Tre settimane per chiudere le trattative e ottenere da Flacks Group tutte le garanzie: è la richiesta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ai commissari dell’ex Ilva
L’Ilva è di nuovo a un bivio. Da una parte il governo che prova ad andare avanti con Flacks. Dall’altra, sindacati e imprese non si fidano e chiedono la nazionalizzazione dell’azienda. È l’esito del confronto tenutosi a Palazzo Chigi tra sindacati, governo e struttura commissariale di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria sul futuro dell’ex Ilva.
LA RIUNIONE A PALAZZO CHIGI
Nella riunione di ieri mattina a Palazzo Chigi è stata confermata la volontà del governo di portare avanti la trattativa con il colosso americano, ma sono emerse perplessità. «Stiamo analizzando con estrema attenzione il piano presentato da Flacks, che su alcuni punti non è ancora del tutto soddisfacente», ha ammesso il commissario Giovanni Fiori. «Invieremo una lettera ultimativa chiedendo di chiarire tutti questi aspetti e di definire il partner industriale, come richiesto dal governo». Secondo quanto scrive Repubblica il tempo stringe, perché, come rileva Urso, vanno sbloccate le risorse necessarie alla continuità produttiva dell’ex Ilva: 149 milioni che hanno già ottenuto il via libera del Parlamento. Ma che «sono erogabili, come richiesto dalla Commissione europea, a condizione che vi sia un acquirente».
FLACKS RESTA IMPEGNATO
Anche Flacks chiede a sua volta garanzie: una recente sentenza del Tribunale di Milano (che sarà impugnata entro il prossimo lunedì) impone all’azienda di riscrivere e dettagliare una serie di prescrizioni ambientali dell’ultima Autorizzazione Aia e di farlo entro il 24 agosto prossimo. Altrimenti a Taranto l’area a caldo dovrà fermarsi. “Nonostante la recente sentenza del Tribunale di Milano, il Gruppo Flacks conferma il proprio impegno a proseguire le trattative per l’acquisizione dell’ex Ilva. L decisione non è considerata dal Gruppo un ostacolo al processo in corso”. Lo ha detto all’Ansa il presidente e ceo del gruppo Flacks, Michael Flacks.
SINDACATI CHIEDONO L’INTERVENTO DELLO STATO
Il tavolo tornerà a riunirsi a fine mese, ma sindacati e imprenditori tornato a chiedere l’intervento diretto dello Stato: «Noi continuiamo a pensare che la soluzione non sia il fondo», conferma il leader della Fiom Michele De Palma, aggiungendo che «è necessario che lo Stato si assuma la responsabilità e la garanzia per i lavoratori e i cittadini». Anche Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim, critica «la testardaggine del governo di provarci con Flacks». «Devono iniziare a pensare a un piano B – afferma – dove il governo è parte trainante dell’assetto proprietario, aggregando poi gli industriali del Paese».
LA SICUREZZA RESTA UN’EMERGENZA
I commissari di Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria e i rappresentanti dei lavoratori si vedranno il 13 marzo a Taranto per parlare di sicurezza insieme agli ispettori dell’Inail, dopo gli incidenti di due operai. I sindacati territoriali hanno scritto una lettera denunciando “grave criticità in materia di sicurezza nel reparto Tfc dell’area ghisa”, già segnalate ai capireparto. Anche se non risulta effettuata neanche la pulizia delle aree interessate tale da permettere un controllo visivo.


