Il Governo punta all’approvazione della delega nucleare entro l’estate e candida l’Italia a hub per lo stoccaggio strategico. Resta l’incertezza sul rinnovo del taglio delle accise.
Il Governo stringe i tempi sui dossier energetici considerati vitali per la competitività del sistema produttivo nazionale. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, si sono riuniti a Palazzo Piacentini per definire una strategia d’azione coordinata. Al centro del confronto, le necessità urgenti del comparto industriale, l’accelerazione delle fonti rinnovabili e la gestione delle materie prime critiche.
La notizia, confermata dal Ministro Pichetto Fratin durante l’evento organizzato da Agenda Italia, “La sfida energetica per la crescita del Paese”, delinea un percorso volto a snellire la burocrazia e a garantire stabilità ai prezzi energetici, messi sotto pressione dalle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz.
IL PATTO DI PALAZZO PIACENTINI PER LA CRESCITA
Il vertice tra Urso e Pichetto ha sancito l’impegno dell’esecutivo nel rafforzare il percorso di semplificazione normativa. I due ministri hanno condiviso aggiornamenti cruciali per ridurre il carico amministrativo che grava sulle aziende, con un focus specifico sullo sblocco delle concessioni e sulla velocizzazione delle autorizzazioni nel comparto delle energie pulite.
L’obiettivo dichiarato è incentivare gli investimenti privati alleggerendo il peso della macchina burocratica. In questo contesto, è stata ribadita la centralità delle sette proposte progettuali italiane inviate alla Commissione Europea nell’ambito del Critical Raw Materials Act. Queste iniziative, già approvate dal Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE), sostengono la candidatura dell’Italia come sede di siti pilota per lo stoccaggio strategico di minerali e metalli essenziali per la manifattura tecnologica.
NUCLEARE: NESSUNO SLITTAMENTO E OLTRE 500 EMENDAMENTI
Un passaggio fondamentale dell’agenda energetica riguarda il futuro dell’atomo sostenibile. Il Ministro Pichetto Fratin ha categoricamente smentito le indiscrezioni riguardanti un possibile rinvio del disegno di legge delega sul nucleare. “Questa mattina ho letto la rassegna stampa e ho letto di slittamenti: qualcuno di voi vada sul sito e tiri giù, ci sono 150 pagine di emendamenti”, ha precisato il titolare del Mase. Pichetto ha confermato di aver avuto un colloquio con il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per valutare il pacchetto di circa 500 emendamenti depositati. Molte di queste proposte, pur essendo valide nel merito, sono state giudicate troppo specifiche per una legge delega o non ancora mature rispetto all’evoluzione tecnologica dei prossimi cinque anni.
“Confido nell’approvazione del disegno di legge delega entro la pausa estiva”, ha aggiunto il Ministro, sottolineando che questo passaggio creerà le condizioni per definire i decreti delegati su modelli di controllo e tecnologie.
MATERIE PRIME E CARBURANTI NELLA MORSA DI HORMUZ
L’attenzione resta alta anche sul fronte dei prezzi alla pompa, condizionati dall’instabilità internazionale. Il Governo sta monitorando con cautela la scadenza del taglio delle accise, prevista per il prossimo 21 maggio. Pichetto Fratin ha chiarito che un eventuale rinnovo dipenderà dalle valutazioni del Ministero dell’Economia e dalle dinamiche europee.
“Andare oltre il 21 con il blocco di Hormuz significa prepararci a qualcosa che ha conseguenze molto durature”, ha spiegato il Ministro, riportando il ragionamento del collega Giorgetti: le spese per i carburanti andrebbero considerate come oneri di emergenza, da non conteggiare rigidamente nel patto di stabilità. La volatilità resta estrema: se il gas aveva toccato punte di 48 euro al MWh, le ultime rilevazioni hanno mostrato cali repentini, rendendo difficile fare previsioni a quindici giorni.
LE SFIDE DELLE RINNOVABILI TRA BUROCRAZIA E IDEOLOGIA
Nonostante la volontà di semplificare, il percorso delle energie rinnovabili continua a scontrarsi con resistenze radicate. Il Ministro dell’Ambiente ha evidenziato come il problema non sia solo tecnico, ma spesso politico e ideologico. Se da un lato il lavoro delle commissioni di valutazione sta sfoltendo i tempi storici di attesa, dall’altro persiste l’opposizione di alcuni territori e regioni che respingono sistematicamente ogni istanza.
“Bisogna trovare un punto di equilibrio tra le necessità del ministero e posizioni di natura ideologica che dicono no a tutto”, ha rimarcato Pichetto. Parallelamente, sul fronte dei sussidi ambientalmente dannosi (SAD), il Ministro ha specificato che il nuovo catalogo non è un’ipotesi di lavoro futura ma una fotografia fedele dello “stato dell’arte”, basata sugli strumenti attualmente esistenti.
DIALOGO CON L’EUROPA: ETS E DECRETO BOLLETTE
Infine, resta aperto il confronto tecnico con Bruxelles sull’articolo 6 del decreto bollette, che riguarda il divieto di aiuti di Stato in ambito ETS (Emission Trading System). Pichetto Fratin ha confermato che la discussione è in corso e che solo al termine di una valutazione tecnica congiunta con la Commissione Europea verranno tratte le conclusioni definitive. La trasparenza e la flessibilità tecnologica rimangono i pilastri su cui il Mase intende muoversi, evitando vincoli troppo stringenti che potrebbero frenare la ricerca e lo sviluppo industriale proprio in una fase di transizione così delicata.


