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Ets

Il Parlamento Ue boccia il liberi tutti della Commissione sui crediti Ets

La Commissione Ambiente dell’Eurocamera boccia la linea della Commissione Ue e salva il meccanismo di cancellazione della cassaforte dei crediti CO2

Il Parlamento Europeo boccia il “liberi tutti” del Consiglio sugli Ets. La Commissione Ambiente dell’Europarlamento ha votato modificare il meccanismo della cancellazione della Riserva di stabilità del mercato (MSR), che von der Leyen aveva proposto di mandare in soffitta. Tutti i dettagli.

EUROPARLAMENTO BOCCIA PROPOSTA COMMISSIONE ETS SU RISERVA STABILITA’ MERCATO

L’Eurocamera ha deciso tirare il freno a mano contro le mire de regolatorie della Commissione. L’oggetto del contendere è la Riserva di stabilità del mercato (MSR), la cassaforte che assorbe l’eccedenza dei permessi di emissione per evitare che il prezzo della CO2 crolli, rendendo conveniente inquinare. Il meccanismo attuale prevede che tutto ciò che superava i 400 milioni di quote venga cancellato per sempre (invalidato), prosciugando l’eccesso d’offerta. La Commissione, invece, voleva rottamare questo sistema di cancellazione, eliminando i limiti all’accumulo di crediti di CO2.

Un approccio ritenuto rischioso da Strasburgo. Infatti, la Commissione Ambiente del Parlamento europeo (ENVI), si è espressa con 43 voti a favore di uno spostamento in alto dell’asticella del livello di eccedenza. La partita si sposta ora sul tavolo del trilogo con Consiglio e Commissione.

COSA PROPONE L’EUROPARLAMENTO

La Commissione Envi ha proposto una terza via. Il meccanismo di invalidazione resterà in piedi, ma la barra dell’estintore ecologico verrà spostata più in alto: da 400 a 650 milioni di quote a partire dal 1° marzo 2027. L’obiettivo è duplice: dare una boccata d’aria alle imprese ed evitare la svalutazione dei crediti. Infatti, l’aumento mira a creare un “cuscinetto” (buffer) più capiente capace di attutire gli shock di domanda e offerta, evitando impennate dei prezzi energetici. Inoltre, potrebbe impedire che la riserva si trasformi in un buco nero di permessi pronti a invadere il mercato in caso di crisi, compromettendo la rotta verso i target di decarbonizzazione al 2040 e 2050.

LA MEDIAZIONE DI MARAN

Dietro la sintesi politica che ha portato alla proposta del Parlamento europeo c’è la firma del relatore italiano Pierfrancesco Maran (S&D), artefice di una mediazione che ha incassato un perimetro trasversale di consensi.
“Il voto di oggi trova il giusto equilibrio tra ambizione climatica e competitività industriale”, ha commentato Maran a caldo dopo lo scrutinio. “Innalzare la soglia di invalidazione e fissare una data certa dà alla riserva la flessibilità necessaria, salvaguardando il sistema ETS. Questo accordo dimostra che politiche climatiche ambiziose e tutela dell’industria possono camminare di pari passo”.

La partita si sposta ora sul tavolo del trilogo con Consiglio e Commissione. Ma la posizione dell’Eurocamera invia un messaggio inequivocabile ai mercati europei: la transizione verde non si ferma alle lusinghe della deregulation, ma pretende regole certe, stabilità finanziaria e visione strategica.

L’AFFONDO

Gianclaudio Torlizzi, Consigliere del Ministro della Difesa, assesta la stoccata definitiva alla proposta di revisione degli Ets della Commissione Ue.

“La proposta di revisione dell’ETS mi dicono sia una roba desolante, avvilente, frustrante. Non sono affatto sorpreso. Ma ciò affosserà definitamente la nostra industria. Mi sembra sia questo alla fine l’obiettivo. Il Green Deal Eu ha trasformato l’Europa da piattaforma industriale costruita per conquistare la domanda mondiale a mercato nel quale gli altri vengono a vendere. Bravi, cari amici della Commissione!”, scrive Torlizzi su X.

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