHI, DETRAZIONI FISCALI E CONTO TERMICOconto termico

Il PAEE si sofferma, in particolare, su come le misure incentivanti finora adottate per promuovere l’efficienza energetica, abbiano contribuito al raggiungimento degli obiettivi richiamando espressamente le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, il meccanismo dei Certificati Bianchi e il Conto termico. Il meccanismo dei Certificati Bianchi, soprattutto, deve assicurare il 60% dell’obiettivo complessivo a fronte di un restante 40% ottenuto con misure alternative. Sul piano quantitativo, attraverso il meccanismo dei Certificati Bianchi si attende un risparmio di circa 5,5 Mtep l’anno in termini di energia finale (di cui 4,3 a partire dal 2014). Mentre per l’obiettivo vincolante sono utilizzate anche le due misure alternative delle Detrazioni fiscali (1,38 Mtep/anno, di cui 0,98 a partire dal 2014) e del Conto Termico (1,47 Mtep/anno a partire dal 2014).

Per quanto riguarda il meccanismo dei Certificati bianchi, i risultati ottenuti in termini di risparmio “sono sostanzialmente in linea con le attese”, si legge nel Piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica. Stesso discorso anche per le riduzioni dei consumi conseguibili attraverso le detrazioni fiscali, soprattutto grazie agli “aggiornamenti recenti della normativa, che mirano ad orientare maggiormente la domanda verso interventi caratterizzati da un miglior rapporto tra costo da sostenere e risparmi energetici conseguibili”. Riguardo, infine, al Conto termico, il Piano fa notare che “grazie alle novità introdotte con il Conto Termico 2.0, i risultati riportati per il 2016 indicano un cambiamento nel trend. Pertanto, nell’ipotesi che le risorse economiche messe a disposizione della Pubblica Amministrazione si mantengano anche in futuro sullo stesso livello fornito fino al 2016, si prevede per il 2017-2020 un risparmio energetico annuale almeno pari a quello osservato per il 2016”.

MOLTO DIPENDE DAI COMPORTAMENTI DEGLI UTENTI FINALI

A latere rimangono altre misure minori, come quelle riguardanti i programmi d’informazione e formazione dei consumatori, il sistema delle certificazioni, la misurazione e la fatturazione con la Bolletta 2.0 e l’installazione degli smart meter elettrici di seconda generazione e quelli per il gas. In questo caso, il PAEE evidenzia “una attenzione crescente per il consumatore: la mole di informazioni che sono e potranno essere messe a disposizione in tempo reale, se opportunamente supportate da una adeguata opera di formazione e informazione sull’utilizzo degli smart meter”, costituirà “la base di quel necessario ed auspicato behavioral change da parte degli end-users. Sebbene di difficile quantificazione, tale fenomeno porterà indiscutibilmente ad un incremento significativo degli interventi di efficienza energetica realizzati nei vari settori di utilizzo finale, il cui contributo addizionale in termini di risparmio energetico conseguito, contabilizzabile ai fini del raggiungimento degli obiettivi al 2020, sarà quantomeno inglobato all’interno dei risultati raggiunti dai principali meccanismi di incentivazione a disposizione, descritti in precedenza”.

NEL TRIENNIO 2014-2016 INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO SU OLTRE 150 IMMOBILI DELLA PA CENTRALE

L’Italia, nell’ambito  della  collaborazione  tra  ministero  dello  Sviluppo  economico  e  Agenzia  del  demanio,  a partire dai primi mesi del 2013, ha avviato la redazione di un inventario degli immobili di proprietà e ad uso delle Pubbliche Amministrazioni centrali dello Stato. L’inventario conta al momento 4.102 occupazioni ad uso governativo con superficie lorda superiore ai 250 m2,  per  un  totale  di  15.190.344  m2  e  per  le  quali  sono  disponibili,  seppure  con  qualche  dato  mancante, informazioni relative a superficie lorda, consumi annuali di combustibili ed energia elettrica e relativi costi. Per il 2016 sono stati al momento valutati positivamente 32 progetti, di cui 3 considerati come esemplari, per un totale di oltre 60 milioni di euro di risorse richieste. Nel  triennio  2014-2016  risultano  realizzati,  in  fase  di  realizzazione  o  programmati  interventi  su  oltre  150 immobili,  per  una  superficie  utile  complessiva  di  1.414.972  m2.  Il  dato  è  imputabile,  per  gran  parte  della consistenza  (sia  in  termini  di  interventi  sia  in  termini  di  superficie  riqualificata)  al  programma  per  il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della PA centrale (c.d. Prepac), mentre il residuo è  riconducibile  ad  altre  misure  di  incentivazione  specifiche  (programmi  POI-energia)  e  agli  interventi eseguiti dall’Agenzia del Demanio nell’ambito del Sistema accentrato delle manutenzioni.

OLTRE LA METÀ DELLE REGIONI HA UN PIANO ENERGETICO: OBIETTIVO -40% DI CO2 ENTRO IL 2030

Circa  la  metà  delle  regioni  italiane  si  sono  recentemente  dotate  di  un  piano  energetico  (e  ambientale). Nell’ambito del nuovo Patto dei Sindaci per il clima e l’energia,  sono  al  momento  106  le  adesioni:  grazie anche al supporto dei coordinatori territoriali del Patto, i nuovi firmatari mirano a ridurre le emissioni di CO2  di  almeno  il  40%  entro  il  2030  e  ad  adottare  un  approccio  integrato  per  affrontare  la  mitigazione  e l’adattamento ai cambiamenti climatici. A livello di capoluoghi di provincia, tra il 2012 e il 2015, 78 amministrazioni sono impegnate sul fronte della riqualificazione  energetica  degli  edifici  comunali:  quasi  il  90%  tra  le  amministrazioni  del  Nord,  il  70%  del Centro  e  il  50%  tra  quelle  del  Mezzogiorno.  Quasi  la  metà  degli  interventi  di  riqualificazione  riguarda l’impianto di riscaldamento, seguito dalla sostituzione degli infissi e l’installazione di impianti alimentati da energie    rinnovabili.    Inoltre,    emerge    una    sensibilità    molto    diffusa    agli    investimenti    orientati all’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica: nel 2015 infatti 81 città hanno applicato almeno una misura in tal senso. Un uomo che maneggia una presa elettrica

NEL SETTORE RESIDENZIALE E NON OBIETTIVO 2020 STIMATO IN 4,9 MTEP/ANNO

Nel settore residenziale e non, infine, il contributo agli obiettivi nazionali del settore civile è stimato, al 2020, in 4,9 Mtep/anno, di cui 3,67 dal settore residenziale e 1,23 da quello non residenziale. La quantificazione, secondo il PAEE, scaturisce dall’applicazione  dei  nuovi  standard  previsti  dalla  EPBD  per  gli  edifici  e  dalla  Direttiva  Ecodesign  per  gli impianti di condizionamento invernale ed estivo per la quale si valuta un contributo alla cifra totale dell’ordine di 1,6 Mtep/anno per gli edifici residenziali e 0,2 Mtep/anno per i non residenziali. Ma anche dall’applicazione del meccanismo  delle  detrazioni  fiscali (si  stima  contribuirà  a  un risparmio di 1,38 Mtep/anno di energia finale nel settore residenziale), del Conto  Termico: (risparmio  di  1,47 Mtep/anno  di  energia  finale,  di  cui  0,54  nel  settore  residenziale  e  0,93  nel  settore  terziario,  sia pubblico che privato) e dei Certificati  Bianchi:  “Sebbene  più  orientati  verso  il  settore  industria  e  infrastrutture,  in  base  ai  dati storici  si  può  stimare  che  genereranno  un  risparmio  nel  settore  civile  pari  a  0,25  Mtep/  anno  di energia finale, di cui 0,15 nel settore residenziale e 0,1 nel settore terziario”.

NEGLI EDIFICI UN POTENZIALE ANCORA SFRUTTABILE DI RISPARMI

Rimane tuttavia un potenziale di risparmio sfruttabile “che è necessario aggredire provvedendo a porre in campo misure per il superamento delle barriere che limitano gli investimenti nella riqualificazione energetica degli edifici. Tale processo è già in corso, come dimostrano gli aggiornamenti apportati nell’ultimo anno ai principali strumenti di promozione tra cui, ad esempio, la stabilizzazione fino al 2021 delle detrazioni fiscali per l’efficientamento delle parti comuni degli edifici condominiali. L’Italia prevede di proseguire nell’impegno, al fine di potenziare e rendere ancora più efficaci gli strumenti esistenti e affiancare ad essi nuovi strumenti di promozione dell’efficienza nel settore degli edifici. In quest’ottica assumerà notevole importanza l’aggiornamento della Strategia Energetica Nazionale, documento propedeutico alla predisposizione del Piano Clima ed Energia, che porrà particolare attenzione al potenziale di risparmio energetico nel settore civile come chiave per il raggiungimento degli obiettivi ambientali al 2030”, si legge ancora nel piano.