Scenari

Ecco come Bruxelles intende ridurre le perdite di metano

metano

La Commissione Ue ha già iniziato a lavorare anche alla creazione di un osservatorio internazionale indipendente sulle emissioni di metano, collaborando con il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, la Coalizione per il Clima e l’Aria Pulita e l’Aie

Esplorare tutte le opzioni per ridurre le perdite di metano, compresi eventuali standard minimi vincolanti per il gas fossile utilizzato nell’Ue. È quanto prevede la Commissione europea che ha delineato la strategia di riduzione delle emissioni di metano nell’ambito della lotta ai cambiamenti climatici.

IMPATTO DI VASTA PORTATA SUL MERCATO GLOBALE DEL GAS

Il metano è infatti un potente gas a effetto serra che provoca il riscaldamento globale, e la maggior parte delle perdite avviene prima che il gas naturale o il Gnl raggiunga l’Ue: per questo, a giudizio di Bruxelles, una nuova politica europea sulle emissioni di metano potrebbe avere un impatto di vasta portata sul mercato globale del gas.

“Gli standard minimi di emissione di metano, gli obiettivi o altri incentivi di questo tipo basati su solide analisi scientifiche, possono svolgere un ruolo efficace per garantire la riduzione delle emissioni di metano nell’Ue e a livello globale”, ha detto la Commissione europea.

BRUXELLES VUOLE FAR LEVA SULLA SUA POSIZIONE DI MAGGIOR IMPORTATORE DEL MONDO

Bruxelles prevede di discutere con i paesi produttori sulle migliori pratiche per la riduzione delle emissioni di metano, sperando di far leva sulla posizione dell’Ue come la più grande regione importatrice di gas al mondo.

Il principale fornitore esterno di gas dell’Unione europea è infatti la Russia, principalmente attraverso gasdotti. Tra gli altri fornitori di gas mediante gasdotto vi sono l’Algeria, la Libia e la Norvegia, e dalla fine del 2020 l’Azerbaigian attraverso la Turchia. Ma l’Europa importa gas anche sotto forma di Gnl da diversi paesi, tra cui Stati Uniti e Qatar.

PRESSIONE SUI PRODUTTORI

Se i paesi produttori non assumeranno “impegni significativi” per ridurre le emissioni di metano, la Commissione europea ha dichiarato che prenderà in considerazione la possibilità di proporre una legislazione su obiettivi, standard o altri incentivi per garantire una riduzione delle emissioni di gas fossili utilizzati nell’Ue.

Qualsiasi legislazione di questo tipo si baserebbe su una valutazione d’impatto in grado di garantire una verifica indipendente e controlli di conformità necessari per farla rispettare, assicurando il potenziale contributo alla riduzione delle emissioni globali di metano.

TEMPISTICA ANCORA DA VERIFICARE

Secondo quanto riporta S&P Global Platts per i funzionari Ue non esiste ancora una tempistica certa per questa legislazione e l’applicazione è una questione chiave: “Come si fa ad andare nel paese produttore di gas e vedere se ha le emissioni che ha segnalato? I dati satellitari di oggi non sono abbastanza precisi, e non lo saranno ancora per qualche anno, per garantire il rispetto di uno standard di performance”, ha evidenziato una fonte.

EUROGAS SOSTIENE GLI OBIETTIVI DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI

L’industria dei fornitori di gas dell’Ue, nel frattempo, sostiene gli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio e di gas rinnovabili. Eurogas ha chiesto un obiettivo vincolante per il 2030 per ridurre l’intensità di gas serra dei combustibili gassosi del 20% rispetto ai livelli del 2018. “Questo obiettivo contribuirà a soddisfare le più alte ambizioni climatiche e a fornire un settore del gas sempre più sostenibile”, ha detto Eurogas.

OSSERVATORIO GLOBALE INDIPENDENTE

La Commissione europea ha già iniziato a lavorare anche alla creazione di un osservatorio internazionale indipendente sulle emissioni di metano, collaborando con il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, la Coalizione per il Clima e l’Aria Pulita e l’Agenzia Internazionale per l’Energia. L’obiettivo, secondo le fonti raccolte da S&P Global Platts, e di poter realizzare l’osservatorio già entro l’anno prossimo.

Questo osservatorio raccoglierebbe, riconcilierebbe, verificherebbe e pubblicherebbe i dati sulle emissioni globali di metano prodotte dall’uomo, basandosi sulle iniziative volontarie esistenti, come la Oil and Gas Methane Partnership dell’UNEP.

L’attenzione iniziale si concentrerebbe sui settori del petrolio e del gas fossile, ma Bruxelles vuole estenderla al carbone, ai rifiuti e all’agricoltura, rendendo possibile un monitoraggio più affidabile.

La Commissione europea vuole, inoltre anche che questo osservatorio compili e pubblichi anche un indice di approvvigionamento di metano a livello europeo e internazionale, consentendo agli acquirenti di gas di confrontare le diverse fonti.

Ma Poppy Kalesi, direttore di Global Energy presso l’ONG statunitense Environmental Defense Fund, con sede negli Stati Uniti, si è detta scettica sul fatto che gli acquirenti possano essere influenzati dall’impronta di Co2 del loro gas: “Se si lascia al mercato, gli acquirenti sceglieranno il gas più economico”, ha detto a S&P Global Platts.

La Commissione europea proporrebbe di utilizzare un valore predefinito all’interno dell’Ue per i volumi di gas, comprese le importazioni, non coperti da un sistema di monitoraggio, reporting e verifica “adeguato”, al fine di incoraggiare misurazioni accurate.

Utilizzerebbe, inoltre, questo valore di default come necessario fino a quando non sarà implementato “un quadro obbligatorio di misurazione, rendicontazione e verifica per tutte le emissioni di metano legate all’energia”.

Questo quadro si dovrebbe basare sulla metodologia volontaria OGMP 2.0 per la misurazione, la comunicazione e la verifica dei dati sulle emissioni di metano. Attualmente l’OGMP si concentra sulle compagnie petrolifere e di gas upstream, e i membri includono BP, Ecopetrol, Eni, Equinor, Neptune Energy International, Pemex, PTT, Repsol, Shell e Total.

La Commissione europea prevede infine di proporre una legislazione vincolante nel 2021 sulla misurazione, la comunicazione e la verifica delle emissioni di metano, nonché l’obbligo di migliorare la rilevazione e la riparazione delle perdite.

SI CERCA UN ACCORDO VINCOLANTE DELL’ONU

Bruxelles spera anche di ottenere un accordo Onu sulla riduzione delle emissioni di metano fino al 2030 all’Assemblea Generale dell’Onu a New York nel settembre 2021. A più lungo termine, vuole vedere un quadro internazionale giuridicamente vincolante per la riduzione delle emissioni di metano.