Efficienza energetica e innovazione

Clima, Bruxelles cerca idee per ridurre le fughe di metano

metano

La consultazione è aperta fino al 5 agosto e le risposte confluiranno in una strategia europea sulle emissioni di metano che la Commissione prevede di pubblicare dopo l’estate.

La Commissione europea è alla ricerca di idee su come ridurre le perdite di metano, un potente gas serra, provenienti dai settori petrolifero, del gas e agricolo nell’ambito degli sforzi Ue per diventare climaticamente neutrali entro il 2050.

La maggior parte delle perdite di metano dalla produzione e dal trasporto di gas fossile avviene prima che il gas o il Gnl raggiungano l’Ue, e questo significa che una nuova politica europea sulle emissioni di metano potrebbe avere un impatto di vasta portata sul mercato globale del combustibile.

DA CHI IMPORTA L’UE

L’Ue importa la maggior parte del suo gas, principalmente tramite gasdotto dalla Russia, dalla Norvegia e dal Nord Africa, e come Gnl da tutto il mondo, compresi Qatar e Stati Uniti.

A QUANTO AMMONTA L’IMPORT

Le importazioni nette di gas nell’Ue sono state pari a 398 miliardi di metri cubi nel 2019, con un aumento del 10% rispetto al 2018, e rappresentano oltre l’80% del consumo di gas dell’Ue, secondo l’analisi della Commissione europea.

LA CONSULTAZIONE

Secondo Bruxelles, insomma, è necessaria un’azione a livello internazionale per affrontare le fughe di metano, con la Ue in posizione di guida, secondo una tabella di marcia messa in consultazione da parte dell’esecutivo comunitario. La consultazione è aperta fino al 5 agosto e le risposte confluiranno in una strategia europea sulle emissioni di metano che la Commissione prevede di pubblicare dopo l’estate.

ALMENO LA META’ DELLE EMISSIONI DI METANO RIDOTTE SENZA COSTI PER L’INDUSTRIA

Nella tabella di marcia la Commissione europea ha affermato che almeno la metà delle emissioni globali di metano legate all’energia potrebbero essere ridotte senza alcun costo netto per l’industria. La sfida principale è semmai come migliorare la misurazione, la comunicazione e la verifica delle emissioni a livello di enti privati.
In media, infatti, il 5% delle fonti rappresenta il 50% delle perdite, note come “super-emittenti”.
I programmi di rilevamento e riparazione delle perdite, così come l’individuazione e la gestione di questi “superemittenti”, possono essere un’azione molto efficace”, ha spiegato Bruxells.

POLITICHE PIÙ SEVERE

L’Ue ha un obiettivo vincolante per il 2030 di ridurre le sue emissioni di gas serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990, e la Commissione europea prevede di proporre a settembre di aumentare l’ambizione di questo obiettivo fino a un taglio del 50-55%. Tuttavia, il metano è il secondo gas serra più rilevante dopo la CO2. La Commissione europea vuole che la prossima strategia Ue sulle emissioni di metano consenta di ridurre le emissioni di gas serra in tutta l’Ue in modo economicamente sostenibile, contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030 e al 2050.

La strategia consiste nell’esaminare come ridurre le emissioni di metano nell’energia, nell’agricoltura e nei rifiuti, anche catturando il metano da utilizzare, ad esempio come biogas o gas di discarica. Questo dovrebbe rafforzare il business case e fornire prevedibilità agli investitori, ha detto la Commissione Ue.

L’Ue e i governi nazionali “possono chiaramente beneficiare di politiche settoriali efficaci ed efficienti che riducono le emissioni di metano in questi settori”, ha detto Bruxelles, aggiungendo che “tali politiche si concentreranno su, ma non si limiteranno a, una migliore misurazione e rendicontazione a livello di entità private e settoriali nell’Ue prima che possano essere progettate risposte politiche più severe”.

IL SOSTEGNO DELL’AIE

L’Agenzia Internazionale per l’Energia riconosce anche le emissioni di metano come un problema importante per il gas fossile, ha detto a maggio il suo analista energetico senior Christophe McGlade parlando di “battaglia in salita”, a proposito dell’utilizzo del gas naturale in un sistema energetico di decarbonizzazione. “Se gli enti regolatori e le aziende non si occuperanno di questo problema, la porta si chiuderà con il gas naturale”, ha detto McGlade aggiungendo che c’è anche l’opportunità per le aziende e i paesi produttori che riescono a ridurre le perdite di metano di vendere il gas naturale a un prezzo più alto.

L’Aie ha istituito un methane tracker per raccogliere informazioni sulle fonti di emissione, sulle potenzialità di abbattimento e sugli approcci all’abbattimento. E sta anche sviluppando una road map – una guida “Come fare” – per i responsabili politici che cercano di incoraggiare le aziende a ridurre le loro emissioni di metano.