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ESG

Addio età dell’oro degli ESG. Ecco perché

L’età dell’oro degli ESG potrebbe non tornare più, ma gli investimenti green continueranno a dare rendimenti. Il report di Pitchbook

La transizione energetica rischia di non poter contare sugli investimenti ESG. È quanto emerge dal report “State of Private Market ESG and Impact Investing in 2024” di Pitchbook. L’analisi mostra che la grande Finanza sta abbandonando i fondi green, almeno pubblicamente. Gli ESG rimangono però a galla grazie agli investimenti privati. Quale destino attende gli ESG e quanto contribuiranno alla transizione energetica?

IL FUTURO DEGLI ESG

Wall Street deve mettere tutti i soldi sul piatto per compiere la transizione energetica e realizzare gli obiettivi di decarbonizzazione globali. Invece, i grandi investitori guardano meno agli ESG. Infatti, gli asset manager stanno abbandonando progressivamente i fondi environmental, social and governance, almeno pubblicamente, secondo i ricercatori di Pitchbook. Infatti, preferiscono un supporto più silenzioso, fenomeno che alcuni analisti definiscono “green-hushing”.

Le ragioni di questa scelta sono diverse, secondo il rapporto, e vanno da fattori macroeconomici come tassi di inflazione alti alle politiche messe in campo dai diversi Paesi. È il “risveglio del capitalismo”?

GLI INVESTIMENTI PRIVATI

Per ora, il valore degli ESG regge. Tuttavia, difficilmente tornerà l’età d’oro per i prodotti d’investimento incentrati su principi sociali, di governance e rispetto ambientale.

“Il quadro di investimento continuerà a vedere enormi deflussi e minori rendimenti nei prossimi cicli, principalmente a causa della sua incapacità di generare tassi di rendimento corretti dalla concorrenza, vieta a chi gestisce i patrimoni di mantenere la loro responsabilità fiduciaria e la percezione di iperpoliticizzazione”, ha affermato Marcos Carrington, CEO e fondatore di Environmental Stock Exchange (ENVX).

Nonostante questo, secondo il documento portano ancora rendimenti agli investitori. Non a caso, alcuni lo scelgono come metodo di “creazione di valore e protezione in contesto macroeconomico impegnativo”.

“Non sono emerse prove quantitative che il suo uso richieda di sacrificare rendimenti, Per questa ragione, determinare in che modo i diversi approcci all’ESG influiscono sulla performance finanziaria dei fondi privati ha continuato ad essere estremamente impegnativo” si legge nel rapporto.

BENE IN BORSA

Un primo indizio arriva anche dalle performance di uno degli indici di riferimento: l’MSCI World ESG Leaders. Negli ultimi 3 mesi il titolo ha registrato un rendimento del 22%.

“Si tratta di una partenza significativa dopo la rapida adozione e branding intorno agli ESG nei mercati privati, che si è verificata all’inizio della pandemia”, si legge nel rapporto.

Le performance dei diversi titoli incentrati su ESG sono variabili, ma sempre più investitori privati vedono in prospettiva un potenziale rialzo. Un trend legato all’impatto sempre più evidente del climate change sul Pianeta e alle politiche di decarbonizzazione.

Gli intervistati hanno spesso menzionato iI progresso della transizione energetica e il rafforzamento dell’adattamento ai cambiamenti climatici, “in connessione con la capacità di sfruttare le politiche e la spesa governative”, sono tra le ragioni principali che spingono i risparmiatori ad essere ottimisti, secondo l’analisi.

In particolare, riscuotono molto successo tra i fondi pensioni. Infatti, secondo l’European Pension Survey di Goldman Sachs Asset Management, l’87% degli intervistati considera gli ESG un fattore importante del proprio processo decisionale e il 63% destina oltre il 10% del proprio portafoglio a investimenti sostenibili. L’84% ritiene che l’integrazione di questi criteri nelle decisioni di investimento possa aiutare a ridurre i rischi di lungo periodo.

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