Skip to content
Riforma ETS 2026

ETS: Pichetto conferma l’intesa con la vicepresidente UE Ribera sulla competitività industriale

Il 15 luglio Bruxelles svela il piano per investimenti e prezzi bassi. In arrivo nuove misure europee per favorire il consumo di elettricità e sostenere la decarbonizzazione.

Il prossimo 15 luglio segnerà un passaggio cruciale per la politica energetica ed economica dell’Unione Europea. In quella data, la Commissione presenterà ufficialmente la riforma del sistema Emission Trading System (ETS) e un pacchetto di interventi coordinati per abbattere il costo dell’elettricità. A margine di un incontro al Politecnico di Torino con la vicepresidente della Commissione UE Teresa Ribera, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato come il confronto si stia concentrando sulla necessità di tarare il mercato delle emissioni per tutelare la competitività delle imprese europee rispetto al resto del mondo, trasformando lo strumento nato nel 2005 in un volano per l’innovazione tecnologica.

UNA SVOLTA PER GLI INVESTIMENTI VERDI E LE QUOTE GRATUITE

Il cuore della proposta comunitaria riguarda la revisione della direttiva che disciplina lo scambio delle quote di emissione di CO2. L’esecutivo UE sta valutando di condizionare la distribuzione dei certificati gratuiti all’adozione di nuovi investimenti nella transizione ecologica. Questo significa che le imprese che sceglieranno di puntare con decisione sulla decarbonizzazione verranno premiate, passando da una logica puramente fiscale a una di supporto industriale.

Sebbene molti Stati membri spingano per una modernizzazione moderata, Paesi come l’Italia e la Polonia hanno espresso preoccupazione per l’impatto dei costi sulle filiere produttive. Per rispondere a queste sfide, Bruxelles punta a promuovere l’utilizzo di crediti raccolti a livello internazionale e a definire un percorso più realistico per la riduzione graduale dei certificati gratuiti, analizzando le specificità di ogni singolo settore industriale coinvolto.

ESTENSIONE AI NUOVI SETTORI E TARGET CLIMATICI AL 2040

La riforma non si limita a correggere i meccanismi esistenti, ma mira a espandere il raggio d’azione dell’ETS. Tra le novità più dibattute figurano l’inclusione degli inceneritori di rifiuti e una stretta sulle emissioni prodotte dai voli extra-europei, mossa che ha già sollevato le critiche di diverse associazioni industriali, tra cui Confindustria.

L’obiettivo complessivo è garantire che ogni comparto contribuisca equamente ai traguardi climatici dell’Unione, che puntano a un taglio netto delle emissioni nocive del 90% entro il 2040. La Presidente Ursula von der Leyen ha più volte ribadito l’efficacia del sistema, ricordando che tra il 1990 e il 2024 il mercato delle quote ha già favorito una riduzione del 39% dei gas serra, ma ha anche aperto alla necessità di adottare condizioni di parità, specialmente per il settore marittimo, oltre l’orizzonte del 2034.

PIANO BOLLETTE E NUOVO FONDO PER LA DECARBONIZZAZIONE

Contestualmente alla revisione delle emissioni, Bruxelles attuerà una strategia per alleggerire le fatture energetiche di famiglie e imprese. L’orientamento dei documenti preparatori suggerisce una fiscalità più favorevole per l’elettricità rispetto al gas naturale e un intervento diretto sugli oneri di rete, pur rispettando la sovranità degli Stati sulle aliquote fiscali. Si punta inoltre a incentivare il consumo nelle fasce orarie meno care per dare maggiore flessibilità alla domanda.

Sul piano delle risorse, l’ETS si conferma un gigante economico: dal 2013 al 2025 ha generato entrate per circa 260 miliardi di euro, di cui 43 miliardi solo nell’ultimo anno. Di questa enorme massa monetaria, due terzi sono stati trasferiti ai Paesi membri. Ora, la Commissione valuta la creazione di un fondo specifico da 30 miliardi di euro, alimentato dalla vendita di 400 milioni di quote, per finanziare esclusivamente progetti industriali a basse emissioni.

L’ITALIA E IL PERCORSO VERSO IL NUCLEARE INTEGRATIVO

In parallelo alla partita europea sul clima, il Governo italiano accelera sulla definizione di una cornice normativa per l’atomo civile. Il Ministro Pichetto Fratin ha auspicato che l’iter del disegno di legge sul nucleare, attualmente all’esame del Parlamento dopo aver superato lo scoglio del Senato, possa concludersi definitivamente prima della pausa estiva.

Una volta approvata la legge, si passerà alla fase dei decreti attuativi per creare le condizioni giuridiche necessarie a riavviare la produzione nel prossimo decennio. Secondo il Ministro, l’energia nucleare non deve essere vista come un’alternativa alle rinnovabili, ma come una fonte integrativa indispensabile per garantire stabilità al sistema e, soprattutto, una riduzione dei prezzi dell’energia elettrica a beneficio dell’intera collettività.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su