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Ecco cosa pensa Draghi del pagamento del gas russo in rubli

Draghi

Il premier ha aggiunto che “la maggior parte degli importatori di gas ha già aperto dei conti in rubli con Gazprom”

Mentre l’Unione Europea dice alle aziende di non pagare il gas russo in rubli, il premier italiano, Mario Draghi, ha affermato il contrario, dicendo che le aziende europee sono libere di pagare nella valuta russa senza trovarsi in violazione di sanzioni prive di chiarezza.

“Non c’è una dichiarazione ufficiale su cosa significhi violare le sanzioni”, ha detto ieri Draghi durante una conferenza stampa. “Nessuno ha mai detto nulla in merito al fatto che i pagamenti in rubli violerebbero le sanzioni”. Draghi ha aggiunto che “la maggior parte degli importatori di gas” ha già aperto dei conti in rubli con Gazprom.

LA DECISIONE SUL GAS RUSSO DELLE TEDESCHE UNIPER E VNG

Secondo quanto riferito, martedì scorso VNG – uno dei maggiori importatori tedeschi di gas naturale – ha aperto un conto in rubli presso la banca russa Gazprombank, che vedrà i pagamenti in euro convertiti in rubli, in linea con lo schema russo per bypassare le sanzioni.

VNG è stata la seconda azienda tedesca ad averlo fatto. Ad aprile la tedesca Uniper aveva affermato di star preparando i conti necessari per effettuare pagamenti in rubli.

Lo schema ideato dalla Russia prevede che gli acquirenti nazionali di gas aprano due conti separati con Gazprombank, uno in euro o dollari e un secondo in rubli. I pagamenti vengono effettuati sul primo conto, quindi convertiti in rubli e trasferiti sul secondo conto.

L’UNIONE EUROPEA NON SI È ANCORA ESPRESSA CHIARAMENTE

La dichiarazione di Draghi arriva mentre i maggiori acquirenti del blocco di gas naturale russo attendono delle istruzioni chiare. A partire da ieri l’Unione Europea non ha ancora emesso alcun protocollo specifico per il pagamento del gas russo.
Le linee guida esistenti rimangono ambigue, e gli unici avvertimenti finora sono stati di natura verbale.

“Pagare in rubli, se non è previsto nel contratto, è una violazione delle nostre sanzioni”, aveva affermato due settimane fa la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen. “Le aziende con contratti di questo tipo non dovrebbero aderire alle richieste russe”.

Entro fine maggio diversi Paesi UE dovranno rinnovare i loro contratti di fornitura con Gazprom.

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