Il provvedimento approda stasera a Palazzo Chigi tra sblocchi procedurali, fondi ai sindaci e norme sul recupero. Dalle nuove regole sul Css al nodo delle terre da scavo: ecco cosa cambia per imprese ed enti locali.
Un giro di vite sui tempi burocratici, una revisione mirata delle istruttorie autorizzative e un pacchetto di interventi d’urto che tocca da vicino le filiere produttive, la gestione del territorio e il ciclo dei materiali. È pronto al debutto lo schema di decreto-legge su ambiente, crisi climatiche, economia circolare e bonifiche, inserito all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato per le ore 18:00 a Palazzo Chigi. Il testo, messo a punto dall’esecutivo in stretto raccordo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), e in particolare con il viceministro Vannia Gava che ha seguito l’intero dossier, punta a sciogliere nodi storici del Codice dell’Ambiente attraverso una riscrittura destinata a impattare pesantemente su procedimenti e investimenti.
AUTORIZZAZIONI E VIA: CAMBIANO LE COMPETENZE CHIAVE
Il primo pilastro del provvedimento rimette mano all’architettura delle valutazioni ambientali statali. Per accelerare i tempi e smaltire l’arretrato, il governo ridefinisce il raggio d’azione delle commissioni tecniche ministeriali, allargandone l’operatività anche ai passaggi preliminari di screening e verifica di assoggettabilità. Una mossa accompagnata da un nuovo meccanismo di copertura dei costi istruttori e da misure dedicate a presidiare i profili sanitari nei rinnovi delle autorizzazioni integrate, introducendo corsie preferenziali attese da tempo dagli operatori industriali.
EMERGENZE LOCALI: IN ARRIVO RISORSE DIRETTE PER I SINDACI
Tra le novità di maggior impatto per gli enti locali spicca l’istituzione di un canale finanziario ad hoc presso il Mase, pensato per intervenire su tutte quelle criticità ecologiche e climatiche che, pur non integrando gli estremi dello stato di emergenza nazionale, mettono regolarmente in ginocchio i territori. Dalle interruzioni improvvise nella filiera dei rifiuti ai fenomeni acuti di degrado delle acque, i Comuni avranno accesso a risorse dedicate per singolo evento, subordinate però a stringenti condizioni temporali per evitare che i fondi restino bloccati nei cassetti dei municipi.
TERRE DA SCAVO E RIFIUTI: LA SVOLTA NELL’ECONOMIA CIRCOLARE
Ampio e articolato il capitolo dedicato all’economia circolare, che interviene su fronti caldi per il mondo dell’edilizia e dell’energia. Il decreto interviene con decisione sul regime delle terre e rocce da scavo, ridisegnando i volumi di stoccaggio temporaneo e introducendo una disciplina speciale di semplificazione per i cantieri di minori dimensioni. Allo stesso tempo, si sblocca l’impiego dei combustibili solidi secondari (Css) all’interno degli impianti produttivi con un iter procedurale fortemente accelerato, mentre sul fronte del riciclo arrivano paletti inediti per prevenire conflitti di interesse negli organi direttivi dei consorzi di filiera e nuovi obblighi di tracciabilità sulla plastica impiegata negli imballaggi.
BONIFICHE E RESPONSABILITÀ: SCATTANO NUOVI TERMINI PERENTORI
La bozza governativa imprime un cambio di passo anche sul fronte delle bonifiche, fissando una tabella di marcia rigida per l’adozione delle ordinanze contro i responsabili dell’inquinamento ed evitando i rimpalli di competenze grazie all’attivazione di poteri sostitutivi regionali in caso di inerzia locale. Il testo dedica infine un focus speciale al risanamento delle aree più degradate, a partire dalla Terra dei fuochi, con fondi e vincoli stringenti di rendicontazione per la gestione commissariale.
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https://energiaoltre.it/decreto-ambiente-bis-gava-un-grande-lavoro-di-squadra-che-porta-oggi-risultati-concreti-grazie-a-tutti/

