Secondo il presidente Usa, l’Avana “cadrà molto presto”. Ecco come Trump vuole guadagnare con Cuba
Tutti gli indizi sembrano suggerire che Cuba sarà il prossimo bersaglio di Trump. “Cuba cadrà molto presto. Vogliamo finire prima il conflitto con l’Iran, poi sarà il suo turno”, ha detto il tycoon in un’intervista alla CNN. Tuttavia, le risorse minerarie e le riserve di gas e petrolio del Paese sono scarse. La domanda è: quali sono gli interessi energetici di Trump dalla “caduta” di Cuba?
ECCO COME TRUMP VUOLE FAR CADERE CUBA CON IL PETROLIO
Cuba sta attraversando la più profonda crisi energetica e politica degli ultimi decenni. definita da molti osservatori come un collasso de facto. Una situazione spinta dalla strategia di “massima pressione” di Trump, che intreccia sicurezza nazionale, ideologia politica e specifici interessi energetici. L’attacco degli Usa al Venezuela ha interrotto la storica “pipeline” di greggio sussidiato che teneva in vita l’economia cubana. Inoltre, a gennaio Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone tariffe punitive a qualsiasi paese (come Messico o Russia) che venda petrolio a Cuba. L’attacco all’Iran è l’ultimo anello della catena stretta intorno al collo dell’Avana.
Secondo il Dipartimento di Stato (gennaio 2026), i proventi del petrolio triangolati tra Iran, Venezuela e Cuba finanzierebbero reti di destabilizzazione nel continente americano. Quindi, strangolare l’energia a Cuba è presentata da Trump come una manovra necessaria per la sicurezza del conflitto in Medio Oriente. Quello che Trump non specifica, però, è che dietro la caduta del Paese si celano enormi opportunità per le aziende americane.
PERCHE’ TRUMP VUOLE FAR CADERE CUBA?
Il tycoon non mira all’estrazione di risorse cubane. Il suo interesse è geopolitico e infrastrutturale. Infatti, Cuba possiede scarse riserve di petrolio sfruttatili e il suo sottosuolo non ha quantità rilevanti di minerali strategici per la transizione.
Una delle principali opportunità viene dalla rivendita del petrolio venezuelano. A fine febbraio, Washington ha autorizzato alcune società statunitensi a rivendere petrolio venezuelano a entità cubane selezionate. La gestione delle risorse del Venezuela garantisce profitti alle aziende americane e permette a Trump di decidere chi riceve energia e chi no, bypassando il governo centrale.
SOSTITUIRE LE TECNOLOGIE CINESI CON QUELLE USA
Il secondo obiettivo di Trump è sostituire le tecnologie energetiche di Pechino con forniture e tecnologie americane. Infatti, negli ultimi mesi La Havana ha accelerato l’installazione di parchi solari cinesi per sfuggire all’embargo petrolifero statunitense. Il tycoon vuole estromettere le green company di Pechino dal mercato cubano.
IL TESORO DELLA RETE ELETTRICA DI CUBA
Le imprese energetiche e infrastrutturali statunitensi potrebbero trovare un tesoro nella vetusta rete elettrica cubana, sempre più vicina al collasso. In uno scenario di transizione, queste aziende sarebbero in prima fila per contratti di ricostruzione miliardari.
La fornitura di energia elettrica stabile, tra le altre cose, è il requisito fondamentale per riaprire il mercato alberghiero e immobiliare cubano, tanto caro a Trump.


