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Perché il “tope all’italiana” del dl Bollette si è impantanato. Parla Stagnaro

Il nodo è chi debba pagare le compensazioni ai produttori termoelettrici. Per il direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni l’onere andrebbe caricato sui compratori all’ingrosso, non sui clienti finali in bolletta.

Niente “tope all’italiana”ancora per qualche giorno. Ieri il decreto bollette non è stato esaminato dal Consiglio dei ministri per via di alcune “verifiche tecniche”, come ha riferito la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa. Ma cosa è successo realmente? Secondo Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni, a bloccare il provvedimento sarebbe un dettaglio solo in apparenza marginale.

Il “tope all’italiana”, il meccanismo pensato per abbassare i prezzi all’ingrosso dell’elettricità sul modello spagnolo, sussidia i produttori a gas. Resta da decidere, però, chi debba pagare le compensazioni ai produttori termoelettrici. In una lunga analisi pubblicata su X, Stagnaro spiega che il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin sembra orientato a escludere dal contributo i clienti con contratti a prezzo fisso.

Per Stagnaro questa impostazione è “concettualmente sbagliata”: il meccanismo agisce sul mercato all’ingrosso, quindi a beneficiarne sono i compratori all’ingrosso, cioè grandi industrie e utility. Su di loro, e non sulla bolletta, dovrebbe ricadere l’onere.

COME FUNZIONA IL MECCANISMO: UN SUSSIDIO AL GAS FINANZIATO DA UN ONERE

Per capire dove si è inceppato il decreto, Stagnaro parte dal funzionamento di base. Per ridurre i prezzi all’ingrosso dell’elettricità, il meccanismo prevede un sussidio ai produttori a gas che ne abbassa i costi marginali. Per finanziarlo serve un onere specifico, applicato “a piè di lista”. La Commissione europea, ricorda Stagnaro, “pretende che questa sia pagata solo da chi beneficia degli effetti”. La domanda decisiva diventa quindi: chi ne beneficia?

PICHETTO E I CONTRATTI A PREZZO FISSO

Proprio su questa domanda, secondo Stagnaro, il governo avrebbe preso una strada sbagliata. Il ministro Pichetto, scrive, “sembra essersi convinto che, poiché i consumatori che hanno sottoscritto contratti a prezzo fisso non vedranno alcun cambiamento nella loro bolletta, non dovrebbero essere chiamati a contribuirvi”.

“I BENEFICIARI SONO GLI ACQUIRENTI ALL’INGROSSO”

Per Stagnaro l’errore sta nel confondere mercato all’ingrosso e mercato al dettaglio. “I clienti finali beneficiano solo indirettamente del tope”, spiega. “Questo è un intervento sui mercati all’ingrosso. Quindi chi beneficia della riduzione dei prezzi sono gli acquirenti all’ingrosso: grandi industrie e utilities”.

IL MODELLO SPAGNOLO: ESCLUSI SOLO I CONTRATTI PPA

A conferma, Stagnaro richiama il meccanismo iberico, dove secondo lui il principio è “chiarissimo”. In Spagna sono esclusi dal pagamento della compensazione solo alcuni acquirenti all’ingrosso, tra cui quelli che avevano firmato contratti di acquisto di lungo periodo (i cosiddetti PPA) prima dell’entrata in vigore del meccanismo.

Nel sistema spagnolo, spiega Stagnaro, c’è un solo collegamento tra ingrosso e dettaglio. È l’obbligo di trasferire l’onere ai clienti serviti con il “Precio voluntario para el pequeño consumidor” (PVPC), un prezzo regolato con una funzione simile alla tutela italiana. In quel caso l’obbligo esiste perché il PVPC trasferisce ai clienti i prezzi all’ingrosso. “È logico che i consumatori, che beneficiano interamente dello sconto, debbano contribuire alla loro quota di compensazioni”, osserva.

FORNITORI E CLIENTI A PREZZO FISSO: A GUADAGNARCI È IL VENDITORE

Fuori dal prezzo regolato, il meccanismo spagnolo funziona in modo diverso. Nei rapporti commerciali tra fornitori e clienti, spiega Stagnaro, costo e beneficio restano in capo al fornitore. Questo compra l’elettricità a prezzo “scontato” e versa una compensazione in genere inferiore allo sconto, e ne tiene conto quando formula le offerte. Per i clienti a prezzo fisso, invece, non cambia nulla: continueranno a pagare il prezzo concordato. “Semmai è il venditore a guadagnarci”, aggiunge, perché in una fase di prezzi alti il calo del prezzo all’ingrosso riduce la differenza tra il costo di acquisto e i ricavi dalla vendita.

LA CONFUSIONE NASCE DAL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE DI ARERA

Resta da capire perché in Italia si sia creata questa confusione. Stagnaro ammette di esserci caduto anche lui. In un articolo pubblicato il 19 ottobre su Il Foglio aveva spiegato perché l’ipotesi di trasferire l’onere sui clienti in modo selettivo, escludendo quelli a prezzo fisso, gli sembrava impraticabile. In parte, osserva, la confusione nasce da indiscrezioni “non sempre chiarissime”.

Anche Arera, che in un documento di consultazione di giugno si era posta esplicitamente il problema. Secondo Stagnaro, l’Autorità parte da una premessa corretta: chi ha contratti a prezzo variabile beneficia subito e automaticamente del calo dei prezzi all’ingrosso. Poi però ha sostenuto che anche i clienti a prezzo fisso godono di benefici indiretti. “All’Arera sfugge il punto fondamentale”, scrive Stagnaro: “il meccanismo (che riduce i prezzi all’ingrosso) non ha effetti sui clienti a prezzo fisso… proprio perché sono a prezzo fisso! I loro contratti prevedono un prezzo indipendente dal Pun, quindi indipendente anche dal tope!”.

LA SOLUZIONE: UN ONERE SUI COMPRATORI ALL’INGROSSO, NON IN BOLLETTA

Il ragionamento, precisa Stagnaro, si basa su una premessa esplicita nel modello iberico ma poco chiara in quello italiano. Le compensazioni non dovrebbero essere finanziate con componenti tariffarie in bolletta, ma con un onere a carico dei compratori all’ingrosso. Quell’onere entrerebbe nei loro costi e quindi nella costruzione delle loro offerte. Per Stagnaro è “l’unico modo per dare un senso alle voci che si rincorrono nell’attesa del testo definitivo”, oltre che il meccanismo “più ragionevole, semplice e operabile”. Sono questi, ricorda, i principi alla base del tope iberico.

“IL GOVERNO PREFERISCE L’ARABESCO ALLA LINEA RETTA”

Sarà davvero questa l’architettura del meccanismo italiano? Stagnaro non si sbilancia. “E chi lo sa. Tutto quello che possiamo fare è immaginare una soluzione razionale”, conclude. “Ma non possiamo sottovalutare la capacità del governo di seguire l’arabesco quando potrebbe semplicemente camminare lungo una linea retta”.

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