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Anas

Ecco perché è saltata la nomina del super commissario di Anas

Il progetto del ministro delle Infrastrutture per centralizzare la gestione delle grandi opere stradali slitta dopo il veto di Fratelli d’Italia. Ecco perché

Il piano del ministro Salvini di affidare la gestione delle grandi opere stradali a un super commissario è rimandato. A mettere le bastoni tra le ruote al leader della Lega è Fratelli d’Italia. Perché il partito di Giorgia Meloni si è messo di traverso?

IL PIANO DI SALVINI PER ANAS

Un super commissario per coordinare i cantieri statali, provinciali e regionali, assicurando che i lavori procedano nei tempi e nei costi previsti. È il sogno del ministro Salvini, che rischia però di rimanere nel cassetto. La nomina di un super commissario per le opere stradali è parte di una strategia più grande che mira allo scorporo di Anas dal gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, secondo ricostruzioni di La Repubblica. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti vorrebbe infatti separare Anas da FS, per riportarla sotto la diretta responsabilità del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’obiettivo principale sarebbe rendere Anas la stazione appaltante per gli interventi sulle strade provinciali e regionali al fine di stimolare investimenti locali e ridurre la restituzione di fondi non spesi dalle province. Una decisione tecnica e politica al tempo stesso. Infatti, tocca tematiche quali l’organizzazione della spesa pubblica, l’attuazione delle opere infrastrutturali, ma anche la governance delle società pubbliche e il ruolo dello Stato nella gestione strategica delle infrastrutture.

FRATELLI D’ITALIA SI METTE DI TRAVERSO

FdI non ha soltanto posto una critica generica alla nomina del super commissario di ANAS, ma ha esercitato un vero e proprio veto politico all’interno del governo, contribuendo in modo decisivo al rinvio dell’atto che avrebbe conferito a Gemme poteri di commissario unico. Una presa di posizione forte spinta da diverse ragioni, stando alle dichiarazioni pubbliche e ai rumors.

In primo luogo, Fratelli d’Italia non condividerebbe il ruolo di stazione appaltante pensato da Salvini per Aas. Inoltre, il primo partito di Governo preferirebbe un modello di governance diverso dal commissario “forte” voluto dalla Lega. Infine, i vertici di FdI non vedrebbero di buon occhio Andrea Gemme, considerato troppo vicino alla Lega. Per questa ragione, dopo pressioni interne alla maggioranza, Giorgia Meloni avrebbe deciso di porre il veto sul nuovo super commissario per mantenere equilibrio tra le anime dei partiti su una nomina di grande rilievo politico e amministrativo.

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