L’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Stefano Antonio Donnarumma sull’aumento dei costi delle opere: “Normale che si apra una trattativa, due miliardi possibile punto d’atterraggio”
Stefano Donnarumma, ospite del forum Ansa Incontra è un fiume in piena. L’ad di Ferrovie dello Stato si scaglia contro i sabotatori professionisti: “Esperti dietro i sabotaggi ai Giochi”. Donnarumma sottolinea anche che il 2025 è stato un anno “da record” in termini di investimenti, definendo i 20 miliardi di euro di extra-costi delle opere infrastrutturali una cifra “fantasmagorica”.
SABOTAGGI AI GIOCHI
Per l’ad di Ferrovie dello Stato, i sabotaggi sono tentativi che “denotano un expertise per arrecare” danni. “La nostra linea, che conta 17 mila km di rete e tra i 500 e 600 milioni di passeggeri all’anno, non è chiusa: è esposta ad agenti atmosferici, indebiti attraversamenti, che possono provocare incidenti, e anche a sabotaggi” ha aggiunto l’ad, come riporta La Stampa. Proprio su questi ultimi, Donnarumma ricorda di aver avviato “denunce per cabine elettriche, cavi, linee di alimentazione elettrica già da autunno 2024”. Ieri il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal ministro Matteo Piantedosi, si è riunito con i vertici di Polizia, intelligence e Fs. Tra le misure messe in campo ci sono droni per presidiare aree sensibili, più videosorveglianza, forze dell’ordine irrobustite ed estensione delle recinzioni lungo le infrastrutture di rilievo e la rete dell’Alta velocità.
INVESTIMENTI RECORD NEL 2025
Sono 1.200 i cantieri aperti per consegnare al Paese una rete “rinnovata e moderna”. “Il 2025 è un anno record con 18,5 miliardi di euro
investiti, di cui 11,5 miliardi sulla rete ferroviaria (…) che generano quasi 50 miliardi di impatto sul Pil”, ha detto l’ad, sottolineando che l’accelerazione è legata anche alla sempre più prossima fine del Pnrr, che ha comportato l’aumento della spesa di 7 miliardi rispetto alla media degli ultimi 10-15 anni. Donnarumma ha poi anticipato che il fatturato del 2025 è più vicino ai 18 miliardi che ai 17 miliardi, il risultato operativo si aggira sui 2,5 miliardi, il debito netto è poco oltre 14 miliardi, il credito verso lo Stato di circa 5-6 miliardi e il patrimonio è stimato fra i 50 e 70 miliardi.
EXTRA COSTI CANTIERI
Per il manager le aziende costruttrici che chiedono una compensazione sono “preoccupate, e noi con loro”. Se gli accordi non vanno in porto, allora subentra un commissario per mediare. I 20 miliardi “emersi in questi giorni sono fantasmagorici”, bacchetta Donnarumma: nell’ultimo ventennio, le riserve medie ricevute “si aggirano sul 10% della cifra richiesta”. Se alcune aziende reclamano 20 miliardi in più in cuor loro sanno che ne otterranno 2. Questo – nelle previsioni di Donnarumma – sarà il punto di atterraggio. E una somma simile (2 miliardi), per il manager non rappresenta un problema per il Gruppo Fs che è al lavoro con il ministero dei Trasporti e la Ragioneria dello Stato per scongiurare qualsiasi rischio di declassamento del suo rating.
INDEBITAMENTO FS
Donnarumma spiega che l’indebitamento netto di Fs è salito a quota 14 miliardi di euro, oltre la soglia consigliata a una società di infrastrutture in rapporto al suo Ebitda. Un andamento legato anche all’accelerazione degli investimenti sulla rete ferroviaria per onorare gli impegni europei del Pnrr. Ma la zavorra del debito si alleggerisce a soli 8 o 9 miliardi, e rientra in una soglia virtuosa, se si considerano i crediti che il Gruppo Fs vanta verso lo Stato.
PROGETTO MANICA
Donnarumma conferma anche l’accordo con il fondo statunitense Certares per portare il Freccarossa sotto la Manica da Parigi e Londra. Il Gruppo Fs manterrà sempre il controllo della scatola societaria comune. La novità è che compreranno insieme la flotta di treni da sistemare sui binari, con l’obiettivo di accendere i motori entro il 2029. Riguardo le attività internazionali complessive, l’ad del Gruppo Fs vuole centrare il pareggio entro il 2027 e andare in utile dal 2028.