La reazione dei prezzi all’ingrosso si è mostrata frammentata nei diversi mercati regionali. Laddove il GNL gioca un ruolo centrale, come nell’Unione Europea e in Giappone, i prezzi spot medi dell’elettricità hanno subito un balzo superiore al 30% su base annua nel corso del secondo trimestre del 2026. Al contrario, le quotazioni sono rimaste sostanzialmente stabili negli Stati Uniti, mentre in India hanno registrato incrementi contenuti entro il 10%.
Nonostante le tensioni, i sistemi elettrici mondiali hanno retto l’impatto grazie all’arrivo di forniture aggiuntive di GNL provenienti dal Nord America. I picchi di prezzo del gas hanno tuttavia innescato un temporaneo fenomeno di fuel switching, spingendo diversi Paesi europei e asiatici a riattivare o incrementare la produzione a carbone. Parallelamente, l’apporto delle fonti pulite ha contribuito in modo determinante a diversificare l’approvvigionamento e ad ammortizzare le ripercussioni dello shock.
Il vero cambio di passo strutturale riguarda la transizione verso la decarbonizzazione. Nel corso del 2026 le fonti rinnovabili compiranno lo storico sorpasso sul carbone, diventando la prima fonte di generazione elettrica al mondo dopo la sostanziale parità toccata nel 2025. Con un tasso di crescita stimato oltre l’8% nel 2026, la quota delle rinnovabili nel mix elettrico globale salirà dal 33% del 2025 al 37% entro il 2027.
All’interno di questo comparto spicca la traiettoria del solare fotovoltaico. Negli ultimi due anni l’energia solare ha registrato uno sviluppo imponente: nel 2026 supererà l’eolico, posizionandosi come seconda fonte rinnovabile per volumi generati a livello mondiale, subito dietro all’idroelettrico. L’output elettrico del fotovoltaico aumenterà di circa 600 TWh nel 2026 — eguagliando il primato annuale stabilito nel 2025 — per poi confermare un’espansione di analoga portata anche nel 2027.
