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Riforma Ets e Piano elettrificazione Ue aumenteranno le bollette senza tagliare le emissioni. Parola di Arrigoni

Secondo l’ex presidente del Gse, la riforma ETS e il Piano d’elettrificazione dell’Ue imporranno nuovi costi a famiglie e imprese senza ridurre davvero le emissioni globali. Ecco perché

La riforma dell’Ets e il Piano d’elettrificazione dell’Ue sono un’occasione persa che cittadini e imprese pagheranno a caro prezzo, secondo Paolo Arrigoni. Infatti, l’ex presidente del Gse scrive su Linkedin che sono in arrivo stangate sulle bollette di cittadini e imprese italiane e molte aziende saranno costrette a chiudere o delocalizzare per sopravvivere.

PERCHE’ ARRIGONI BOCCIA LA RIFORMA ETS

La proposta di riforma dell’Ets presentata dalla Commissione comporterà altre stangate per cittadini e imprese italiane e un aggravamento del rischio di deindustrializzazione dell’Italia e dell’Europa, secondo Paolo Arrigoni, senior advisor di PAA e Senior Consultant TRG. L’ex presidente del Gse scrive su Linkedin che molte aziende saranno costrette a chiudere o delocalizzare per sopravvivere. Il problema principale è che il nuovo testo ignora le richieste di maggior pragmatismo avanzate dall’Italia e da altri Paesi, secondo Arrigoni. Infatti, estende “i pesanti balzelli” a tutte le industrie che utilizzano combustibili fossili: l’aviazione extra-UE, il trasporto marittimo e la termovalorizzazione rifiuti. Dal 2028, poi, l’ETS2 colpirà edifici, trasporto stradale e piccola industria.

A poco servirà la maggiore gradualità introdotta dall’Ue con la riduzione del numero di quote gratuite e prevedendo l’uso vincolato di almeno il 50% dei proventi delle quote a beneficio di interventi di decarbonizzazione sono solo un lenitivo, secondo l’ex numero uno del Gse. La riforma continuerà a fare il gioco di Cina e di altri Paesi emergenti, che ricorrono al carbone per aumentare lo sviluppo economico, aumentando le emissioni globali di CO2 mentre l’Ue si impegna per ridurle.

I PROBLEMI DEL PIANO D’ELETTRIFICAZIONE UE

Il Piano europeo per l’elettrificazione è una forzatura irrealistica che provocherà danni per i prossimi anni, secondo Arrigoni. Le nuove norme costeranno centinaia di miliardi di euro per finanziare investimenti, sussidi e incentivi, secondo Arrigoni. Questo innescherà una reazione a catena che porterà un aumento delle bollette energetiche di cittadini e imprese e la perdita di competitività della nostra industria. Le ragioni del probabile fallimento del Piano sono l’assenza di pragmatismo e gradualità, secondo Arrigoni.

Raddoppiare il tasso di elettrificazione dei consumi portandolo al 46% al 2040 è un’utopia, secondo l’ex presidente del Gse, se guardiamo al trend europeo degli ultimi dieci anni. Infatti, dal 2016 ad oggi la quota di consumi elettrici sul totale dei consumi energetici è rimasta ferma stabilmente al 23%.

“Illusorio pensare di elettrificare subito il 60% dei consumi termici dell’industria, puntare a 120 milioni di auto elettriche, avere il 40% dei camion elettrici e 1/3 della flotta di traghetti elettrica, e accelerare a 4 milioni/anno entro il 2030 l’installazione di pompe di calore”, scrive Arrigoni.

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