Elkann lancia il piano FaSTLAne 2030 con investimenti record, IA e 60 nuovi modelli. Ma dietro la rivoluzione si nascondono brand promossi e bocciati. Ecco chi sono
Stellantis lancia il suo piano multimiliardario FaSTLAne 2030, ma la Borsa reagisce con freddezza. La strategia del gruppo si fonda su 60 miliardi di investimenti, 60 nuovi modelli di differenti alimentazioni e 50 maxi-aggiornamenti di prodotto. In particolare, Stellantis punterà su quattro brand, che si spartiranno il 70% delle risorse. La nota più dolente è il taglio di 800.000 auto prodotte ogni anno nelle fabbriche Ue.
FASTLANE 2030, ELKAN: UN RESET NECESSARIO
Aprendo l’Investor Day, il presidente John Elkann ha spiegato che FaSTLAne 2030 rappresenta un reset profondo ma necessario per trasformare il DNA di Stellantis, da gigante globale a leader multi-regionale. I numeri, in effetti, sono di quelli importanti: 60 miliardi di euro di investimenti entro il 2030 e 60 nuovi modelli in arrivo. Una vera e propria offensiva multi-energia che spazia dall’elettrico puro all’ibrido, fino ai motori termici ad alta efficienza.
“Stiamo affrontando il più grande periodo di cambiamento e di sfida che l’industria automobilistica abbia mai conosciuto. Nell’ultimo anno il nostro obiettivo è stato tornare ai fondamentali: costruire e vendere grandi auto che i clienti amino”, ha detto Elkann, difendendo a spada tratta la nomina di Filosa (subentrato un anno fa dopo il clamoroso addio di Carlos Tavares), definendola una “scelta naturale”.
CHI SI SPARTISCE I SOLDI DEL PIANO
Il piano FaSTLAne 2030 ridisegna completamente la gerarchia dei marchi del gruppo. Come verranno divisi i 60 miliardi di euro. Il budget sarà spaccato in due: 36 miliardi di euro (il 60%) destinati a prodotti e marchi. I restanti 24 miliardi di euro (il 40%), invece, saranno destinati a piattaforme globali, motorizzazioni e soprattutto Intelligenza Artificiale, che diventerà il cervello dei veicoli del futuro. Da qui al 2027 vedranno la luce tre cervelli digitali: STLA Brain (architettura software), STLA SmartCockpit e STLA AutoDrive (guida autonoma), sviluppati con giganti del calibro di Nvidia, Qualcomm, OpenAI, Mistral AI e Catl.
I BRAND PROMOSSI E BOCCIATI
Jeep, Ram, Peugeot e Fiat si spartiranno il 70% delle risorse destinate ai prodotti. Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo, invece, vengono declassati a marchi puramente regionali. Inoltre, gli storici marchi DS e Lancia perdono l’autonomia gestionale e saranno controllati rispettivamente da Citroën e Fiat. Maserati sarà il cavallo da corsa scelto per rappresentare il segmento del lusso estremo, con due nuovi modelli in arrivo.
I TAGLI ALLA PRODUZIONE UE
In Europa saranno prodotte 800.000 auto in meno ogni anno, ma le fabbriche saranno più efficienti. Stellantis ha annunciato infatti l’intenzione di tagliare la capacità produttiva in Europa di ben 800 mila unità. Al tempo stesso, il gruppo vuole far salire l’utilizzo degli impianti dal 60% attuale all’80% entro il 2030 attraverso la riconversione di alcuni impianti storici e le collaborazioni con i partner. La grande scommessa italiana di Stellantis si chiama e-car, un’innovativa auto elettrica economica che sarà prodotta nello storico stabilimento di Pomigliano d’Arco. Sul fronte dei costi, il nuovo programma Value Creation Program (Vcp) punta al taglio di 6 miliardi di euro all’anno di costi entro il 2028, con la promessa di dimezzare i tempi di sviluppo delle nuove auto, portandoli da 40 a soli 24 mesi.
FILOSA PUNTA TUTTO SUGLI USA
In Nord America si concentrerà il 60% degli investimenti sul prodotto. Filosa ha promesso un’invasione di mercato senza precedenti. Il cavallo di Troia per conquistare gli Usa saranno nuovi modelli sotto i 30.000 dollari.
“Aumenteremo la nostra copertura di mercato dal 60% al 90%, entrando in 5 segmenti dove oggi non esistiamo. Arriveranno un nuovo pick-up medio, uno compatto e un furgone”, ha sottolineato il ceo.
L’ASSE CON LA CINA
Per vincere la guerra dell’auto, Filosa scommette sulle alleanze geopolitiche. Nel corso dell’Investor day il gruppo ha confermato la condivisione della capacità produttiva con la cinese Leapmotor negli stabilimenti spagnoli di Madrid e Saragozza per blindare il “Made in Europe”. Ma la vera novità è il raddoppio dell’asse con lo storico partner cinese Dongfeng partendo dallo stabilimento di Rennes, in Francia.
Infatti, il gruppo ha confermato che nascerà una nuova joint venture europea (controllata al 51% da Stellantis) e che partirà con un progetto nello stabilimento francese. Dalla fabbrica usciranno due nuove Peugeot e due nuove Jeep. Ma Stellantis non guarda solo alla Cina. Con l’indiana Tata ha stretto un asse strategico negli Stati Uniti con Jaguar Land Rover per esplorare sinergie tecnologiche segrete.


