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Eni

Eni accelera tra Venezuela, biofuel e nuove scoperte. La nuova strategia globale

  Dalle nuove scoperte in Indonesia e Venezuela al nodo stoccaggi in Europa: tutte le mosse di Eni per affrontare uno scenario sempre più volatile

Un accordo “sostenibile” per chiudere i conti con il passato e rilanciare il futuro in Venezuela, una spinta decisa sui biocarburanti e una strategia globale sempre più orientata alla diversificazione. Dalla presentazione dei risultati del primo trimestre 2026 emerge un quadro in movimento per Eni, alle prese con uno scenario energetico complesso ma ricco di opportunità.

ENI, VENEZUELA: NUOVI ACCORDI IN ARRIVO

Uno dei dossier più rilevanti riguarda il Venezuela. Guido Brusco, Chief Operating Officer Global Natural Resources, ha annunciato la firma di un accordo che apre una nuova fase: circa 2 miliardi di dollari di crediti pregressi saranno recuperati attraverso un meccanismo legato allo sviluppo degli asset petroliferi.

Un modello “molto flessibile”, basato su produzione e carichi di greggio, che punta a trasformare un problema storico in leva industriale. Parallelamente, l’intesa consente di aumentare i volumi di gas destinati al mercato domestico, rimuovendo colli di bottiglia impiantistici e creando nuove opportunità di export.

GOVERNI APRONO ALLE ESPLORAZIONI

Sul fronte globale, Eni registra un cambio di atteggiamento da parte dei governi, sempre più inclini a favorire nuove esplorazioni con condizioni fiscali più attrattive. Il driver è chiaro: sicurezza energetica.

La diversificazione geografica diventa quindi centrale per le major, soprattutto dopo le incertezze legate ai tradizionali fornitori come Russia e Medio Oriente. Africa, Sud America ed Estremo Oriente emergono come aree chiave per il futuro sviluppo.

ENI, I SAF CRESCONO

Segnali positivi arrivano anche dalla transizione energetica. Stefano Ballista, CEO di Enilive, ha evidenziato un netto miglioramento del mercato dei biocarburanti già nel primo trimestre.

In Europa, nuovi target regolatori – come quello olandese con riduzione delle emissioni al 28% – stanno sostenendo la domanda. Negli Stati Uniti, i margini sono saliti fino a 1,8 dollari per gallone, spinti da nuovi obblighi sui volumi rinnovabili che potrebbero far crescere la domanda del 60% nei prossimi anni.

In questo contesto, il Sustainable Aviation Fuel (SAF) si conferma l’unica soluzione concreta per decarbonizzare il trasporto aereo: anche con un blending limitato al 2%, genera già una domanda significativa.

I risultati operativi riflettono questo trend. Enilive ha registrato un EBITDA adjusted di 220 milioni, in crescita di circa 50 milioni su base annua, trainato dalle bioraffinerie.

L’ALLARME SUL GAS

Sul fronte gas, le prospettive restano tese. Francesco Gattei ha indicato un contesto di prezzi tra 40 e 45 euro/MWh, aggravato da carenze di offerta e colli di bottiglia logistici, in particolare sulle metaniere.

Con gli stoccaggi europei scesi al 25% a fine inverno e ora intorno al 30%, sarà necessario raggiungere livelli tra l’80% e il 90% prima della prossima stagione fredda. Questo implica prezzi più alti e una curva forward ancora sfavorevole.

In questo scenario, Eni ha rivisto anche la strategia di buyback, alla luce di una crisi energetica ritenuta più lunga e profonda del previsto.

ENI: NESSUN PROBLEMA SUL JET FUEL

Sul piano operativo, il gruppo punta a rafforzare il trading, entrando in una nuova fase basata sullo sviluppo delle competenze e su collaborazioni con altri operatori.

Quanto al jet fuel, Eni si dice pronta a garantire tutte le forniture ai clienti, nonostante un contesto differenziato tra operatori.

La crisi in Medio Oriente, invece, ha un impatto limitato. Infatti, solo il 3% della produzione è esposto, mentre sul GNL l’effetto è nullo grazie alla diversificazione delle fonti.

LE NUOVE SCOPERTE IN LIBIA E INDONESIA

Non mancano le novità esplorative. In Libia, un pozzo non commerciale ha comunque fornito dati preziosi su un bacino ancora poco conosciuto. In Indonesia, invece, le nuove scoperte (Geliga e Gula) aprono la strada alla creazione di un nuovo hub produttivo.

Le stime di produzione nel medio-lungo termine potrebbero così salire fino a 700-750 mila barili equivalenti al giorno, ben oltre i target precedenti.

LE NOVITA’ PER PLENITUDE E VERSALIS

Sul fronte finanziario, il debito netto di Plenitude – pari a 2,6 miliardi – sarà deconsolidato nel terzo trimestre, con prospettive di ulteriore riduzione grazie all’aumento di capitale.

Versalis continua invece il percorso di trasformazione industriale, con un miglioramento dell’efficienza stimato in circa 50 milioni e nuovi progetti orientati alla creazione di valore futuro.

LE PREVISIONI DI ENI

Nonostante le incertezze, Eni guarda con fiducia ai prossimi trimestri. Il cash flow è atteso in miglioramento, sostenuto da performance operative solide e da un portafoglio sempre più diversificato.

In un contesto globale instabile, il gruppo rafforza così la propria strategia: combinare sicurezza energetica, flessibilità operativa e accelerazione nella transizione.

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