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Egitto punta a diventare un hub dell’energia per l’Africa

Egitto

Il costo medio di produzione di elettricità in Africa è di 14 centesimi per chilowatt. Una quota che il presidente dell’Egitto Sisi ha assicurato di poter dimezzare. L’unico ostacolo, ha sottolineato, è la mancanza di linee di trasmissione

L’Egitto si candida a diventare un punto di riferimento nel settore energetico per l’Africa nord-occidentale. Per capire perché, basta leggere le dichiarazioni del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi dello scorso 11 dicembre al Forum di Assuan per la pace e lo sviluppo sostenibili, durante il quale il politico egiziano ha annunciato che il paese è pronto a esportare il 20% della sua energia elettrica in eccesso nei paesi africani.

PREZZI MODICI

L’affermazione del presidente Sisi, riferisce il sito del quotidiano online Al Monitor, è arrivata in risposta alle parole del presidente del Niger Mahamadou Issoufou secondo cui il costo medio di produzione di elettricità in Africa è di 14 centesimi per chilowatt. Una quota che Sisi ha assicurato di poter dimezzare. L’unico ostacolo, ha sottolineato, è la mancanza di linee di trasmissione.

LA QUERELLE SULLA DIGA ETIOPE

Il problema è rappresentato, principalmente, dal conflitto egizio-etiope sulla diga Grand Ethiopian Renaissance etiope. Mentre per l’Etiopia, la diga è un progetto nazionale che la aiuterà a esportare elettricità e ad attuare progetti di sviluppo, l’Egitto è preoccupato per il suo impatto sul già in calo del livello del fiume Nilo.

COMPLETATE MOLTE LINEE ELETTRICHE DI TRASMISSIONE

Ayman Hamza, portavoce del Ministero dell’elettricità, ha dichiarato ad Al-Monitor: “L’Egitto vuole diventare un hub energetico regionale. Molte linee elettriche sono state realizzate in questo senso, anche con Giordania e Libia. C’è anche un piano per stabilire una linea con l’Arabia Saudita”. Tuttavia, “le linee elettriche con l’Africa meridionale richiedono collegamenti con il Sudan, che l’Egitto ha completato con capacità che vanno da 100 a 300 MW attraverso una linea di trasmissione a doppio circuito che va dalla stazione di trasformazione egiziana Toshka 2 a quella sudanese di Arqin”, ha aggiunto Hamza.

SI GUARDA ANCHE ALL’EUROPA

Non solo. Hamza ha sottolineato che l’Egitto non vede l’ora di esportare elettricità anche in Europa attraverso un progetto tra Egitto, Cipro e Grecia, per il quale è stato firmato un accordo quadro. L’accordo prevede l’estensione di un cavo sottomarino con una capacità di 2.000 MW.

SIEMENS HA COMPLETATO TRE CENTRALI

Farouk al-Hakim, capo della Divisione Electricity and Energy di Engineers Syndicate, ha dichiarato ad Al-Monitor: “Dopo che Siemens ha completato le tre gigantesche centrali elettriche nel luglio 2018, la produzione di energia egiziana ha raggiunto i 50.000 MW e poiché ne consumiamo solo 30.000 MW ha a disposizione un surplus di 20.000 Mwda esportare”.

È GARA CON L’ETIO$PIA

Il maggiore Hamdi Bakhit, membro della commissione parlamentare egiziana per la difesa e la sicurezza nazionale, ha dichiarato ad Al-Monitor che le soluzioni ai problemi dei paesi africani sono nelle mani africane e non in quelle dei paesi che drenano la ricchezza africana: “L’Egitto esporterà il suo surplus di elettricità nei paesi africani che ne hanno bisogno. Vuole farlo prima che l’Etiopia esporti l’elettricità generata dalla diga nei paesi vicini. L’Egitto ha ripetutamente offerto di cooperare con l’Etiopia nel campo dell’energia idroelettrica, ma tutto ciò che l’Etiopia vuole è provocare un danno all’Egitto”.

LE RISORSE IDRICHE DEL CONGO POTREBBERO GENERARE MOLTA ENERGIA. IL PROBLEMA RIMANE LA RETE

Abbas Sharqi, capo del dipartimento delle risorse naturali dell’African Research Institute dell’Università del Cairo, ha dichiarato ad Al-Monitor: “Il continente africano ha molte risorse naturali. L’acqua in Congo è sufficiente per soddisfare il fabbisogno di elettricità dell’Africa se venisse realizzata una diga, ma tale energia è inutile in assenza di una rete elettrica. Sfortunatamente, il 70% della popolazione dell’Africa meridionale è senza elettricità, anche se il continente ha un grande potenziale”.