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Emergenza energia: dopo l’attacco in Iran spariscono le offerte a prezzo fisso per le imprese

Assium, Aepi e Consumerismo chiedono lo stop immediato al Dl Bollette denunciando speculazioni su gas e carburanti. Il prezzo del diesel vola sopra 1,8 euro in diverse regioni d’Italia.

Il sistema energetico italiano mostra i primi segni di cedimento strutturale all’indomani dell’escalation militare in Medio Oriente. Nelle ultime ore si è registrata una chiusura massiva delle offerte a prezzo fisso per luce e gas destinate alle piccole e medie imprese, un segnale che le associazioni di categoria interpretano come una vera e propria rottura del mercato. Secondo quanto riportato in una nota congiunta da Aepi, Assium e Consumerismo No Profit, questa sparizione improvvisa dei contratti tutelati dal rischio prezzo non sarebbe un fenomeno fisiologico, ma il sintomo di una profonda crisi di fiducia.

La notizia, suffragata dai dati sui rincari dei carburanti elaborati dal Codacons e dalle denunce di speculazione dell’Aduc, spinge le associazioni a chiedere al Governo l’immediato stop all’iter di conversione del Dl Bollette, giudicato insufficiente e troppo sbilanciato a favore degli operatori.

OFFERTE A PREZZO FISSO: IL CROLLO DEL MERCATO PER LE PMI

La scomparsa dai listini dei contratti a prezzo bloccato in un solo giorno rappresenta un colpo durissimo per il settore produttivo, in particolare per le PMI che costituiscono il 99% dell’economia reale italiana. “La sparizione dei contratti a prezzo fisso in un solo giorno non indica una crisi strutturale dei prezzi, ma una crisi di fiducia che ricadrà interamente su famiglie e imprese”, ha dichiarato Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo.

Secondo l’associazione, il Dl Bollette ignorerebbe le opacità di un mercato che permette di scaricare sistematicamente il rischio sui consumatori finali, finendo per tutelare esclusivamente lo status quo dei grandi operatori energetici a discapito della stabilità economica dei cittadini.

L’APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI: FERMARE IL DL BOLLETTE

La richiesta di riscrivere il provvedimento nasce dalla convinzione che i sussidi temporanei non siano più sufficienti. Federico Bevilacqua, Presidente di Assium, ha sottolineato l’inefficacia della strategia attuale: “Non possiamo continuare a bruciare miliardi in bonus emergenziali senza una strategia su micro-produzione e comunità energetiche”.

Tra le proposte avanzate per riformare il comparto spicca il superamento del meccanismo del prezzo marginale, il taglio dei costi di rete e l’introduzione obbligatoria dell’Utility Manager, figura professionale ritenuta necessaria per garantire una gestione trasparente delle utenze. Mino Dinoi, presidente di Aepi, ha aggiunto una riflessione sulla distribuzione iniqua delle risorse, evidenziando come la capitalizzazione in Borsa sia concentrata nelle controllate mentre l’economia reale soffre, alimentando uno scontro che rischia di paralizzare il Paese.

SPECULAZIONE E CARBURANTI: I DATI DELLA STANGATA

Parallelamente al fronte elettrico, si assiste a una fiammata dei prezzi alla pompa che l’associazione Aduc definisce apertamente speculativa. Sebbene il petrolio sia salito a circa 80 dollari al barile e il gas al TTF di Amsterdam viaggi tra i 45 e i 50 euro al megawattora, si tratta di quotazioni delle materie prime che richiederebbero tempo prima di incidere sui listini al consumo. “È la solita storia dei mercanti, che giocano in prevenzione anche quando i loro specifici grossisti sono fermi”, denuncia l’Aduc, invitando i consumatori a confrontare i venditori e a non subire passivamente rincari ingiustificati basati esclusivamente sulla narrazione mediatica della guerra.

I dati regionali elaborati dal Codacons e forniti dal Mimit confermano però rincari a cascata su tutta la rete. In nove regioni (Basilicata, Calabria, Liguria, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige) la benzina al self ha già superato la soglia di 1,7 euro al litro. Il gasolio ha raggiunto una media nazionale di 1,760 euro al litro, con picchi di 1,820 euro a Bolzano e ben 1,845 euro sulla rete autostradale. Questi aumenti colpiscono carburanti che, tecnicamente, sono stati prodotti con petrolio acquistato mesi fa a prezzi più bassi, aggravando non solo il costo dei rifornimenti ma anche quello di tutta la merce trasportata su gomma.

I CINQUE PILASTRI PER UNA RIFORMA STRUTTURALE

Per uscire dall’emergenza, Aepi, Consumerismo e Assium sollecitano una riforma di sistema basata su cinque punti cardine. In primo luogo, la revisione del mercato con il superamento del prezzo marginale; seguono la tutela definitiva contro i contratti telefonici e le truffe, l’inserimento obbligatorio della competenza professionale dell’Utility Manager, l’efficienza strutturale tramite incentivi alle rinnovabili di piccola taglia e, infine, la conversione dei sussidi.

L’obiettivo è trasformare i fondi oggi destinati ai bonus temporanei in investimenti strutturali per l’autonomia energetica. Senza un cambio di rotta immediato, avvertono le associazioni, la chiusura delle offerte a prezzo fisso sarà solo l’inizio di una nuova emergenza sociale che colpirà l’anello più debole della catena economica.

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