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Ecco le priorità di Arera sull’utilizzo del Recovery Fund

Arera

Arera si è proposta per svolgere le attività di verifica della rispondenza dei progetti/interventi ai “criteri di ammissibilità” specificati dalla Commissione europea

Innovazione, digitalizzazione, investimenti tecnologici nel settore idrico. E ancora idrogeno, gas e sviluppo delle infrastrutture in Sardegna e nel Sud Italia in generale. Sono le priorità individuate da Arera con una memoria indirizzata alla X Commissione Attività produttive della Camera sull’individuazione delle priorità per l’utilizzo del Recovery fund.

L’INNOVAZIONE COME DRIVER PER LA CARBON NEUTRALITY

Secondo Arera, infatti, “l’innovazione e la digitalizzazione rappresentano due driver fondamentali nel percorso verso la carbon neutrality e sono essenziali per realizzare soluzioni ispirate ai modelli dell’economia circolare”.

In questo senso, l’Authority ha ribadito di aver già messo in atto iniziative volte ad incentivare queste tematiche attraverso la promozione di soluzioni innovative basate su sperimentazioni e progetti pilota nel settore elettrico ed in corso di applicazione anche al settore gas, in una logica di “whole energy system”.

LA DIGITALIZZAZIONE

Per quanto riguarda la digitalizzazione, Arera punta il segno in particolare sulla “qualità dei servizi relativi alla misura, strumento fondamentale a garanzia della correttezza delle transazioni commerciali, a beneficio degli operatori e dei clienti/utenti finali. La digitalizzazione offre rilevanti opportunità di miglioramento e perfezionamento dei sistemi esistenti”.

L’Autorità ha sottolineato, insomma, l’importanza della disponibilità su larga scala degli smart meter sottolineando che per il settore gas “è in corso il completamento del piano di digitalizzazione dei misuratori gas (seppure con le difficoltà dovute alle misure di contrasto alla pandemia, in particolare, per l’accesso alle abitazioni)”.

SERVONO INVESTIMENTI NEL SETTORE IDRICO

Analogamente, per il settore idrico, l’Authority ha segnalato la necessità di promuovere gli investimenti volti ad introdurre nuove tecnologie allineando il settore a quelli elettrico e del gas, migliorando quindi i livelli di qualità del servizio, soprattutto per quanto riguarda la riduzione delle perdite idriche e l’incremento della qualità dell’acqua.

QUALITA’ DEL SERVIZIO LUCE E GAS SIANO CONVERGENTI IN TUTTO IL PAESE, SOPRATTUTTO SARDEGNA E SUD ITALIA IN GENERALE

“Con specifico riferimento ai settori dell’energia elettrica e del gas naturale (trasmissione elettrica, trasporto gas, distribuzione elettrica e gas, misura elettrica e gas, GNL e stoccaggio gas), lo sviluppo delle infrastrutture dovrà tenere debito conto dei nuovi elementi di contesto, assicurando che i costi d’investimento siano efficienti e sostenibili, che le priorità d’intervento degli operatori siano allineate alle esigenze del sistema e che i livelli di qualità del servizio convergano in tutte le aree del Paese allineati verso quelli delle aree meglio servite”, ha sottolineato ancora Arera facendo, di fatto, riferimento allo sviluppo energetico della regione Sardegna (anche se non espressamente menzionata) e del Sud in generale.

“Occorre, infatti, ulteriormente rafforzare (…) – si legge – le misure volte a supportare una migliore capacità tecnica e gestionale nei territori del Sud, anche attraverso un intervento del Governo che sia in grado di avviare le procedure di affidamento, la cui conclusione è funzionale a realizzare la programmazione delle infrastrutture che queste aree del Paese necessitano”.

LA SPINTA ALL’IDROGENO

All’interno della memoria di Arera sono presenti anche riferimenti all’idrogeno a al suo affiancamento al gas naturale: “Grande importanza in questo contesto riveste anche l’integrazione del sistema elettrico e quello del gas, oggi gas naturale e in futuro idrogeno, al fine di sfruttare al meglio le opportunità che le differenti tecnologie rendono disponibili; in tale ottica rientra il ruolo degli investimenti in capacità di accumulo di gas naturale e nelle tecnologie di trasformazione da una forma energetica all’altra”.

Secondo l’Authority “è essenziale valutare la sostenibilità ambientale ed economica delle diverse tecnologie disponibili, in una logica imprescindibile di analisi costi-benefici, soprattutto in un contesto in rapida e continua evoluzione per effetto della diffusione delle fonti rinnovabili non programmabili, della generazione distribuita, nonché del progressivo venir meno degli impianti programmabili”.

L’AUTORITA’ COME ORGANO DI VERIFICA DELLA RISPONDENZA DEI PROGETTI AGLI INTERVENTI

Infine, Arera si è proposta per svolgere le attività di verifica della rispondenza dei progetti/interventi ai “criteri di ammissibilità” specificati dalla Commissione europea (la coerenza con il PNIEC e con gli altri Piani definiti in sede europea). Oltre a ciò ha ipotizzato di ampliare il proprio ambito di attività per ricomprendere la misurazione degli impatti economici, ambientali e sociali dei singoli interventi. E per garantire la misurabilità del contributo degli interventi al raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni.