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Cosa faranno i Paesi europei in caso di interruzione delle forniture di gas russo

Gas Europa

Le regole dell’Unione Europea sul gas prevedono tre livelli di crisi: allerta precoce, allerta ed emergenza

Diversi Paesi europei stanno attivando dei piani per gestire l’approvvigionamento di gas e, eventualmente, anche l’energia razionata, nel caso in cui i flussi di gas russi si interrompessero, dopo che la fornitura attraverso il gasdotto Nord Stream 1 è stata ridotta.

La fornitura di gas russa all’Europa attraverso il gasdotto la scorsa settimana è diminuita, con Mosca che ha affermato che ulteriori ritardi nelle riparazioni di alcune apparecchiature potrebbero portare alla sospensione di tutti i flussi.

L’Unione Europea dispone di alcune regole per prevenire e rispondere ad un’interruzione delle forniture di gas, che prevedono  tre livelli di crisi: allerta precoce, allerta ed emergenza. Gli Stati membri devono disporre di piani su come gestire l’impatto di un’interruzione dell’approvvigionamento ai tre livelli di crisi.

In caso di emergenza, i governi possono intervenire solo se le misure di mercato non sono sufficienti a garantire forniture alle famiglie e ai clienti che forniscono servizi essenziali.

Di seguito una sintesi delle azioni dei singoli governi europei (in ordine alfabetico):

AUSTRIA

L’Austria, che ottiene circa l’80% del gas dalla Russia, ha attivato il primo passo di un piano di emergenza in tre fasi. Sta inoltre esaminando delle misure per diversificare l’approvvigionamento di gas e convertirà una centrale elettrica a gas per generare elettricità dal carbone.

BULGARIA

Il Paese – che soddisfa oltre il 90% del proprio fabbisogno di gas dalla Russia – ha accettato di acquistare GNL statunitense e ha intensificato i colloqui con l’Azerbaigian per aumentare le consegne di gas.

REPUBBLICA CECA

L’utility ceca CEZ ha affermato di aver sostituito una riduzione delle consegne di gas dalla russa Gazprom con volumi provenienti da altre fonti.

DANIMARCA

L’agenzia danese per l’energia ha affermato di aver attivato la prima fase di un piano di fornitura di gas di emergenza in tre fasi. Il governo danese ha dichiarato che le forniture di gas per ora sono garantite, ma ha esortato i consumatori e le aziende a ridurre i consumi.

FRANCIA

Ad aprile l’operatore francese GRTgaz ha affermato di aver messo in atto delle misure che possono essere invocate per limitare la fornitura di gas ai clienti in caso di carenza e ha invitato gli spedizionieri a riempire i depositi sotterranei prima del prossimo inverno.

I provvedimenti consentono all’azienda di emettere ordini di riduzione o interruzione entro due ore dei consumi di gas ai grandi consumatori allacciati alla propria rete, e di chiedere lo stesso ai gestori del sistema di distribuzione in caso di carenza. La Francia ottiene circa il 20% del suo gas dalla Russia.

GERMANIA

La Germania – che nel 2021 dipendeva dalla Russia per il 55% del suo fabbisogno di gas – ha attivato la prima fase del suo piano di emergenza, ma il regolatore del mercato gas ha affermato che non ha fretta di passare al livello più alto, la terza fase.

Il terzo livello di emergenza è quando le misure basate sul mercato non sono riuscite a rimediare alle carenze e quando l’autorità di regolamentazione della rete tedesca deve decidere come distribuire le eventuali forniture di gas rimanenti.

GRECIA

In base a un piano di emergenza, la Grecia – che utilizza il gas principalmente per la produzione di energia – otterrebbe quantità aggiuntive di GNL e trasformerebbe quattro impianti a gas in diesel. Aumenterà anche l’estrazione del carbone nei prossimi due anni, come misura temporanea.

ITALIA

L’Italia – che riceve circa il 40% del suo fabbisogno di gas dalla Russia – questa settimana potrebbe dichiarare un maggiore stato di allerta sul gas, se la Russia continua a limitare le sue forniture. È quanto hanno affermato alcune fonti governative. Lo stato di allerta potrebbe includere misure per ridurre i consumi, come il razionamento del gas ad alcuni soggetti industriali selezionati e l’aumento della produzione a carbone.

OLANDA

L’Olanda attiverà la fase di allerta precoce del piano di crisi energetica e introdurrà un tetto alla produzione delle centrali elettriche a carbone. Il Paese importa il 15% del suo gas dalla Russia.

POLONIA

In base a una legge sulle riserve obbligatorie, in caso di rischio per la sicurezza dell’approvvigionamento il ministero del clima polacco presenterà una mozione formale al governo per introdurre delle limitazioni all’uso del gas, colpendo prima l’industria e proteggendo le famiglie. La Polonia riceve circa il 50% della sua domanda annuale di gas dalla Russia.

SPAGNA E PORTOGALLO

Nessuno dei Paesi della penisola iberica conta la Russia tra i suoi principali fornitori.

SVEZIA

La Svezia ha attivato la prima fase del piano di emergenza.

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