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Quanta energia circolerà in Europa nei prossimi mesi?

Sp Global Platts Domanda Energia Ue In Calo

Le stime di Sp Global Platts sulla domanda invernale dei paesi europei tra riduzioni dei consumi e caro prezzi 

Il calo medio dell’energia in Europa sarà del 5,3%. La previsione arriva dagli analisti della Global Platts e riguarda i principali mercati del Vecchio Continente. Per comprendere il dato occorre ricollegarsi al contesto. Dopo l’ennesimo epilogo negativo dei negoziati a Bruxelles sul tetto al prezzo del gas, la Commissione europea e gli Stati membri si sono mossi particolarmente sulla strada della riduzione dei consumi.

Perché oltre a migliorare il lato dell’offerta, tra diversificazione dei fornitori e ampliamento delle fonti, c’è l’altro lato della medaglia. Anzi, del mercato. Quello dei consumi.

CONSUMEREMO REALMENTE MENO ENERGIA?

Le mosse della Commissione europea sono arrivate esattamente dieci giorni fa. Quando Von der Leyen ha proposto un obiettivo obbligatorio di riduzione della domanda di energia per picchi del 5%.

Il caro prezzi continua a ferire i paesi occidentali e al netto degli importanti passi in avanti fatti dall’Ue per iniziare a rimediare agli errori del passato, alla dipendenza da Mosca, servono tante misure contemporanee. Serve porre un argine agli ostacoli della sicurezza energetica. Ed ecco che ad essere chiamati in causa siamo tutti noi, uno per uno. Famiglie, imprese. Insomma, la società. Le società.

“Le proposte per ridurre il picco della domanda alleviano parte del premio di rischio incorporato nel mercato, ma le nostre previsioni rimangono ribassiste poiché vediamo i premi di rischio quasi curva esagerati”, ha detto l’analista S&P Global Sabrina Kernbichler.

IL PROBABILE CALO DELLA DOMANDA INVERNALE

Prezzi, dicevamo. Il caro energia continua ad essere vivo e vegeto, tanto che secondo Kernbichler “il rischio di prezzo è in gran parte al rialzo poiché i mercati nucleari e idroelettrici lasciano i mercati dipendenti dal gas”.

Prendendo il caso della Francia, con Edf protagonista tra progressiva riapertura delle sue unità dopo le manutenzioni e la nazionalizzazione che verrà completata entro la settimana prossima, il discorso dei costi è particolarmente valido. Ad agosto si stimava un rialzo del caro energia sui 2000 euro al MWh per novembre.

Simile a Parigi è Berlino. Le due massime capitali europee sono state protagoniste, tra l’altro, dell’annuncio di uno scambio di favori elettricità-nucleare. Secondo la Platts, la Germania e la Francia dovrebbero contribuire con riduzioni della domanda di 4 GW ciascuna all’obiettivo del 5% dell’Ue da novembre a febbraio.

Anche perché i consumi massimi invernali nei due paesi arrivano a 370 TWh

I CASI DI ITALIA E SPAGNA

Poi arrivano Italia e Spagna. Dove, secondo l’analisi, ridurranno di 2GW i consumi e Amsterdam di uno. “Finora a settembre, la domanda di energia italiana è stata in media di 36,8 GW, solo l’1% al di sotto della media 2017-2021, ma con un notevole spostamento della domanda oraria verso le ore notturne a prezzi più bassi, in particolare nella regione italiana ad alta intensità industriale settentrionale”, ha aggiunto Kerbichler.

Roma e Madrid consumano quasi la metà di Germania e Italia, dice ancora la Platts. Ma in generale il tema è che ognuno di noi sarà chiamato alla prudenza e alla parsimonia nei prossimi mesi. Senza fare drammi né risultare apocalittici, la sfida energetica per l’Europa deve ancora arrivare.

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