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Ecco cosa ha intenzione di fare il governo sulle auto elettriche

Auto

Stop alle auto termiche entro il 2040 massimo, a breve in arrivo il Pnie e il Pun

L’ipotesi su cui il governo ragiona è quella di dire basta alle auto a motore termico entro il 2040 massimo. Mentre a stretto giro, tra luglio e settembre, dovrebbero arrivare il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici e la Piattaforma unica nazionale (Pun). Nelle ultime ore si è delineato il piano dell’esecutivo su quello che sarà il futuro dell’automotive italiana. Prima il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani poi quello delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile hanno chiarito che l’Italia non vuole in nessun caso rimanere indietro.

STOP AUTO TERMICHE AL MASSINO ENTRO IL 2040

“‘Nel governo stiamo ancora ragionando.Ci sono Paesi, come quelli del nord Europa, che hanno fissato il limite al 2030. Altri al 2040.A luglio arriverà l’indicazione della Commissione Europea. Noi presto decideremo, ma direi che il 2040 è una data limite’. Oltre non si andrà insomma. Per le auto a benzina e a diesel il conto alla rovescia è partito ieri. Il ministro Enrico Giovannini era ospite di TechTalk, l’appuntamento quotidiano del gruppo Gedi per parlare di tecnologia, innovazionee futuro. E per la prima volta ha indicato una data certa per l’inizio dell’era in cui la mobilità sarà solo elettrica”, si legge su La Repubblica di oggi. Intanto, il ministro, prosegue il quotidiano “ha annunciato imminenti incentivi per rinnovare il vecchissimo parco circolante di vetture puntando l’indice contro i 20 miliardi di ‘incentivi dannosi per l’ambiente’ che spendiamo ogni anno”.

CINGOLANI: ENTRO SETTEMBRE PIANO RICARICA ELETTRICHE

“Entro settembre finiamo, speriamo entro luglio di presentare uno dei due, in questo momento stiamo lavorando sotto sforzo sotto tutti i fronti. Luglio-settembre credo sia un impegno sufficientemente caratterizzante”, ha invece qualche giorno fa Cingolani, parlando del piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici e della piattaforma unica nazionale (pun), nel corso di un’intervista a “Mobilità Elettrica per un Futuro Sostenibile”, talk online di Motus-E e RCS Academy.

“Noi stiamo aggiornando questi documenti corposi e già abbastanza strutturati e tra luglio e settembre la nostra idea sarebbe di concludere l’iter”, ha spiegato Cingolani. “Non sono gli unici due strumenti che abbiamo, abbiamo anche il pnie, il piano energetico nazionale che stiamo aggiornando e il motivo dell’aggiornamento è che rispetto al vecchio Pnie sono cambiate le sfide europee”, con un target di decarbonizzazione salito dal 40 al 55%, come pure “sono cambiati anche gli investimenti, ora di mezzo c’è il Next Generation Eu e quindi qualunque programma di grande visione come il Pnrr va inquadrato in una strategia nazionale che deve recepire i grandi traguardi nazionali”.

“Solo Pnrr ci sono 29mila nuove colonnine a carica veloci tra statali e città e questo prevedendo una penetrazione dell’auto elettrica molto più forte. E’ evidente che questo è il trend mondiale e non si torna indietro ma è anche vero che va proiettato sulla base economica dei diversi paesi”, ha aggiunto il ministro ricordando che l’auto elettrica, in questo momento, ha un impatto di costo piuttosto elevato rispetto ai modelli tradizionali “quindi bisognerà trovare il modo di far crescere la domanda di energia elettrica di ricariche e anche l’offerta di questi mezzi che al momento sono abbastanza costosi”.

IL PARLAMENTO LAVORA A INCENTIVI PER LE ELETTRICHE

D’altronde, come ha detto in un’intervista a ENERGIA OLTRE, il capogruppo M5s in commissione Attività produttive alla Camera Luca Sut sono pronti importanti interventi per la mobilità elettrica ma solo per elettriche e ibride. “Continuiamo sulla linea che avevamo tenuto fin dal decreto Rilancio, nel decreto agosto e da ultimo nella Legge di bilancio sempre concentrati cioè su emissioni fino a 60 g/km CO2, nonostante altre forze politiche di maggioranza insistano per incentivi fino a 135 g/km CO2”, ha chiarito Sut. La proposta di M5S nel Dl Sostegni bis prevede infatti l’incremento di ulteriori 50 milioni di euro per il fondo ‘ecobonus’ con risorse che dovranno andare esclusivamente alla categoria di autoveicoli compresi nelle fasce 0-20 g/km e 21-60 g/km CO2 per poi arrivare al 2022 con la limitazione degli incentivi esclusivamente alle auto full-electric.

IERI IL TAVOLO AUTOMOTIVE AL MISE

Ieri, intanto, si è svolto presso il Mise il tavolo di confronto per il settore Automotive. Il tavolo è stato presieduto dal ministro Giorgetti e dal viceministro Pichetto Fratin. L’Automotive italiano è un settore strategico del sistema produttivo, rappresenta l’11% dell’intero sistema manifatturiero, produce il 20% del pil e occupa circa 1 milione e 250mila lavoratori. Il Mise ha fatto sapere che è in corso lo studio di un emendamento per inserire appositivi incentivi per il settore nel decreto Sostegni bis in attesa che l’Ue tra qualche giorno, chiarisca le sue intenzioni circa la fine dei motori endotermici. Per il momento il governo sta premendo “per la costruzione della Gigafactory in Italia che noi condividiamo a pieno e come da noi proposto al tavolo Stellantis” ha dichiarato in una nota  Di Maulo, segretario generale Fismic Confsal che ha proposto l’apertura di tre tavoli: uno per il settore manifatturiero e componentistica, uno per il settore distribuzione e infrastrutture e uno per il settore manutenzione e commerciale.

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