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Trivellazioni mondiali di petrolio e gas in aumento nel 2019

Secondo gli analisti di World Oil sarà l’Africa ad avere il maggiore incremento in termini percentuali seguita dal Nord America. In forte crescita anche le trivellazioni offshore (+6%)

Dopo la ripresa delle trivellazioni mondiali di petrolio e gas naturale nel 2018, quest’anno il ritmo di crescita delle esplorazioni in tutto il mondo è destinato ad accelerare, anche se moderatamente. È quanto stimano gli analisti di World Oil.

ANCHE SENZA GLI USA OLTRE 46 MILA POZZI IN TRIVELLAZIONE NEL 2019

I leader indiscussi nell’attività di perforazione lo scorso anno sono stati gli Stati Uniti, con un’impennata della produzione di shale, e anche nel 2019 pare che continueranno a guidare la crescita dell’attività di perforazioni globale. Escludendo gli Stati Uniti, le trivellazioni mondiali sono comunque destinate ad aumentare del 2,5 per cento raggiungendo i 46.209 nuovi pozzi che dovrebbero essere perforati nel corso dell’anno, dopo una crescita più modesta dell’1,6 per cento nel 2018, secondo quanto riportato da World Oil.

PERFORAZIONI OFFSHORE PREVISTE IN AUMENTO DEL 6%

Gli analisti mondiali nel settore petrolifero hanno previsto l’attività di perforazione in otto regioni principali, in cui hanno incluso paesi selezionati, in genere i più grandi produttori di petrolio e gas in ciascuna di queste regioni. Le otto regioni sono il Nord America, ad eccezione di Stati Uniti, Sud America, Europa occidentale, Europa orientale / ex Unione Sovietica, Africa, Medio Oriente, Estremo Oriente-Asia meridionale e Sud Pacifico. Un altro importante passo avanti rispetto alle previsioni è che la crescita delle trivellazioni offshore di petrolio e gas sarà superiore a quella del mercato globale complessivo delle trivellazioni. Mentre l’attività di perforazione globale totale – esclusi gli Stati Uniti – è destinato ad aumentare del 2,5% quest’anno, la perforazione offshore dovrebbe crescere di poco più del 6%, raggiungendo i 2.204 pozzi. Le aree di trivellazione in mare più attive includeranno il Canada orientale, Brasile, Norvegia, Angola, Nigeria, Arabia Saudita, Abu Dhabi, Cina e India, secondo World Oil.

PER RYSTAD ENERGY NEL 2019 PRODUZIONE RECORD DI 10,3 MILIONI DI BARILI GIORNALIERI

Il mese scorso, la società di ricerca Rystad Energy ha stimato che la produzione globale di idrocarburi in acque profonde è destinata a saltare di 700 mila barili giornalieri rispetto al 2018 per raggiungere il record di 10,3 milioni nel 2019, grazie soprattutto ai nuovi giacimenti che entreranno in funzione in Brasile e nel Golfo del Messico. Oltre al Brasile e agli Stati Uniti, gli altri maggiori produttori di acque profonde saranno l’Angola, la Norvegia e la Nigeria.

NORD AMERICA IN CRESCITA MALGRADO LE DIFFICOLTÀ DI CANADA E MESSICO

Suddividendo l’attività di perforazione nelle otto regioni principali, World Oil rileva che nel Nord America incluse Canada, Cuba, Messico ma non gli Usa, si possono stimare 6.932 nuovi pozzi (+5,1%). La perforazione in Canada dovrebbe rimanere piatta quest’anno, dato che l’industria petrolifera sta implementando un taglio della produzione richiesto dalla provincia di Alberta per far fronte alla sovrapproduzione e alla limitata capacità di export, evidenzia World Oil. Il numero di impianti messicani è invece aumentato negli ultimi mesi, e sebbene il nuovo presidente Andrés Manuel Lopez Obrador stia bloccando le gare d’appalto per nuovi blocchi di petrolio e gas e stia rivedendo tutti i precedenti contratti con aziende straniere, c’è ancora la speranza che non venga innescata una completa marcia indietro rispetto alla riforma energetica del suo predecessore. trivelle

SUD AMERICA IN GRAN SPOLVERO GRAZIE A BRASILE E GUYANA

Il Sud America incluse Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Perù dovrebbero trivellare 2.526 nuovi pozzi, (+1,7%): secondo World Oil i punti caldi saranno Brasile e Guyana che compenseranno il massiccio declino stimato nel 15,8 per cento in Venezuela e l’Argentina paesi nei quali il crollo economico sta continuando.

EUROPA TRAINATA DA NORVEGIA E REGNO UNITO A OVEST E DALL RUSSIA A EST

In Europa occidentale sono previsti 431 nuovi pozzi (+3,9%). Le perforazioni saranno trainate dall’alta attività offshore della Norvegia e del Regno Unito, con un ritmo di crescita simile all’aumento del 5,7 per cento nel 2018. In Europa Orientale (compresa la Russia) World Oil stima 11.269 nuovi pozzi con un +1,4% dopo la crescita del 4,3% dello scorso anno, trainata soprattutto dalla produzione russa record dovuta all’espansione del suo più grande produttore di petrolio Rosneft.

IN AFRICA LA CRESCITA MAGGIORE A LIVELLO MONDIALE

La perforazione in Africa dovrebbe crescere al ritmo più veloce tra tutte le regioni, ben l’8,7%, con Angola ed Egitto in testa e 929 pozzi complessivi. L’attività in Medio Oriente è prevista, invece, in calo dello 0,5% con 2954 pozzi complessivi perforati, ma i principali produttori Opec Arabia Saudita, Iraq e gli Emirati Arabi Uniti si stimano tutti in crescita, rispettivamente del 5,4%, 1% e 2,5%. L’Estremo Oriente-Sud Asia vedrà la perforazione in aumento del 2,6% (con 20.901 nuovi pozzi), dopo un salto del 12% nel 2018, con le trivellazioni cinesi previste in aumento del 2,5%, e le maggiori compagnie energetiche che puntano ad incrementare la produzione interna di petrolio e gas. Infine, nel Sud Pacifico le perforazioni aumenteranno del 3 per cento (raggiungedo quota 276 pozzi), con l’attività australiana in crescita del 2 per cento, secondo World Oil.