Sostenibilità

Da tagli a incentivi a biomasse duro colpo al settore

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L’Associazione Energia da Biomasse Solide lancia l’allarme: auspichiamo un chiarimento sul tema affinché vengano presi dei provvedimenti

“La decisione del Governo di abrogare l’estensione del periodo di incentivazione per gli impianti a biomasse è l’ennesima stoccata per il nostro settore”. Lo ha afferma il Presidente dell’Associazione EBS – Associazione Energia da Biomasse Solide raggruppa 10 operatori, con una potenza elettrica complessivamente istallata di oltre 200 MW -, Simone Tonon, a seguito dell’approvazione da parte della Camera dei Deputati, su proposta del Governo, della Legge Europea 2018 che di fatto sopprime l’estensione del periodo di incentivazione per gli impianti a biomasse, biogas e bioliquidi.

TONON: RIBADITA L’IMPORTANZA RICOPERTA DALLE CENTRALI A BIOMASSE, VERE E PROPRIE ALLEATE PER LA MESSA IN SICUREZZA

biomasse“Abbiamo ribadito più volte, anche a seguito dell’emergenza maltempo dello scorso autunno, l’importanza ricoperta dalle centrali a biomasse, vere e proprie alleate per la messa in sicurezza, il recupero e la manutenzione dei boschi, nel pieno rispetto dell’economia circolare – ha continuato Tonon -. Vorremmo, quindi, proseguire ad assicurare una valorizzazione economica degli scarti boschivi incompatibili con altre destinazioni, ma pare che tale filiera non venga considerata in modo strategico come una fonte primaria per l’economia del nostro Paese”.

AUSPICHIAMO UN CHIARIMENTO SUL TEMA DELLE BIOMASSE

L’Associazione – iscritta al registro dei portatori di interesse del MISE – è da anni interlocutore importante nel settore delle rinnovabili e, in particolare, in quello del riutilizzo di materiale boschivo a fini energetici. Per questo, ha concluso Tonon “auspichiamo un chiarimento sul tema delle biomasse, affinché vengano presi dei provvedimenti in modo da favorire la realizzazione e il potenziamento degli impianti già esistenti, per continuare a garantire la produzione di energia pulita e rinnovabile, così come già avviene in altri paesi come Germania, Francia e Svezia”.