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Cosa si è detto al G7 di ieri sull’embargo al petrolio di Mosca. Domani Draghi in Usa

Draghi G7

A che punto è la strada europea (e non solo) verso l’indipendenza energetica dalla Russia dopo il meeting di ieri del G7. 

Nessun passo decisivo, né concreto, ma un impegno a dire stop alle importazioni di petrolio dalla Russia. Questo il sunto del meeting a distanza tra i Grandi 7. Come scrive Euractiv, il blocco dei ricchi: “Francia, Canada, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti non ha specificato esattamente quali impegni assumerà ciascun paese per allontanarsi dall’energia russa”.

La situazione rimane ancora in bilico, dunque, quando la settimana appena iniziata vedrà il premier italiano recarsi a Washington alla ricerca di nuovi accordi per importare Gnl americano. Una soluzione rapida ma che ha anche alcuni aspetti critici da considerare. Mentre sul lato del petrolio, il blocco delle sanzioni europee a Mosca è stato revisionato, oggi intanto si celebra la Festa dell’Europa.

LA DICHIARAZIONE CONGIUNTA DEL G7

“Ci impegniamo a eliminare gradualmente la nostra dipendenza dall’energia russa, anche eliminando gradualmente o vietando l’importazione di petrolio russo”. E ancora: “Ci assicureremo di farlo in modo tempestivo e ordinato, e in modi che forniscano tempo al mondo per garantire forniture alternative”. Così, la dichiarazione congiunta dell’evento tenutosi in formato streaming nella giornata di ieri (domenica, ndr).

IL COMMENTO DELLA CASA BIANCA

“Questo colpirà duramente l’arteria principale dell’economia di Putin” ha commentato il governo statunitense. “E gli negherà le entrate di cui ha bisogno per finanziare la sua guerra”.

IL PUNTO DI VISTA FRANCESE

“Abbiamo ancora del lavoro per finalizzare, in uno spirito di solidarietà, le garanzie necessarie per le condizioni di approvvigionamento petrolifero degli Stati membri che attualmente si trovano in una situazione molto specifica per quanto riguarda l’approvvigionamento tramite oleodotto dalla Russia”, ha dichiarato la presidenza francese dell’UE e la Commissione in una dichiarazione.

Il tiro alla fune Europa-Russia continua. I giorni a venire potranno aggiungere qualche elemento più concreto sulla via dell’addio all’energia russa.

 

 

 

 

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