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Ecco perché gli Usa vogliono trivellare l’Artico ma l’interesse si sta raffreddando

Artico

Si pensa che la cosiddetta area 1002 dell’Artico contenga miliardi di barili di petrolio nelle sue profondità.

L’amministrazione Trump si sta muovendo per vendere i diritti di trivellazione nel Arctic National Wildlife Refuge. A riferirlo, riporta Bloomberg, è stato il segretario degli Interni David Bernhardt.

“Stiamo per finalizzare un leasing plan per questo”, ha detto Bernhardt alla Conferenza sull’azione politica conservatrice nel Maryland, senza fornire un calendario più specifico.

INTERESSE PER L’ASTA SI STA RAFFREDDANDO?

La sua dichiarazione arriva a distanza di mesi dai ritardi nella concessione delle licenze – originariamente prevista per dicembre – per scongiurare il timore che i bassi prezzi del petrolio e la decisione di alcune banche di non concedere più prestiti ai progetti petroliferi dell’Artico possano attenuare l’interesse per l’asta, ha sottolineato Bloomberg.

ECCO PERCHÉ

La ragione di ciò è molto semplice, e ancora una volta è il sito finanziario a chiarire: il Dipartimento dell’Interno Usa ha infatti completato lo scorso anno lo studio ambientale richiesto per la perforazione del rifugio artico. Ma sta ancora sviluppando i dettagli della decisione per avviare formalmente l’asta, così come le clausole finali che dovranno guidare lo sviluppo di qualsiasi contratto di concessione riguardante l’artico.

SI IPOTIZZANO MILIARDI DI RISERVE

Il Congresso ha posto fine a una moratoria decennale sulle trivellazioni petrolifere nella pianura costiera artica di 1,56 milioni di acri nel 2017, quando ha sdoganato la possibilità di affidare in concessione la zona per raccogliere fondi che potessero compensare i tagli alle tasse. Si pensa che la cosiddetta area 1002 contenga miliardi di barili di petrolio nelle sue profondità.

Le preoccupazioni sui rischi per gli orsi polari e la tempistica dei lavori hanno impedito di condurre indagini geologiche per aiutare a individuare le potenziali riserve di petrolio e gas, nonché di fornire alle compagnie energetiche nuove informazioni per informare le loro offerte. I precedenti sondaggi geologici della regione sono vecchi di decenni.

JP MORGAN CHASE NON FINANZIERÀ LE TRIVELLAZIONI NELL’ARTICO

Inoltre, JPMorgan Chase ha annunciato che non finanzierà l’estrazione di petrolio e gas nel Arctic National Wildlife Refuge, né continuerà a finanziare molte imprese legate al carbone. L’annuncio è arrivato dopo un pressing durato anni da parte degli ambientalisti e delle popolazioni indigene, che insieme hanno chiesto alla banca – di gran lunga il principale investitore americano in combustibili fossili – di abbandonare i progetti che minacciano il clima.

I dirigenti di JPMorgan Chase hanno dato l’annuncio in occasione dell’annuale Investor Day della banca, durante il quale hanno promesso di smettere di investire e di fornire servizi alle aziende che traggono “la maggior parte delle loro entrate dall’estrazione del carbone” entro il 2024, così come di non fornire finanziamenti all’estrazione di petrolio e gas nell’Artico offshore e onshore. Jennifer Piepszak, CFO di JPMorgan Chase, ha inoltre annunciato che la banca sta impegnando 200 miliardi di dollari in finanziamenti in tre aree di intervento: sostegno all’azione per il clima, all’acqua pulita e alla gestione dei rifiuti; aumento dell’accesso alle abitazioni, all’istruzione e all’assistenza sanitaria; promozione delle infrastrutture, dell’innovazione e della crescita.