Advertisement Skip to content
Petrolio

Il petrolio Usa minaccia la decarbonizzazione. Ecco perché

I giacimenti di petrolio degli Stati Uniti potrebbe portare allo sforamento del limite di aumento della temperatura terrestre di 1,5C. Il report di Global Energy Monitor

I giacimenti di petrolio e gas degli Stati Uniti rischiano di mandare in fumo i piani di decarbonizzazione. È l’allarme lanciato da un nuovo report del Global Energy Monitor, che delinea uno scenario preoccupante per il piano delineato dagli accordi di Parigi. Ecco perché.

PETROLIO, PERCHÉ IL +1,5C È A RISCHIO

I produttori mondiali di combustibili fossili quadruplicheranno le estrazioni di petrolio e gas entro il 2030, accelerando così la crisi climatica. Infatti, secondo il rapporto, l’industria dell’Oil&Gas si avvia a mettere in commercio 31 miliardi di barili di petrolio equivalente da 64 nuovi giacimenti di petrolio e gas.

Numeri che stridono con le prescrizioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, che ha recentemente dichiarato che se vogliamo raggiungere l’obiettivo di aumento massimo della temperatura terrestre di 1,5 gradi rispetto ai livelli pre-industriali non dovremmo avviare nuovi progetti estrattivi nel settore.

GLI USA METTONO A RISCHIO LA DECARBONIZZAZIONE

Gli Stati Uniti saranno i principali responsabili dello sforamento del limite fissato dagli accordi di Parigi, secondo il rapporto. Un fallimento che avrebbe conseguenze importanti sul clima, prime fra tutti ondate di calore, inondazioni e altri cataclismi naturali sempre più frequenti.

L’allarme nasce dall’analisi dei nuovi progetti approvati dal 2021 ad oggi nel mondo. Infatti, secondo l’AIE negli ultimi le principali compagnie di combustibili fossili hanno continuato ad investire in nuovi progetti su petrolio e gas. Sono stati scoperti giacimenti per future perforazioni per 20 miliardi di barili di petrolio, secondo il nuovo rapporto di Global Energy Monitor.

PETROLIO, IL PRIMATO USA

In particolare, negli ultimi sei anni gli Stati Uniti hanno prodotto più petrolio greggio di qualsiasi altro Paese. Usa, Guyana e altri Paesi delle Americhe hanno rappresentato il 40% dei nuovi barili di petrolio autorizzati negli ultimi due anni. Solo l’anno scorso, è stata autorizzata l’estrazione di 20 giacimenti di petrolio e gas, che produrranno 8 miliardi di barili.

“Nonostante i costanti e chiari avvertimenti che nessun nuovo giacimento di petrolio e gas è compatibile con l’aumento massimo della temperatura di 1.5 gradi, l’industria continua a scoprire e attivare nuovi progetti. È deludente. Mostra una mancanza di impegno sul fronte dell’offerta per gli obiettivi climatici”, ha dichiarato Scott Zimmerman, project manager del tracker globale per l’estrazione di petrolio e gas presso Global Energy Monitor, secondo quanto riporta il Guardian.

“I produttori di petrolio e di gas hanno fornito tutti i tipi di motivi per continuare a scoprire e sviluppare nuovi campi, ma nessuno di questi regge. La scienza è chiara: nessun nuovo giacimento di petrolio e gas, o il pianeta verrà spinto oltre ciò che può gestire”, ha aggiunto Zimmerman.

GLI NDC USA

Gli Stati Uniti avranno un ruolo centrale nel futuro del Pianeta anche da un altro punto di vista. Infatti, influiranno in maniera importante sui nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni (NDC) che i Paesi dell’ONU dovranno rispettare. Gli Usa sembrerebbero voler mettere tutti i Paesi in riga, secondo John Podesta, senior advisor del presidente Biden, in visita in Giappone.

Tuttavia, al momento non sembrano sulla buona strada per raggiungere i target dell’attuale NDC e le prossime elezioni americane rischiano però di peggiorare ulteriormente le cose. Infatti, una vittoria di Donald Trump potrebbe portare a un rallentamento delle politiche climatiche messe in campo dall’attuale presidente. Inoltre, gli Usa potrebbero uscire nuovamente dall’accordo sul clima di Parigi,

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su