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Decreto bollette già domani in Cdm? Le incognite price cap e tutele graduali

Dopo giorni di attesa e modifiche tecniche, dopo un confronto con EF il decreto Bollette potrebbe approdare in Cdm domani. Ecco le misure sul tavolo

Il decreto Bollette bis potrebbe approdare domani in Cdm. È quanto ha anticipato il ministro Gilberto Pichetto Fratin nel corso dell’evento “Elettricità, l’energia del futuro”, organizzato da Elettricità Futura, sottolineando che il testo è frutto della recente interlocuzione con EF, che questa mattina ha criticato duramente alcune misure contenute nel testo originale. La domanda è: come cambierà il Dl Bollete bis?

DL BOLLETTE IN CDM DOMANI?

Potrebbe essere domani il giorno X per il tanto atteso Decreto Bollette bis. L’accelerazione decisiva è arrivata direttamente dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin nel corso dell’evento “Elettricità, l’energia del futuro” promosso da Elettricità Futura. Una corsa contro il tempo che passa attraverso l’esito dei vertici tecnici delle ultime ore: “Dopo l’interlocuzione con Elettricità Futura devo tornare al ministero a tirare le somme, con l’obiettivo di portare la norma già nel Consiglio dei Ministri di domani”, ha fatto sapere il titolare dell’Ambiente, tratteggiando la tabella di marcia dell’esecutivo.

Per il Governo, del resto, la tabella di marcia di qui alla fine dell’anno non concede deroghe: la priorità assoluta resta mettere a terra l’applicazione del Decreto Bollette e mettere al sicuro famiglie e imprese dai contraccolpi dei costi energetici, secondo il ministro.

Una notizia che sembra smentire chi, come Carlo Stagnaro dell’Istituto Bruno Leoni o gli osservatori più critici del settore, scommetteva su tempi lunghi e nodi tecnici irrisolvibili fronte Europa e mercato.

CHE COSA PREVEDE IL DECRETO BOLLETTE BIS E PERCHE’ SI E’ BLOCCATO?

Il dossier ha vissuto giorni di stand-by tecnico. A frenare il percorso dell’entrata in vigore è stato soprattutto il delicato articolo 3, congelato temporaneamente per permettere ai tecnici del Mase di affinarne il meccanismo operativo ed evitare pericolosi “effetti boomerang” sul mercato. L’obiettivo del rinvio è stato chiarito dallo stesso Pichetto: correggere le potenziali distorsioni e calibrare l’impatto reale della misura sulle bollette finali prima del via libera definitivo.

Ma il vero cuore strategico dell’intervento risiede nel capitolo approvvigionamenti e costi della materia prima. La parte più rilevante del testo punta infatti all’eliminazione dello spread per la quota di gas che passa dal valico di Passo Gries. Una mossa strutturale mirata ad abbattere i costi di importazione e a livellare le sproporzioni di prezzo sul mercato interno, agendo direttamente su uno dei punti nevralgici della rete di trasporto del gas in Italia. Se le limature dell’ultima ora confermeranno la tenuta del testo, il pacchetto di misure arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri entro 24 ore, chiudendo un passaggio chiave per la politica energetica dell’esecutivo.

DECRETO BOLLETTE, LE OSSERVAZIONI DI ELETTRICITA’ FUTURA

Ad infiammare il dibattito alla vigilia del Cdm sono state le parole del presidente di Elettricità Futura, Salvatore Pinto, che nell’annunciare lo strappo storico e l’uscita da Confindustria Energia per tutelare la filiera elettrica dai giganti del gas, non ha risparmiato stoccate al Governo. Pinto ha parlato di un decreto figlio di “consigli poco accorti” che rischiano di costare al settore ben 7 miliardi all’anno tra nuove stangate Irap, la proroga delle tutele graduali e l’ipotesi di un cap al gas che penalizzerebbe chi ha sottoscritto prezzi fissi. La domanda è: come cambia il dl Bollete dopo il confronto tra Mase ed EF.

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