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Draghi: Massima attenzione a sicurezza e diversificazione, guardiamo a nucleare, gas e rinnovabili. Ma serve semplificare autorizzazioni

Draghi Positivo Al Covid

“Procediamo poi con il riempimento degli stoccaggi per aumentare il grado di sicurezza delle forniture di gas per il prossimo autunno e siamo attivi a livello diplomatico – ringrazio il ministro Di Maio – per diversificare le forniture”

“Diamo massima attenzione alla sicurezza energetica e alla diversificazione delle fonti energetiche, siamo al lavoro per ridurre la dipendenza dal gas russo in tempi rapidi che non è ovvio come compito” ma “è necessario farlo. Guardando i dati degli ultimi anni quello che trovo incredibile è che la quota di gas russo è aumentata molto negli ultimi anni ma è aumentata anche dopo l’invasione della Crimea” e “questo dimostra anche una sottovalutazione di politica estera e internazionale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi rispondendo al Question Time alla Camera.

AUMENTEREMO PRODUZIONE GAS NAZIONALE

“Siamo impegnati per diversificare le forniture aumentare il contributo elle rinnovabili che resta l’unica strategia fondamentale nel lungo periodo. Tutto quello che sperimentiamo ora è transizione. E dobbiamo investire allo stesso tempo sulla ricerca e aumentare la produzione di gas nazionale – ha aggiunto il premier – con l’obiettivo di raggiungere una quota di 5 mld di mc. L’incremento arriverà sfruttando le concessioni esistenti per il periodo 2022-2031. I nuovi volumi saranno offerti alle industrie con una riserva di almeno un terzo alle piccole e medie imprese”.

PROCEDIAMO CON RIEMPIMENTO STOCCAGGI, RIGASSIFICATORI E RINNOVABILI

“Procediamo poi con il riempimento degli stoccaggi per aumentare il grado di sicurezza delle forniture di gas per il prossimo autunno e siamo attivi a livello diplomatico – ringrazio il ministro Di Maio – per diversificare le forniture. Puntiamo sia sulla massimizzazione delle capacità di rigassificazione esistente sia sull’acquisizione di nuovi rigassificatori – ha proseguito Draghi -. Per avere una vera sicurezza energetica dobbiamo muoverci in fretta, il grosso ostacolo all’espansione significativa delle rinnovabili è rappresentato dai procedimenti autorizzativi e questo problema va superato altrimenti non andiamo da nessuna parte. Intendiamo rispettare l’obiettivo del Pnrr di 70GW di rinnovabili entro il 2026 se si sbloccano le autorizzazioni, siamo impegnati a sbloccare diversi decine di GW di eolico offshore grazie alle più recenti misure di semplificazione delle autorizzazioni, anche l’aumento della produzione e del ricorso al biometano è stato oggetto di di recenti interventi con l’obiettivo di raggiungere le 200 mila tonnellate nel 2023 e un incremento 50mila tonnellate nel successivo triennio – ha continuato Draghi -. La ricerca è fondamentale in ogni ambito”.

IL NUCLEARE

“Per quanto riguarda il nucleare l’impegno tecnico ed economico è concentrato sulla fusione a confinamento magnetico che attualmente è l’unica via possibile per realizzare reattori commerciali in grado di fornire energia elettrica in modo economico e sostenibile. La strategia europea sulle strategie da fusione è sviluppata dal consorzio Eurofusion che gestisce fondi Euratom pari a 500 mln di euro tra il 2021 e il 2025. Il consorzio prevede l’entrata in funzione del primo prototipo del primo reattore a fusione nel 2025-2028 . L’Italia è presente con università e ricerca sotto il coordinamento dell’Enea. Negli ultimi anni sta prendendo vigore soprattutto negli Usa e in Gb lo studio di reattori in cui il contenimento del plasma viene ottenuto attraverso campi magnetici. Noi continuiamo a seguire e sostenere questi sviluppi nell’ambito di una strategia energetica che punta a garantire la nostra sicurezza energetica”, ha concluso Draghi.

AUTORIZZAZIONI VANNO ACCELERATE IN PERIODI DI GUERRA COME QUESTI

“Sulle rinnovabili vorrei richiamare con forza l’importanza di realizzare nuove infrastrutture in tutto il paese, queste sono la parte essenziale del futuro dell’Italia. Il governo è al lavoro per snellire le procedure, accelerare gli investimenti ma occorre la collaborazione di tutti soprattutto sul territorio, soprattutto sulle regioni. È cambiato il contesto, certe considerazioni di tipo autorizzativo che magari erano giustificate in un contesto normale non sono più giustificate in un momento di emergenza, è parte della transizione. La transizione è anche capire che bisogna sospendere certe norme in un periodo di guerra” ha detto il presidente. “Dobbiamo anche cogliere nello stesso tempo le opportunità connesse alla decarbonizzazione e come ho detto prima questa transizione in questo periodo deve tenere presente la situazione di equità – ha concluso Draghi – perché spesso sono coloro che sono più deboli a essere colpiti da queste emergenze”.

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