Il nuovo provvedimento attuativo non è ancora arrivato in Consiglio dei ministri e il ministro Pichetto Fratin conferma che sono in corso verifiche sulle modalità del “ribaltamento”. Sul tavolo il modello spagnolo: far ricadere il costo sugli acquirenti all’ingrosso
Il decreto Bollette 2 è ancora fermo sulle modalità di applicazione del meccanismo di compensazione per i produttori termoelettrici. La revisione del provvedimento di febbraio, chiamata a recepire gli esiti del confronto tra Governo e Commissione Europea, era attesa nel Consiglio dei ministri della settimana precedente, ma è stata rinviata per verifiche tecniche. E non è certo che il nuovo testo arrivi a Palazzo Chigi nei prossimi giorni.
Intervenendo a Ecomondo, riporta Il Foglio, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha spiegato che «i miei uffici stanno lavorando sulle modalità tecniche del cosiddetto ribaltamento». Sui tempi di definizione del provvedimento, ha aggiunto laconicamente: «Quando avranno finito gli uffici, e quando mi consegneranno il lavoro fatto».
IL NODO DELLA COMPENSAZIONE
Il meccanismo allo studio riprende il modello del tope al precio del gas, adottato in Spagna nel 2022-2023. La misura prevede un sostegno economico ai produttori termoelettrici, con l’obiettivo di ridurne i costi di generazione e contenere così i prezzi dell’elettricità sul mercato all’ingrosso.
Resta però da stabilire su quali soggetti debba ricadere il costo della compensazione. Secondo quanto ricostruito da Il Foglio, Pichetto Fratin ha più volte indicato che i clienti con contratti a prezzo fisso dovrebbero essere esclusi dall’onere. L’ARERA invece, in una consultazione avviata a giugno, ha prospettato la possibilità di distribuire il costo tra tutti i clienti finali attraverso il corrispettivo di dispacciamento.
L’IPOTESI DEGLI ACQUIRENTI ALL’INGROSSO
L’alternativa possibile sarebbe quella di far sostenere il sussidio agli acquirenti all’ingrosso, tra cui le imprese industriali e le utility che rivendono l’energia ai clienti finali. In questo schema, gli operatori parteciperebbero ai costi delle centrali a gas e, allo stesso tempo, beneficerebbero della riduzione del prezzo dell’elettricità sul mercato all’ingrosso. Il risparmio potrebbe quindi essere trasferito ai clienti a valle, in base alle condizioni dei singoli contratti.
IL RISCHIO DI SOVRAPPORRE INGROSSO E DETTAGLIO
La distinzione tra mercato all’ingrosso e rapporti di fornitura ai clienti finali è il punto centrale del confronto: distribuire il costo del sussidio direttamente su tutte le utenze attraverso il corrispettivo di dispacciamento potrebbe sovrapporre i due livelli, generando complessità e trasferimenti di oneri tra categorie di consumatori.

