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Energia eolica in Italia: i parchi del vento diventano la nuova frontiera del turismo sostenibile

La quinta edizione della guida di Legambiente premia l’integrazione tra paesaggio e fonti rinnovabili. Tra i big, il gruppo guidato da Flavio Cattaneo accelera sulla transizione con 20 miliardi di euro per le fonti pulite.

Il vento in Italia non è più soltanto una risorsa fondamentale per la produzione di energia pulita, ma si trasforma in un volano per il turismo lento e la valorizzazione dei borghi interni. Sono 34, in particolare, gli impianti eolici attivi lungo la Penisola che si sono distinti per la capacità di integrare l’innovazione tecnologica con la tutela del paesaggio, offrendo itinerari inediti tra trekking, cicloturismo e birdwatching. Almeno stando a quanto emerge dalla fotografia scattata dalla quinta edizione della guida “Parchi del vento”, curata da Legambiente con il patrocinio di ANEV e il contributo di diversi partner industriali.

I NUOVI ITINERARI TRA ENERGIA E BELLEZZA

La mappatura di Legambiente propone un viaggio che attraversa l’Italia da nord a sud, toccando territori spesso lontani dalle rotte turistiche tradizionali. Esempi emblematici di questa sinergia sono le nuove entrate della guida, come il sito di Sa Turrina Manna in Sardegna e quello di Baselice in Campania. Nel primo caso, un impianto da 80 MW di capacità si inserisce tra i boschi della Gallura e il Lago Coghinas, trasformando le strade di manutenzione in sentieri panoramici.

A Baselice, nell’Appennino beneventano, le turbine sorgono a 900 metri di altitudine lungo la Val Fortore, unendo la generazione elettrica a percorsi enogastronomici e storici. Queste installazioni dimostrano come le infrastrutture energetiche possano coesistere con la storia dei borghi e le eccellenze agroalimentari del territorio.

PIANO STRATEGICO E INVESTIMENTI NEL SETTORE GREEN

In questo contesto di crescita, il ruolo dei grandi operatori industriali appare decisivo per il raggiungimento degli obiettivi climatici nazionali. Il gruppo guidato da Flavio Cattaneo, come evidenziato nel piano strategico 2026-2028, ha previsto ad esempio investimenti complessivi per 53 miliardi di euro, destinando ben 20 miliardi allo sviluppo delle energie rinnovabili.

L’obiettivo è l’aggiunta di 15 GW di nuova capacità per superare quota 80 GW totali entro il 2028. Oltre il 75% di questa nuova potenza sarà focalizzato sull’eolico, sul fotovoltaico e sui sistemi di accumulo Battery Energy Storage Systems (BESS), strumenti indispensabili per stabilizzare la rete a fronte dell’intermittenza delle fonti naturali.

A testimonianza di questo percorso, Enel attraverso Enel Green Power Italia S.r.l., ha recentemente firmato e perfezionato un accordo con WEB Ariano S.r.l., società detenuta da WEB Windenergie AG, per l’acquisizione dell’intero capitale sociale di Campo Eolico Ariano – CEA S.r.l, che detiene un impianto eolico operativo, situato in Campania, con una capacità installata complessiva di 84 MW e una produzione media annua pari a circa 0,2 TWh.

TECNOLOGIA E TUTELA DELL’AMBIENTE IN PUGLIA E SICILIA

L’evoluzione tecnologica permette oggi di realizzare cantieri a ridotto impatto ambientale e con una maggiore efficienza operativa. In Puglia, i progetti di Latiano e Serracapriola, che entreranno in fase realizzativa nel 2026, utilizzeranno turbine di ultima generazione con torri divise in segmenti per agevolare i trasporti pesanti.

Particolare attenzione viene rivolta alla biodiversità, con l’impiego di dissuasori acustici per la protezione dei pipistrelli. In Sicilia, gli impianti di Gangi e Partanna rappresentano rispettivamente la storia e il futuro del settore: se il parco delle Madonie evita ogni anno l’emissione di 30.000 tonnellate di CO2, quello di Trapani mostra come le nuove installazioni siano progettate in totale armonia con le curve del crinale montuoso.

INNOVAZIONE INDUSTRIALE E STAMPA 3D

La ricerca di soluzioni sostenibili passa anche per progetti d’avanguardia come OM3GA, finanziato dal PNRR. Questa iniziativa introduce l’uso della stampa 3D (Additive Manufacturing) per la costruzione delle sottostazioni elettriche, riducendo della metà i tempi di realizzazione e il consumo di materiali.

Parallelamente, la partecipazione al progetto europeo DeRemCo mira a risolvere il problema del fine vita delle pale eoliche, sviluppando processi per il recupero dei materiali compositi. Sul fronte del design, il concorso internazionale WinDesign ha raccolto oltre 500 proposte da 60 Paesi per ideare turbine che siano sempre più integrate esteticamente con le comunità locali.

LA SFIDA DEL PERMITTING E GLI OBIETTIVI AL 2030

Nonostante il dinamismo tecnologico, il settore deve affrontare ostacoli burocratici che rischiano di rallentare la transizione energetica. Sarebbe utile, infatti, velocizzare l’iter autorizzativo, svincolando oltre 150 GW di progetti sulle energie rinnovabili oggi in attesa di via libera, come ha ricordato anche l’Ad di Enel, Flavio Cattaneo nel suo intervento durante l’evento “Futuro Capitale”.

Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) fissa, infatti, il traguardo di 28 GW di capacità eolica entro il 2030. Raggiungere tale obiettivo richiederà un impegno corale tra istituzioni e imprese per trasformare il potenziale del vento in una colonna portante della sovranità energetica e dello sviluppo sostenibile italiano.

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