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Fine tutela e bollette: il Senato vuole vederci chiaro

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In Commissione Industria al Senato al via l’affare sulla razionalizzazione, la trasparenza e la struttura di costo del mercato elettrico e sugli effetti nelle bollette in capo agli utenti

Lo aveva promesso prima dell’approvazione della manovra e ora il presidente della commissione Industria del Senato Gianni Girotto ha mantenuto la parola e deciso di avviare l’esame di un affare assegnato sulla razionalizzazione, la trasparenza e la struttura di costo del mercato elettrico e sugli effetti in bolletta in capo agli utenti. A deciderlo è stato l’Ufficio di presidenza della stessa commissione che si è riunita per programmare i lavori in vista del riavvio delle attività dopo la pausa natalizia.

IL RINVIO DEL FINE TUTELA

Il rinvio del fine tutela per il mercato energetico è stato confermato dal governo – dopo essere stato accantonato in manovra – nel decreto Milleproroghe di cui si saprà l’elenco degli auditi martedì 14 e l’avvio del ciclo di audizioni a partire dal 15 fino al 17 gennaio. Lunedì 20 si terrà la discussione generale sul provvedimento e sempre il 20 scadrà il termine degli emendamenti per poi cominciare il 27 gennaio con le votazioni. La prima disposizione sul Finte tutela prevede che il Mise, sentita l’Arera definisce con decreto entro 90 giorni “le modalità ed i criteri dell’ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali, tenendo altresì conto della necessità di concorrenza, pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato” che passa dal 1 luglio 2020 al 1 gennaio 2022. Sempre con decreto Mise vengono poi fissati “i criteri, le modalità e i requisiti tecnici, finanziari e di onorabilità per l’iscrizione e la permanenza” nell’Albo venditori i cui iscritti devono garantire “l’affidabilità nel tempo del soggetto iscritto” e consentire anche “un efficace contrasto a possibili condotte contrastanti con i generali principi, legali e regolatori, che sovraintendono al buon funzionamento dei mercati e alla tutela dei consumatori”.

CON IL RINVIO AL 2022 PIÙ RISPARMI NEL TEMPO

Intanto arriva l’analisi di Sostariffe.it secondo cui in 2 anni possibile risparmiare il 23% con la luce, ma non con il gas. L’ultimo studio SosTariffe.it ha calcolato la convenienza massima ottenibile con il mercato libero nel corso dell’anno appena concluso, ma anche del 2020 e del 2021. E mentre per la luce il risparmio annuo possibile crescerà fino al 23%, per il gas tra 2 anni arriveremo a spendere addirittura di più rispetto ad ora. Le rilevazioni e le proiezioni oggetto di questo studio – si legge in un comunicato – sono state effettuate da SosTariffe.it a dicembre 2019, con l’ausilio del proprio comparatore di offerte luce e gas.

Se consideriamo solo la luce, ci accorgiamo come l’utente tipo nel corso del 2019 appena concluso passando al mercato libero è riuscito a risparmiare 85 euro, pari al 14% di quanto avrebbe speso rimanendo nel regime di maggior tutela. Nel corso del 2020 appena iniziato optare per un fornitore di energia elettrica del mercato libero converrà ancora di più. In tutto l’anno infatti sarà possibile alleggerire le bollette di 112 euro. Ciò significa un risparmio del 18% rispetto alla maggior tutela. E tra due anni? La situazione tenderà a migliorare ancora. Secondo le proiezioni di SosTariffe.it la concorrenza tra i vari fornitori di energia elettrica dovrebbe consentire di mettere da parte ben 150 euro nel corso del 2021. Con un risparmio stimato del 23%.

Per il gas naturale le prospettive di risparmio non sono altrettanto allettanti. In questo caso l’indagine ha tenuto conto di un utente tipo con un consumo annuo di 1400 metri cubi. Quest’ultimo nel corso del 2019 è riuscito a risparmiare 15 euro, pari solo al 1% rispetto alla maggior tutela. Una convenienza minima, che nei prossimi anni tenderà a ridursi ancora. Nel 2020 ad esempio, si potranno risparmiare ancora 7 euro (1% di risparmio). Ma il 2021 segnerà un record negativo. Il mercato libero anziché alleggerire le bollette del gas le appesantirà di pochissimo (circa 2 euro in tutto l’anno), facendo registrare dunque un saldo negativo sul fronte risparmio (- 0,18%). Lo studio infine ha valutato l’evoluzione anche del risparmio congiunto, per le bollette dunque sia della luce che del gas. Nel complesso, la convenienza tende a crescere nel tempo con gradualità.