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Ecco perché Enel sta guardando allo shopping in Grecia

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Nel mirino di Enel ci sarebbe l’operatore elettrico Hedno, controllata dal colosso statale ellenico Ppc. Si tratta di un’operazione da circa 3,5 miliardi di euro

Enel sta pensando a fare shopping in Grecia e ha messo nel mirino l’operatore elettrico Hedno, controllata dal colosso statale ellenico Ppc. Il 50% in vendita vale circa 3,5 miliardi ma il fatturato da oltre 700 milioni di euro è di tutto rispetto, considerando anche il piano di ristrutturazione con circa duemila esuberi.

LA HEDNO NEL MIRINO. ENEL SE LA GIOCA CON EDF E UN PAIO DI PLAYER CINESI

La vendita della Hedno rientra nel processo di privatizzazione in atto in Grecia che ha già visto Snam, ad esempio, acquisire l’operatore gas Desfa. Come riferisce Mf-Milano Finanze “il ministro dell’Ambiente Kostis Hatzidakis ha infatti aperto il dossier Hedno (Hellenic Electricity Distribution Network Operator), l’operatore di rete di distribuzione elettrica, controllato al 100% dalla travagliata Public Power Corporation (Ppc) e vero gioiellino di quest’ultima. La gara è alle vattute iniziali e ciononostante si sta rivelando agguerrita. Soprattutto per la presenza, secondo quanto risulta a Mf-Milano Finanza di Enel, pronta a giocarsela con alcuni nomi noti come Edf e un paio di player cinesi”.

L’IDENTIKIT DELL’AZIENDA

A essere venduta dai greci sarà il 50% della partecipazione di Hedno per un valore stimato di 3,5 miliardi di euro. L’azienda ha in pancia una rete di 239.236 chilometri e serve 7.543.107 clienti. La spesa annuale per investimenti è di 149 milioni di euro, un costo operativo di 421 milioni “a fronte però di ricavi annuali derivanti dall’uso della rete di 711 milioni per immobilizzazioni della rete di distribuzione con valore residuo fino a 3,6 miliardi.

IL PIANO GRECO

Il piano messo a punto dal governo, prevede “di tagliare circa 2 mila persone (su 16 mila) tramite un regime di uscita volontaria. La realizzazione dell’intero piano di salvataggio richiederà comunque il consenso delle banche – prosegue Mf-Milano Finanze – dato che le attività Ppc costituiscono anche una garanzia per il sistema creditizio del paese che negli ultimi anni è stata la principale fonte di finanziamento per la società in difficoltà. Un altro punto del piano di salvataggio di Ppc prevede poi un aumento delle tariffe elettriche che rafforzerebbe le entrate annuali della società di circa 200 milioni di euro”.