Scenari

Il gas meno costoso nel 2017? In Turchia

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Tra i paesi europei e quelli non membri, lo scorso anno la Turchia ha fornito il gas più economico. Ora Ankara sta lavorando per diventare un hub attraente con l’avvio di una borsa del combustibile

Secondo Eurostat, nel 2017 le famiglie turche hanno consumato il gas naturale più economico d’Europa, pagando 2,4 centesimi di euro per chilowattora (kWh) di equivalente elettrico. Tra i 21 paesi dell’Ue, Ankara è al primo posto nella graduatoria seguita da Romania e Moldavia con 3 centesimi di euro, Serbia a 3,4 centesimi e Bulgaria a 3,5 centesimi.

IL GAS PIÙ COSTOSO IN SVEZIA, KOSOVO IL MENO CARO PER L’ELETTRICITÀ

Tra i 25 paesi, il gas equivalente per kWh elettrico più costoso è stato venduto in Svezia a 11,9 centesimi di euro, seguita da Irlanda (9,6 centesimi), Portogallo (9,3 centesimi), Danimarca (8,8 centesimi) e Paesi Bassi (7,9 centesimi). Il Kosovo ha registrato, invece, i prezzi più bassi per l’elettricità per le famiglie, con soli 6,5 centesimi di euro al kWh. Seguono la Serbia (7,3 centesimi) e la Macedonia (8,1 centesimi). Le famiglie turche registrano, invece, il quarto prezzo più basso per l’elettricità a 9,5 centesimi di euro per kWh di elettricità, seguite dalla Bulgaria a 9,7 centesimi di euro. Tra i 32 paesi presi in considerazione, al primo posto c’è Belgio con 28,4 centesimi di euro per kWh, seguito da Danimarca (26,6 centesimi), Portogallo (23,5 centesimi), Irlanda (21,1 centesimi) e Austria (19,3 centesimi di euro).

ANCHE LA TURCHIA HA AVVIATO UN PERCORSO DI LIBERALIZZAZIONE

L’Ue ha adottato misure importanti per liberalizzare il mercato dell’energia a partire dagli anni ’90, e lo stesso ha fatto la Turchia: nel 2001 il Paese si è impegnato a creare un mercato dell’energia e del gas liberalizzato, trasparente e affidabile, in cui siano fissati prezzi di riferimento per contratti in condizioni di stabilità. In base alla legge la compagnia statale Botas, che controlla ancora l’80% del mercato turco del gas naturale, ha trasferito 350 miliardi di metri cubi dei suoi contratti di importazione, pari a circa il 20% dei consumi turchi di gas naturale, a sette società private.

IL 1° SETTEMBRE AL VIA GLI SCAMBI SULLA BORSA DELL’ENERGIA DI ISTANBUL

Inoltre, nel marzo 2015, Ankara ha creato la Borsa dell’Energia di Istanbul (EPİAŞ o EXİST), per operare nel settore della produzione di energia elettrica con mercati dell’energia del giorno prima e infragiornalieri. Il successo e l’efficacia delle società elettriche che negoziano su EPİAŞ ha portato alla domanda di un mercato a pronti anche per il gas naturale per fornire agli investitori e alle società del gas un meccanismo di prezzo affidabile e prodotti finanziari per lo scambio di contratti e derivati. Oltre alla borsa dell’energia elettrica, il 1° settembre inizieranno anche gli scambi di gas naturale su EPİAŞ, come ha recentemente affermato l’autorità turca di regolamentazione del mercato dell’energia (EMRA). Le attività preliminari sono già iniziate in quanto la Borsa del gas naturale, denominata Natural Gas Continuous Trading Platform (STP), è stata lanciata praticamente il 1° aprile di quest’anno.