Secondo JP Morgan, l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC non comporterà cambiamenti significativi nell’immediato a causa dello Stretto di Hormuz, ancora bloccato, che impedisce ai produttori del Golfo di aumentare la produzione petrolifera
Secondo JP Morgan, gli Emirati Arabi Uniti potrebbero attrarre maggiori investimenti statunitensi dopo l’uscita dall’OPEC, poiché il Paese potrà produrre più petrolio, una volta terminata l’attuale crisi dello Stretto di Hormuz. Come ricorda Oilprice https://oilprice.com/ , martedì scorso, con un annuncio a sorpresa, gli Emirati hanno dichiarato che usciranno dall’OPEC e dalla più ampia alleanza OPEC+ a partire dal 1° maggio, per perseguire i propri interessi nazionali.
IL RUOLO DEGLI EMIRATI NELLA PRODUZIONE PETROLIFERA GLOBALE
Per anni gli Emirati hanno lavorato per aumentare la propria capacità produttiva di petrolio a 5 milioni di barili al giorno entro il 2027 e si sono spesso scontrati con gli altri produttori OPEC e OPEC+ in merito alle quote. Gli EAU hanno insistito sul fatto che dovrebbe essere loro consentito di utilizzare effettivamente una quota maggiore della loro crescente capacità produttiva inutilizzata.
IL COMMENTO DI JP MORGAN SULL’USCITA DEGLI EMIRATI DALL’OPEC
La decisione degli EAU di uscire dall’OPEC https://energiaoltre.it/emirati-opec-italia-eni/ “potrebbe essere una garanzia per gli investitori che le quote di produzione non limiteranno la produzione petrolifera e la ripresa economica del principale produttore del Golfo, una volta terminata la guerra”, ha affermato Barclays mercoledì scorso in una nota.
Gli analisti della banca d’investimento hanno dichiarato che l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC non comporterà cambiamenti significativi nell’immediato a causa dello Stretto di Hormuz, ancora bloccato, che impedisce ai produttori del Golfo di aumentare la produzione.
La chiusura di questo stretto ha infatti causato la chiusura di numerosi giacimenti petroliferi in tutto il Medio Oriente, con perdite stimate attualmente intorno ai 10 milioni di barili al giorno.
L’OPEC POTREBBE AVERE PROBLEMI A STABILIZZARE I MERCATI PETROLIFERI GLOBALI
“L’uscita degli Emirati Arabi Uniti – che lo scorso anno rappresentavano oltre l’11% della produzione petrolifera dell’OPEC – ridurrà la capacità del cartello di stabilizzare i mercati petroliferi globali”, ha spiegato JP Morgan. “Con l’espansione della capacità di produzione petrolifera a 5 milioni di barili al giorno entro il 2027, gli EAU in teoria avrebbero la possibilità di pompare 1,5 milioni di barili al giorno di greggio in più rispetto ai livelli attuali”, ha aggiunto la banca d’investimento.
LE PREVISIONI DI BARCLAYS E DEGLI ALTRI ANALISTI
Barclays mercoledì scorso ha affermato che gli Emirati sono pronti ad aumentare la loro produzione petrolifera più rapidamente, una volta superata l’attuale crisi di Hormuz. Tuttavia, Amrita Sen, fondatrice e direttrice dell’analisi di mercato di Energy Aspects, ha affermato che l’uscita del Paese arabo “non cambia la capacità dell’OPEC di influenzare i prezzi del petrolio”.
Sen sostiene che tutti i produttori OPEC del Golfo, come gli Emirati Arabi Uniti, cercheranno di pompare il più possibile, una volta terminata la crisi dello Stretto di Hormuz, qualunque sia la data, poiché vorranno riavviare la produzione interrotta e rispondere al progressivo calo delle scorte globali.


