Sostenibilità

FederIdroelettrica: c’è preoccupazione per il futuro del comparto

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Con il Decreto Fer 1 “vengono, inspiegabilmente, negati gli incentivi a quegli impianti che rispettano quanto previsto dai suddetti decreti”.

FederIdroelettrica, la Federazione che opera sul territorio nazionale fin dal 1995, a difesa e tutela dei diritti dei produttori idroelettrici di impianti fino a 3 MW, esprime in una nota “forte preoccupazione per il futuro del mini-hydro qualora il Decreto FER1 venisse licenziato nel testo oggi all’esame dell’Unione Europea”.

IN DECRETO FER 1 NESSUN INCENTIVO PER GLI IMPIANTI IDROELETTRICI AD ACQUA FLUENTE

rinnovabili“In tale testo – sottolinea FederIdroelettrica nella nota -, non sono previsti incentivi per gli impianti idroelettrici c.d. ad acqua fluente, in quanto, a detta del Ministero dell’Ambiente e delle Associazioni ambientaliste, creano un impatto ambientale non più sostenibile; ciò che è più assurdo è che proprio il Ministero dell’Ambiente nel febbraio 2017 ha emanato due decreti, uno per la valutazione ambientale ex-ante delle derivazioni idriche e l’altro per l’aggiornamento dei metodi di determinazione del deflusso minimo vitale al fine di garantire il mantenimento nei corsi d’acqua del deflusso ecologico a sostegno del raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici definiti ai sensi della Direttiva 2000/60/CE”.

POSSIBILE REALIZZARE IMPIANTI IDROELETTRICI NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE

Secondo FederIdroelettrica, dunque, “con questo Decreto vengono, inspiegabilmente, negati gli incentivi a quegli impianti che rispettano quanto previsto dai suddetti decreti. Ovviamente tutti sappiamo che non è così come dicono in quanto è assolutamente possibile realizzare un impianto idroelettrico nel rispetto di tutte le componenti ambientali – osserva l’associazione-. Il testo del Decreto proposto dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente, che giova ricordare sono amministrati dal Movimento 5 Stelle, ha costretto la Regioni ad esprimere parere negativo nella Conferenza Unificata del 20 dicembre u.s.. E’ notizia di pochi giorni fa che, nonostante il suddetto parere negativo, il testo del Decreto è stato inviato all’Unione Europea per l’espressione del previsto parere”.

COMPARTO IN CRISI, MERCATO FERMO DA DUE ANNI

“L’intero comparto, già in crisi per il fatto che il mercato è praticamente fermo da oltre due anni, è preoccupato, in quanto, la politica intrapresa dal Movimento 5 Stelle sarebbe un gravissimo colpo che costringerebbe molte aziende che lavorano nell’indotto creato dalla realizzazione di impianti a chiudere i battenti; proprio per questo FederIdroelettrica in data 23/10/2018 ha sottoscritto, prima volta in Italia, un accordo con quasi tutti i principali costruttori di turbine. La Lega, che nei mesi precedenti la Conferenza Unificata aveva ‘promesso’ di dare battaglia affinché fossero previsti nel decreto gli incentivi altrimenti negati dal Movimento 5 Stelle, ora tace e non rilascia più dichiarazioni al riguardo”, aggiunge ancora la nota.

FEDERIDROELETTRICA CONTINUERÀ NELLA BATTAGLIA

“Nonostante la situazione sia decisamente critica, FederIdroelettrica continuerà nella sua battaglia, finalizzata ad ottenere il giusto riconoscimento per l’idroelettrico, fiore all’occhiello dell’ingegneria italiana nel mondo”, conclude la nota.