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Dissesto idrogeologico, in Gazzetta il Dpcm che aggiorna i criteri per interventi e finanziamenti

Red II

Il procedimento da seguire per la presentazione delle richieste di finanziamento è strutturato in tre fasi distinte coordinate e supervisionate dal Mite

Arriva in Gazzetta Ufficiale il dpcm per l’aggiornamento dei criteri, delle modalità e delle entità delle risorse destinate al finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico. La nuova procedura prevede, in sintesi, l’individuazione dei “criteri, le modalità e le procedure per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico” il cui procedimento da seguire per la presentazione delle richieste di finanziamento è strutturato in tre fasi distinte: Fase 1: fase di inserimento dei dati e validazione da parte delle Regioni; Fase 2: fase di valutazione dell’intervento da parte dell’Autorità di bacino Distrettuale; Fase 3: fase di convalida intervento e assegnazione punteggio. A coordinare e supervisionare le tre fasi è il Ministero della Transizione Ecologica.

I CRITERI

I criteri per la determinazione delle priorità di intervento si distinguono in due tipologie e fanno riferimento a parametri relativi a peso, classe, punteggio e valore pesato. Si tratta cioè di criteri comuni (come “localizzazione dell’intervento”, “finanziamento e progetto”, “classificazione dell’area”, “esposizione e vulnerabilità”, che sono comuni alle diverse tipologie di dissesto) e del criterio dell’esistenza di misure di compensazione e mitigazione cioè misure “che sono intese a ridurre o a sopprimere l’impatto negativo dell’opera (mitigazione) o a realizzare altre opere che abbiano valenza ambientale non strettamente collegate agli impatti dell’opera principale (compensazione)”.

I “criteri” ai quali associare peso, classe, punteggio e valore pesato, sono invece priorità regionale, Livello della progettazione approvata, Completamento, Persone a rischio diretto, Beni a rischio, Parametri caratteristici del fenomeno, Quantificazione del danno economico atteso, Riduzione percentuale del numero di persone a rischio, criterio dell’esistenza di misure di compensazione e mitigazione.

LE DUE ULTERIORI FASI SEGUITE DAL MITE

Il procedimento di valutazione degli interventi per i quali è richiesto un finanziamento è strutturato poi in ulteriori due fasi le cui attività sono eseguite direttamente dal MiTE: Fase 4: riscontro classificazione degli interventi presentati; Fase 5: valutazione economica ed appaltistica”.

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