Scenari

EastMed, il gasdotto che divide (di nuovo) il Governo

Il Governo Conte prende tempo su EastMed: ministero ambiente chiede una nuova valutazione di impatto ambientale

Dopo Tap, è la volta di EastMed. Il Governo Conte si divide sulla realizzazione dell’opera: Matteo Salvini che promuove la realizzazione dell’infrastruttura e il M5S che prende tempo. A marzo ci sarebbe dovuta essere la firma dell’accordo definitivo, ma tutto è rimandato. Approfondiamo insieme.

IL PROGETTO

Il gasdotto, che avrà la capacità di trasportare fino a 20 miliardi di metri cubi di gas all’anno, avrà una lunghezza di 2 mila chilometri, con un tratto sottomarino tra i più estesi al mondo, 1.300 chilometr ei, trasporterà il gas estratto dai giacimenti israeliani e ciprioti nel Levante fino all’Italia, passando per Creta e la Grecia.
EastMed prenderà avvio a circa 170 chilometri dalla costa meridionale di Cipro per approdare ad Otranto (circa 30 chilometri più a Sud di Melendugno, approdo della Tap).

OPERA GIA’ APPROVATA

L’Unione europea crede nell’infrastruttura: ha già investito 100 milioni di dollari in uno studio di fattibilità per il progetto (che presenta importanti sfide tecniche dovute alle profondità dell’opera).

Per l’Italia, è stato l’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, nell’aprile del 2017, a mettere la firma per dire “Sì” al progetto, ma già nel 2011 la società IGI Poseidon ottenne il decreto di autorizzazione unica del ministero dello Sviluppo Economico che approvava il progetto definitivo e autorizzava la costruzione e l’esercizio dell’opera nella città di Otranto.

LA FIRMA DEFINITIVA

I lavori per la realizzazione del progetto, affidati ad Igi Poseidon, dovrebbero (meglio, sarebbero dovuti) iniziare nel giro di pochi mesi per concludersi in 5 anni. Entro la fine di marzo sarebbe dovuta esserci la firma dell’accordo definitivo tra Italia, Cipro, Israele e Grecia, ma il BelPaese prende tempo.

UNA NUOVA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE

Il ministero dell’Ambiente, infatti, avrebbe chiesto na nuova valutazione di impatto ambientale, spinto da una lettera inviata da una trentina di associazioni ambientaliste al Premier Giuseppe Conte, al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

LA LEGA DI SALVINI VUOLE EASTMED

Il progetto, però, piace ad una parte dell’Esecutivo. A voler prender tempo e a tentennare sulla realizzazione dell’infrastruttura è ancora una volta il M5S, che si è già schierato, per poi dover fare un passo indietro, contro la Tap. La Lega,  infatti, promuove il progetto e lo vede come strumento per diversificare le fonti ed abbassare la bolletta: “Avere maggiori forniture di gas e una gas e bolletta più bassa è una priorità. Credo in questo progetto, conto che vada avanti con partnership e investimento italiani. Non c’è alcun tipo di impatto ambientale, non vedo perché debbano sorgere ostilità. Sono in corso i lavori per la Tap, questo gasdotto andrebbe ad aggiungersi”, aveva detto il vicepremier Matteo Salvini in occasione della sua visita a Gerusalemme, durante la quale ha incontrato il primo ministro Benjamin Netanyahu.