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Cosa ha detto Cingolani su prezzi energia, nucleare e Cop26

Cingolani

Il ministro: “Si spera che dopo marzo, nella prima metà del 2022, con l’entrata in funzione del gasdotto che va in Germania, il costo del gas possa calare e normalizzarsi un po’ la situazione, ma non tornerà ai costi di prima”

Per i prezzi del gas in calo forse bisognerà aspettare la metà del prossimo mentre sul nucleare la soluzione rimane quella di procedere verso soluzioni “verdi, economiche e sicure”. Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani a Radio 24.

PREZZI ENERGIA

“Sui costi dell’energia in Italia il prossimo trimestre è ancora un un punto interrogativo, lo capiremo prima di Natale. Si spera che dopo marzo, nella prima metà del 2022, con l’entrata in funzione del gasdotto che va in Germania, il costo del gas possa calare e normalizzarsi un po’ la situazione, ma non tornerà ai costi di prima – ha avvertito il ministro -. In Italia 1 megawatt ora costa quasi il doppio di altri Paesi come la Polonia, che brucia carbone ma paga l’energia quasi la metà” ma anche di paesi come la Germania “che paga il 25% meno di noi” e la Francia “il 20-15% in meno”. Ciò, ha aggiunto Cingolani, “dipende dall’energy mix, vediamo in futuro come evolverà. È chiaro che servono misure europee. Quando ho prespettato di avere uno stoccaggio di gas europeo con una modalità di acquisto collettiva che abbassa i costi, molti Paesi del nord si sono opposti”.

LA QUESTIONE NUCLEARE

Secondo il ministro un’economia verde, che segna il passo “da un modello di sviluppo a spese del pianeta ad un modello di sviluppo a favore del pianeta, creerà enormi opportunità: lavoro, benessere diffuso”. Il problema semmai, ha precisato, “è la transizione, la riconversione, e  l’aggiornamento” delle tecnologia. In questo senso “il mondo si sta interrogando” sul nucleare e “io rimango della mia posizione: sono dell’idea che le centrali di vecchia generazione non vadano fatte, sono dell’idea che vada investito enormemente, noi pensiamo alla transizione 2030 nel frattempo speriamo nell’arrivo di alcune soluzioni, piccoli reattori modulari che per esempio sta sperimentano la Rolls Royce, che si rivelino sicure, verdi ed economico”, ha chiarito il ministro.

LA COP 26

“Abbiamo ottenuto un risultato importante, sviluppato dall’Italia: tutti i Paesi, compresi Cina e India, hanno accettato di aumentare l’ambizione non più 2 gradi di riscaldamento globale a metà secolo, ma 1,5. Questo mezzo grado è fondamentale, potrebbe fare la differenza nel futuro” ha detto Cingolani che tuttavia si è detto “molto insoddisfatto sulla parte finanziaria. Non sono convinto che tutti hanno capito l’importanza della solidarietà. Ai paesi in via di sviluppo dal 2015 erano stati promessi 100 miliardi l’anno, non ci siamo ancora arrivati, forse quest’anno li sfioreremo”. In ogni caso, ha concluso, “l’impianto della Cop forse va ripensato: 195 Stati dalle piccole isole che stanno affondando nell’oceano, ai mostri da 1 miliardo di abitanti che hanno un’economia fossile: trovare un compromesso in un unico risultato valido per tutti è evidente che è quasi impossibile”.

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