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Ecco il vero grande ostacolo all’utilizzo dell’energia nucleare

Nucleare

Circa 350.000 tonnellate di scorie nucleari del passato sono conservate in contenitori di stoccaggio temporanei, alcuni dei quali si stanno erodendo

Mentre i Paesi del mondo cercano di produrre energia alternativa per una maggiore sicurezza energetica, persistono le preoccupazioni sullo smaltimento delle scorie nucleari, mentre i governi stabiliscono nuove strategie per l’energia nucleare nei prossimi decenni.

Al momento non esiste un metodo ideale di smaltimento delle scorie nucleari accettato, il che significa che diversi Paesi hanno diversi livelli di successo nello sbarazzarsi dei loro rifiuti in modo sicuro, con scienziati e governi di tutto il mondo che continuano a cercare la migliore soluzione a lungo termine.

Circa 350.000 tonnellate di scorie nucleari dei decenni passati sono conservate in contenitori di stoccaggio temporaneo, alcuni dei quali si stanno gradualmente erodendo, mentre i politici continuano a discutere su una soluzione a lungo termine. Negli Stati Uniti, il governo ha parlato a lungo di immagazzinare questi rifiuti sotto la Yucca Mountain, in Nevada: a causa della forte opposizione dello Stato, però, il piano non è mai stato realizzato. Diversi altri piani sono stati ipotizzati e scartati, riportando ogni volta il governo americano al punto di partenza.

LA QUESTIONE DELLO SMALTIMENTO DELLE SCORIE NUCLEARI

C’è stato un ampio dibattito da parte di governi e scienziati su quali siano i metodi di smaltimento più efficaci, con alcuni Stati che hanno accusato altri di non affrontare la situazione abbastanza seriamente. Questo dibattito è diventato ancor più importante dopo il disastro di Chernobyl, 35 anni fa. E, fino ad oggi, in un ampio raggio intorno al sito dell’ex centrale nucleare sono presenti degli alti livelli di radioattività in molti animali e piante.

La World Nuclear Association identifica i due modi principali in cui i Paesi smaltiscono le proprie scorie nucleari: il primo è lo smaltimento vicino alla superficie, a livello del suolo o in caverne a decine di metri sottoterra. Paesi tra cui Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Giappone, Olanda, Spagna, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti, Finlandia e Svezia seguono questo metodo.

Il secondo sistema è lo smaltimento geologico profondo, ad una profondità da 250 a 1000 metri per i depositi minerari e da 2000 a 5000 metri per i pozzi. Diversi Paesi hanno esplorato questa opzione, ma pochi l’hanno messa in pratica. Gli Stati Uniti attualmente lo fanno per i rifiuti transuranici legati alla difesa presso il WIPP (Waste Isolation Pilot Plant, il terzo deposito geologico profondo del mondo concesso in licenza per conservare rifiuti transuranici per 10.000 anni, ndr), e la Finlandia sta costruendo la sua prima struttura, che spera diventerà operativa nel 2023.

Mentre molti Paesi preferiscono lo smaltimento geologico profondo come metodo a lungo termine, la maggior parte affronta la sfida di trovare una città o uno Stato disposto ad assumersi questo fardello, con molti cittadini preoccupati per la propria salute. Nel Regno Unito, una struttura di questo tipo dovrebbe costare circa 14 miliardi di dollari. Il nuovo impianto finlandese – il primo del suo genere – avrà 100 tunnel di smaltimento dei rifiuti nucleari ad una profondità di oltre 400 metri, con la speranza di mantenere i rifiuti isolati per i 100.000 anni richiesti. Tuttavia, i cambiamenti nelle temperature mondiali rendono questa previsione meno certa.

Mentre l’energia nucleare sta rapidamente tornando all’ordine del giorno, con i governi che discutono ansiosamente di modi per stabilire una maggiore sicurezza energetica e una minore dipendenza dalla Russia e da altri Stati, l’opinione pubblica non è così sicura. Nel Regno Unito si stima che la disattivazione dei siti nucleari civili in tutto il Paese potrebbe costare ai contribuenti circa 153 miliardi di dollari e che i siti non saranno considerati sicuri da utilizzare senza restrizioni per circa 120 anni.

IL LAVORO DELL’AIEA

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha dichiarato che fornirà consigli sicuri per lo smaltimento delle scorie nucleari, nei Paesi che producono energia nucleare, il che dovrebbe aiutare ad alleviare alcune delle preoccupazioni pubbliche.

L’AIEA visita i Paesi di tutto il mondo con programmi nucleari per consigliarli sulla sicurezza e sulle migliori pratiche, sia per le centrali nucleari che per le loro scorie. Inoltre, le missioni ARTEMIS si svolgono in diversi Paesi per fornire consulenza di esperti indipendenti da un team internazionale di specialisti convocato dall’AIEA. Gli esperti esaminano i quadri e i programmi nazionali per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, per garantire che ogni Paese smaltisca efficacemente le proprie scorie nucleari.

In Canada il governo ha deciso di chiedere un contributo pubblico sulla situazione. Un sondaggio online sarà disponibile fino al 10 giugno per consentire ai membri del pubblico di fornire un feedback su un piano di attuazione quinquennale per un potenziale impianto di sotterraneo per lo stoccaggio di scorie nucleari.
Si pensa che, coinvolgendo il pubblico, il governo otterrà un maggiore sostegno al progetto, oltre ad essere in grado di identificare il sito migliore per la struttura.

NUOVE IDEE PER LO SMALTIMENTO

Ma non tutti si affidano al governo per trovare una soluzione, con gli scienziati che lavorano in modo indipendente per decenni per vedere come potrebbero risolvere al meglio il problema.
Specialisti in tutto il mondo hanno studiato le principali cause della corrosione e del degrado dei materiali di stoccaggio delle scorie nucleari per trovare una soluzione più sicura per le persone e l’ambiente, anche se solo a medio termine. E ora alcuni stanno proponendo delle soluzioni innovative per lo smaltimento di questi rifiuti.

Una start-up, composta da padre e figlia e chiamata “Deep Isolation”, potrebbe avere una possibile soluzione per i rifiuti statunitensi. Il duo ha in programma di rendere disponibile la tecnologia commerciale per scavare buche di 18 pollici di diametro in profondità nella superficie terrestre, per poi inserire le scorie nucleari radioattive in contenitori lunghi 14 piedi in profondi pozzi.

Deep Isolation ha lavorato all’idea negli ultimi sei anni. L’amministratore delegato, Elizabeth Muller, spiega il piano: “Non abbiamo inventato l’idea di utilizzare i pozzi per lo smaltimento, che esiste dagli Anni 80, ma nessuno aveva pensato di utilizzare la perforazione direzionale. Questa è stata l’innovazione chiave che ha portato Deep Isolation”. Secondo Muller la possibilità di perforare sia orizzontalmente che verticalmente potrebbe creare più spazio di archiviazione, e gli esperti ritengono che questa leggera variazione di un metodo esistente abbia un grande potenziale.

Con nuovi metodi di smaltimento dei rifiuti e l’AIEA che rassicura sui metodi di sicurezza già imposti, i cittadini si convinceranno sull’energia nucleare? A causa della necessità di immagazzinare le scorie nucleari per migliaia di anni, fino a quando non diventeranno sicure, è improbabile che la gente sia veramente certa della propria sicurezza per intorno agli impianti di scorie nucleari. Tuttavia, le nuove idee si stanno rivelando più promettenti e più le scorie sono nascoste (ad esempio quando vengono collocate in profondità, nel sottosuolo), più è probabile che le persone sosterranno i programmi nucleari.

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