Il Ministro dell’Ambiente punta a sterilizzare la “tassa” Ets sulle emissioni che pesa per 7 miliardi sulle famiglie. “Non è ideologia, è sopravvivenza: serve flessibilità su quote e biofuel per non affogare nelle oscillazioni del mercato”
Il Ministro Gilberto Pichetto Fratin, reduce da un faccia a faccia serrato a Bruxelles, non usa giri di parole nella sua intervista a Repubblica: l’Italia è pronta a dare battaglia in Ue sul sistema ETS (Emission Trading System). Se il principio della decarbonizzazione resta sacro, lo strumento rischia di trasformarsi in un cappio al collo per il sistema Paese, secondo il ministro.
PICHETTO: ETS TASSA DA 7 MILIARDI
Mentre i Paesi del Nord brindano all’eolico offshore e la Francia si scuda con il nucleare, l’Italia, ancora profondamente legata al gas, paga il prezzo più alto. “Per la bolletta italiana il sistema delle quote vale più di sette miliardi”, avverte il Ministro. La richiesta è netta: sterilizzare gli effetti anomali.
Con scostamenti che oscillano tra i 25 e i 30 euro per megawattora — che su scala nazionale si traducono in miliardi di euro — il governo chiederà all’Ue di agire sulle quote gratuite o su meccanismi di riduzione del valore dei titoli di emissione, specialmente in un contesto di economia di guerra.
LA CROCIATA SULLA MOBILITA’
Nell’intervista a Repubblica Pichetto rilancia la sfida italiana sull’auto: e-fuel e biofuel. Il dogma dell’elettrico puro viene messo in discussione da un approccio basato sul ciclo di vita completo del prodotto. L’obiettivo è una “neutralità tecnologica” che permetta all’industria italiana di non essere spazzata via da una transizione calata dall’alto e priva di alternative sostenibili già mature.
“Esistono casi in cui alcune soluzioni elettriche hanno un’impronta emissiva più alta di quanto si pensi”, sottolinea il Ministro.
IL REBUS ACCISE CARBURANTI
Il quadro è ulteriormente complicato dalle tensioni geopolitiche. Se il “decreto bollette” era nato sotto certi auspici, le recenti instabilità in Iran e le oscillazioni violente di gas e petrolio impongono un cambio di rotta. Tuttavia, il ministro ha sottolineato che resta sul tavolo l’ipotesi di una nuova sterilizzazione per frenare i prezzi alla pompa.
IL NODO RINNOVABILI
Il ministro Pichetto rivendica i risultati ottenuti sul fronte delle rinnovabili (“Siamo andati oltre gli obiettivi di 1,5 gigawatt”), ma punta il dito contro le resistenze locali. “Tutti invocano le rinnovabili, ma nessuno le vuole sotto casa”, dice riferendosi polemicamente al caso della Sardegna.


