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Draghi vola a Washington per ottenere più gas

Draghi Incontra Biden

L’incontro tra i due presidenti si svolgerà all’ora di cena italiana. In agenda il tema delle forniture di Gnl ma non solo

Superata anche la tanto attesa data del 9 maggio, la guerra in Ucraina continua a lasciare in sospeso il mondo. Ma continua anche a offrire nuove tappe di negoziato tra i paesi occidentali sulla questione energetica.

IL SESTO PACCHETTO DI SANZIONI AL PETROLIO RUSSO

La settimana scorsa si è chiusa con l’approvazione del sesto blocco di sanzioni contro il petrolio russo. Una mossa che ha già subito qualche modifica (che ne smorzerà gli effetti di breve periodo) ma che di fatto vuole aumentare la pressione su Mosca.

L’IMPEGNO DEL G7, DRAGHI GUIDA IL FRONTE OLTRANZISTA

Una pressione ribadita dagli impegni presi domenica scorsa nell’incontro tra i Grandi Sette in streaming. Dove il blocco formato da “Francia, Canada, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti non ha specificato esattamente quali impegni assumerà ciascun paese per allontanarsi dall’energia russa”.

LA VIA ITALIANA DELL’INDIPENDENZA

Ma oltre alle convergenze europee e occidentali c’è anche la via nazionale all’indipendenza dalle forniture russe. E qui tornano in mente i viaggi di Di Maio, Descalzi, Cingolani e Draghi in Africa a marzo e aprile. Ma si intrecciano anche i percorsi di Stati Uniti e Italia stessa. Gli Usa si confermano primo esportatore con Cheniere Energy: insieme a Qatar, Egitto e Africa occidentale rappresentano la via alternativa più rapida alle forniture moscovite. Ma nel Vecchio Continente mancano i rigassificatori. Il 37% della capacità è dislocata in Spagna, appunta ancora il quotidiano. L’Italia copre solo il 9%.

OGGI DRAGHI VOLA A WASHINGTON

Ecco perché la visita di oggi del premier Mario Draghi negli States è fondamentale. “Indubbiamente sarà oggetto del colloquio la fornitura di medio e lungo periodo di gas liquido all’Italia da parte delle aziende americane. Biden non le controlla, ma può esercitare su di loro una moral suasion e al nostro premier non dispiacerebbe”, scrive Marco Galluzzo sul Corriere della Sera.

“Un altro tema è una richiesta che il nostro governo porta avanti da mesi, e che si intreccia con la disponibilità di fonti di energia alternative a quelle attuali: la proposta di un price cap europeo al prezzo del gas russo non è un dossier sul quale gli americani possono avere un peso decisivo, ma un’influenza di sicuro. E anche su questo punto sarebbe gradita un’azione diplomatica di Washington più efficace”. L’Italia anche su questo fronte si è messa in prima fila, l’incontro odierno ne darà ulteriore prova.

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