Nel triennio 2026–2028 sono 83 i nuovi progetti infrastrutturali annunciati da 30 aziende, di cui 19 nuovi entranti, per un valore potenziale complessivo di 25,4 miliardi di euro. Tuttavia, il 72% degli investimenti è attribuibile a nuovi operatori internazionali, non ancora attivi in Italia, con tempistiche che potrebbero allungarsi per l’assenza di un iter approvativo standardizzato.
MILANO GUIDA IL SUD EUROPA, MA SERVONO REGOLE NAZIONALI
Il baricentro italiano resta Milano, che concentra il 68% della potenza energetica nominale installata a livello nazionale con 414 MW IT, e punta a superare il valore simbolico di 1 GW entro il 2028. Milano raccoglie anche il 23% degli investimenti annunciati a livello europeo, confermandosi come un punto di riferimento per il Sud Europa, riducendo il gap con i mercati più maturi.
«Milano si candida a diventare un riferimento per il Sud Europa – afferma Luca Dozio, Direttore dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano – e concentra una quota significativa della potenza installata e delle nuove progettualità. Tuttavia, la ricerca evidenzia un forte disallineamento tra investimenti annunciati e capacità effettivamente realizzata. Questo scarto non va letto come un segnale di rallentamento del mercato, ma come un campanello d’allarme sulla necessità di rafforzare il coordinamento tra aziende e istituzioni a livello nazionale in modo da distinguere i progetti concreti da annunci potenziali, così da poter prendere decisioni basandosi sul reale andamento del mercato.»
Nel 2025, le richieste di allacciamento all’alta tensione presentate a Terna sono arrivate al valore di 68,5 GW, (dato al 30/11/2025), di cui 31,1 sull’area di Milano (da rielaborazione dell’Ossevatorio di dati Terna e allineamento a perimetro allargato dell’area milanese a comuni limitrofi), numeri ben distanti dai valori reali, anche nelle più rosee previsioni. Sugli attuali 414 MW IT installati su Milano, il 74% è collegato a reti di alta tensione e, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio sui progetti effettivi, circa il 78% dei 695 MW IT previsti nei prossimi tre anni afferirà a Data Center che richiederanno l’allacciamento all’alta tensione.
L’ITALIA COME NUOVO DATA CENTER HUB EUROPEO
L’analisi europea condotta dall’Osservatorio mostra come i 13 principali poli Data Center del continente abbiano raccolto 29,5 miliardi di investimenti tra 2023 e 2025, e stima oltre 110 miliardi entro il 2028.
Dal punto di vista degli investimenti previsti, l’area FLAPD mantiene la leadership con circa il 55% del totale. Dopo una fase di lieve rallentamento negli ultimi due anni – legata perlopiù a vincoli energetici e normativi nei poli di Dublino e Amsterdam – tornerà a crescere, per circa 2,1 nuovi GW IT entro il 2028. In questo scenario, la quota potenziale dell’area milanese, se confermata, potrebbe valere il 23% dei nuovi investimenti europei, riducendo così il gap con i mercati più maturi.
